La guerra Ucraina-Russia vissuta dal mondo del calcio: conseguenze e reazioni


E' iniziata l'operazione militare della Russia contro l'Ucraina, un attacco che avrà inevitabili ripercussione anche sul mondo del calcio. In Ucraina è stato sospeso il campionato, la Uefa ha convocato un comitato esecutivo straordinario per valutare il da farsi e si valuta di cambiare la finale di Champions League in programma il 28 maggio a San Pietroburgo. Inoltre, il 24 marzo è prevista Russia-Polonia a Mosca per il playoff mondiale e in caso di vittoria della formazione russa anche il successivo spareggio. Ecco di seguito la reazioni di alcuni volti noti del mondo del calcio.

Le ripercussioni della guerra sul mondo del calcio

In questo momento calciatori e protagonisti del mondo del calcio stanno prendendo posizioni e commentando la situazione che sta accadendo in Ucraina. Ecco le loro parole:

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Zinchenko (Giocatore ucraino del Manchester City): «I confini dell'Ucraina devono rimanere intatti. Il mio paese appartiene agli ucraini e nessuno potrà mai impossessarsene. Auguro a Putin la morte più dolorosa».

Junior Moraes (Giocatore dello Shakhtar): «Ci sarà carenza di cibo, non ci sono soldi. Siamo riuniti in attesa di un piano per lasciare l'Ucraina».

Yarmolenko (Giocatore ucraino del West Ham): «Esorto gli ucraini a mostrare la propria dedizione al Paese. Il nostro potere è la libertà, il diritto di scegliere, il rispetto e i valori umani».

Andriy Shevchenko (Leggenda del calcio ucraino ed ex ct): «Sono sempre stato orgoglioso della mia gente. Oggi è un momento difficile per tutti noi. Ma dobbiamo unirci! Insieme vinceremo!».

Yaremchuk (Giocatore ucraino del Benfica): «Il calcio è il calcio, ma ci sono tante cose che stanno succedendo in Ucraina. Io faccio goal qui, ma penso al mio Paese».

Roberto De Zerbi (Allenatore dello Shakhtar): «C'è un clima di tensione da giorni. Questa mattina ci siamo svegliati perché abbiamo sentito le esplosioni. Le preoccupazioni sono tante e lo stesso per quanto riguarda i miei calciatori: mi vedono come quello più grande che dovrebbe tutelarli, ora faccio fatica io stesso a dirgli cosa fare».

Paulo Fonseca (Ex allenatore Shakhtar e Roma): «Mi sono svegliato alle cinque del mattino con cinque esplosioni di seguito. Avevo un volo in programma per oggi, ma ora è impossibile uscire da qui, perché gli aeroporti sono già distrutti e lo spazio aereo è stato chiuso. Tutto è fermo: benzina finita e supermercati presi d'assalto. Non ci resta che pregare che non cada un'altra bomba su di noi. E' il giorno peggiore».

Giorgio Chiellini (capitano dell'Italia e della Juventus): «l risveglio di questa mattina è stato sconvolgente e traumatico. Mi sono ritrovato inerme a guardare immagini a cui non sono stato in grado di dare un senso. Ho sperato fino all'ultimo che non si arrivasse a questo punto e che la crisi non degenerasse in un conflitto. Mi auguro che non si inneschi un effetto domino».

Stefano Pioli (Allenatore del Milan): «Ucraina? Ne abbiamo parlato con i ragazzi e c'è molta preoccupazione. C'è sgomento. La vita non ha prezzo. Se c'è una cosa che possa unire ancora di più è lo sport».