Miccoli condannato in via definitiva, dovrà scontare il carcere

Fabrizio Miccoli, ex calciatore italiano, è stato condannato in via definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Come ha stabilito la Cassazione, l'ex capitano del Palermo, dovrà scontare la condanna a tre anni e sei mesi. Secondo la giustizia, Miccoli commissionò un'estorsione aggravata dal metodo mafioso a Mauro Laricella. La persona di cui stiamo parlando è il figlio del boss della Kalsa Antonino "U scintilluni", ed è stato già condannato a sua volta in via definitiva a sette anni di carcere.
Respinto il ricorso presentato da Miccoli
E' stata accolta dunque, la richiesta del Sostituto Procuratore Generale della Suprema Corte, Fulvio Baldi, di rigettare il ricorso di Miccoli.
L'ex attaccante rosanero sta vivendo delle ore concitate, e insieme ai propri legali dovrà decidere dove costituirsi per iniziare a scontare la pena. Miccoli, dopo l'udienza a Roma in Cassazione, potrà chiedere appena possibile al Tribunale di Sorveglianza, l'applicazione di misure alternative. Tuttavia, sembra inevitabile un passaggio in carcere, la cui durata è impossibile ipotizzare.
Le dimissioni con la Triestina per commenti rievocanti il passato
Il calciatore vestì per dieci volte la maglia azzurra e attualmente ricopre il ruolo di allenatore. Il 30 luglio scorso però, Miccoli aveva lasciato con un lungo testo dopo soli otto giorni, la guida della squadra Primavera della Triestina.
Nella lettera, il 42enne di Nardò, aveva espressamente specificato il suo estremo rammarico e il dispiacere, rendendo noto di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico di collaboratore della squadra Primavera della U.S. Triestina Calcio 1918, dopo un serrato confronto con la proprietà.
L'allenatore aveva accolto con grande amore la proposta pervenuta da una società storica e di grande blasone come la Triestina. Tuttavia, era stanco di alcuni commenti che rievocavano le sue vicende giudiziarie e che lo hanno indotto a prendere questa decisione, seppur estranee al calcio.
Le amicizie criminali lo hanno portato inesorabilmente a scegliere cosa fare e cosa non fare: "Non voglio che il mio passato colpisca il Club". Con queste parole si era rivolto a cuore aperto ai tifosi e alla squadra di seconda categoria allenata per pochi giorni. Miccoli ha abbandonato la carica proprio per non mettere in cattiva luce la compagine di Trieste.