Lecce, l'azionista De Picciotto:«Siamo intenzionati a potenziare il Lecce nonostante quello che accadrà».
L'azionista del Lecce Renè De Picciotto ha rilasciato un'intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia. Tanti i temi trattati, dalla crisi economica conseguente all'emergenza Coronavirus al futuro della squadra salentina, di cui il banchiere italo-svizzero possiede alcune quote. Vediamo le sue dichiarazioni:«Personalmente sto benissimo e ho una grande voglia di ripartire, anche se la pandemia ha prodotto danni ovunque. L'emergenza è stata improvvisa e, purtroppo, non è ancora terminata. Non sappiamo come si riprenderà, in quanto alcune attività hanno subito un colpo letale, mentre altre ci metteranno di più a riprendere perchè la gente, non avendo soldi, ha paura e cambia le priorità di spesa. Riguardo i miei affari, essendo da sempre un gestore, sono stato molto cauto nelle gestioni patrimoniali e, di conseguenza, non ero molto impegnato in borsa. Ora ho ripreso parzialmente». De Picciotto prosegue:«In Europa ho sette alberghi, precisamente in Francia, Svizzera e Serbia, e ora sono ancora chiusi. Parliamo di mille camere chiuse, di strutture che non hanno avuto la possibilità di guadagno. Probabilmente non riapriranno prima di giugno. Poi ho un centro commerciale in Russia e alcuni alberghi in America, che non sono stati chiusi ma hanno lavorato di meno. L'America è un altro mondo che non reagisce come in Europa e come nel Sud. Per quanto riguarda il Sud, ho dovuto fermare tutti i lavori, pertanto è stato rimandato a inizio giugno il riavvio dell'ex Banco di Napoli, a Lecce. Le strutture ricettive che ho nella zona di Fasano hanno subito la cancellazione per quest'anno, ma ho saputo che le stesse persone, soprattutto stranieri, hanno rinviato le prenotazioni di un anno. Per questa estate ci concentreremo sul mercato italiano, ovviamente con tutte le precauzioni del caso. Sto pensando, in futuro, di vendere le mie attività in giro per l'Europa e orientare tutto qui in Puglia. A Lecce ho in programma un ulteriore progetto, anche se devo ancora definire i dettagli. Poi sto anche pensando di effettuare, altri investimenti, nella zona di Taranto». L'azionista del Lecce conclude in merito al futuro del Lecce e del calcio:«Personalmente avrei chiuso la stagione attuale e mi sarei concentrato sulla prossima. So bene, però, che il rapporto tra gli italiani e il calcio è come un amore romantico e maniacale. Sono consapevole, inoltre, che vi sono in ballo interessi economici rilevanti. Quella del Lecce è una società sana senza debiti. A fine stagione, qualunque sia il risultato sportivo, siamo intenzionati a potenziare ulteriormente il club. Sogno una società ancora più organizzata e con ambizioni in linea con la misura della città. Lecce ha circa 100 mila abitanti, e qui non si possono fare miracoli,anche perchè non ci sono i denari. Quest'anno, con la A, siamo riusciti a mettere a posto lo stadio per un totale di 5 milioni di euro, a carico nostro. Ora ci rimane da sistemare la Est. Purtroppo siamo soli a farlo. Non ci resta che definire la Convenzione col Comune di Lecce, che ci darà la possibilità di gestire altri eventi. I progetti ambiziosi non mancano. Per non parlare poi della costruzione del centro sportivo di proprietà. Sono favorevole a tutto ciò che riguarda il futuro e i giovani, anche perchè, come gruppo societario, non abbiamo la forza di commettere passi falsi. Si può fare tutto, ma sempre con lungimiranza e oculatezza. Quello di Lecce è un ambiente che mi ha colpito per il calore della tifoseria. I tifosi hanno sempre sostenuto la squadra, mi auguro che possano continuare a farlo. Ricordo il giorno della promozione in A, per la prima volta sono sceso sul terreno di gioco e sotto la Curva Nord mi sono emozionato tantissimo».
