Milan in crisi: lo scudetto è possibile con questi numeri?

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La sconfitta col Sassuolo ha definitivamente sancito l'inizio della prima crisi del Milan targato 2021-22.
Due furono le sconfitte consecutive che la scorsa stagione fecero perdere il primato ai rossoneri: prima il ko con lo Spezia, e poi il tracollo nel derby con l'Inter, dopo il quale il distacco coi cugini si ingrandì definitivamente. Il mercato di gennaio potrebbe però evitare un finale amaro anche in questa stagione.

Difesa da incubo (e non è solo colpa di Tatarusanu)

Bestia nera dei rossoneri ma in una stagione finora non esaltante, il Sassuolo (vittorioso 3-1) ha fatto la partita dell'anno mettendo in luce i limiti della rosa rossonera oltre le aspettative.
Papere di Tatarusanu a parte, Maignan ha fatto ciò che potuto ieri di fronte agli svarioni dei suoi compagni di reparto.

18 le reti del Milan al passivo finora: 7 nelle ultime due gare, ma ben 11 nelle restanti 12. In Europa nessuno ha fatto peggio del Milan se notiamo le prime quattro posizioni che sanciscono le qualificazioni Champions.
Unica eccezione la Bundesliga, dove il Dortmund ne ha subiti 19 ma segnandone 3 in più del Milan, e il Leverkusen 18. Ma quello tedesco è un campionato dove si segna mediamente di più rispetto al nostro campionato: la capolista Bayern ha già realizzato 42 reti (ben 12 in più del nostro Napoli).
Tra assenze (ad esempio Giroud) e cali fisici, ci si mettono errori come quello di Romagnoli che lascia la squadra in dieci in un momento cruciale del match. Un errore il suo, non da squadra che può e vuole essere competitiva ad alti livelli su più fronti.

Napoli e Inter: quale avversario fa più paura a questo Milan?

Centrocampo totalmente assente e fiacco: troppo spesso schiavo delle fiammate di Kessie, anche lui però troppe volte a segno dal dischetto e non su azione.
Sconfitta figlia della stanchezza e deconcentrazione dopo il successo di Madrid che ha prosciugato le energie dei rossoneri impiegate in un'insperata rimonta Champions?
Il rinnovo del contratto a Pioli ha forse generato un clima di collettivo (esagerato) ottimismo?
Sicuro è che il Napoli (show di Mertens e straripante vittoria) sembra aver trovato una pezza alla mancanza di Oshimen e Spalletti sembra arrivato al momento giusto per plasmare una squadra già forte a sua immagine e somiglianza.
L'Inter invece da l'idea di maggiore solidità e pragmaticità anche in partite non dominate come quella di Venezia. Non solo ha sofferto il ritorno dei lagunari rischiando ma evitando il pareggio, ma è pure riuscita a chiudere cinicamente la gara sul 2-0 allo scadere.

E' l'Inter ad assomigliare più alla Juventus degli anni d'oro che non il Milan.