Balotelli: "Se guardo alla mia carriera ho un rimorso. Inter, Milan e Juve..."

Mario Balotelli si è raccontato senza filtri a Fedez nella lunga intervista ai microfoni del podcast "Muschio Selvaggio". Tanti i temi trattati dall'attaccante del Sion, dal calcio (Inter, Milan, Juventus, Manchester City, il calcione subito da Francesco Totti...) fino ai trascorsi complessi dal punto di vista personale (infanzia, rapporto con il fratello Enock, i figli...). Ecco di seguito qualche spunto della chiacchierata dell'attaccante azzurro.
Balotelli si racconta: "Ho sempre giocato al 20% delle mie possibilità. Inter, Juve e Milan..."
Ecco alcuni spunti della chiacchierata tra "Super" Mario Balotelli e Fedez durante la 117esima puntata del podcast "Muschio Selvaggio":
INFANZIA - "I miei genitori mi mandavano a scuola, come è normale che sia, l'obiettivo non è mai stato quello di fare il calciatore, anche perché loro hanno sempre provato a frenarmi dal farlo e mi è servito. Sapevano che una persona come me, a quell'età, con i miei problemi e il mio carattere, si sarebbe perso. Quindi ho fatto mille sport, ho sempre studiato e devo ringraziarli per questo".
RAPPORTO CON ENOCK - "Ho avuto un mio passato, sicuramente non ero un ragazzino semplice da gestire. Quando sono nato sono stato due anni in ospedale per un problema all'intestino, poi sono andato in affidamento ne ho sofferto, all'inizio non lo capivo, ero troppo piccolo, ma una volta cresciuto ho avuto il coraggio di parlarne e affrontarlo e capito che la mia famiglia lo ha fatto per me, perché non potevano darmi ciò di cui quello avevo bisogno, mi hanno aiutato. Siamo sempre stati insieme, quando giocavo a Manchester lui aveva 16 anni ed è venuto a vivere con me si allenava con noi. È stato un periodo bello, ci siamo divertiti molto e ne abbiamo fatte di cose insieme".
JUVENTUS - "Non sarei mai andato alla Juventus, ma potevo andarci dopo gli anni al Manchester City. Ho avuto un appuntamento a Torino con Marotta, Nedved e Conte - ammette - Raiola aveva parlato con la dirigenza, c’era l’offerta. Al ritorno da Torino, Mino chiama Galliani, gli dice che mi stava mandando alla Juve e così ho scelto il Milan. La Juve è sempre stata la mia antagonista, anche se è troppo forte".
INTER - "Amo l’Inter ancora oggi, devo tutta la mia carriera al club e Moratti".
MOURINHO - "Mourinho è simpaticissimo, a volte parliamo ancora. Entrambi abbiamo un carattere difficile da gestire. A volte si andava allo scontro, ma era uno scontro paterno, come figlio e padre. Un giorno partiamo da Appiano Gentile per andare a giocare a Catania. Sul pullman ho avuto una discussione con Mourinho: sono sceso, ho preso la macchina e sono tornato a casa. Ma tuttora ho un buon rapporto con lui".
FIGLI E FAMIGLIA - "Non ho mai creato una vera famiglia, nel senso che stare con una donna, amarla, sono cose che non ho mai avuto in vita mia. La cosa difficile è non avere sempre i figli con me, questo mi arreca tristezza, ma mi sono abituato".
MATERAZZI - "L'ho sempre considerato un fratello maggiore. Sia quando sbagliavo sia quando facevo bene veniva sempre da me a parlarmi".
TOTTI E IL CALCIO NELLA FINALE DI COPPA ITALIA - "Quel giorno Totti era nervoso perché l'allenatore non l'aveva fatto giocare, non ce l'aveva con me. Ha sbagliato a darmi quel calcio, ma succede. Poi gli ho scritto per sapere perché me l'avesse dato e lui mi ha risposto: "Manco ti ho preso bene". Totti lo rispetto tantissimo, gli voglio bene. Ha fatto la storia del calcio italiano".
RIMPIANTI - "Raiola mi diceva sempre che Ronaldo e Messi hanno così tanti palloni d'oro perché io giocavo al 20% delle mie possibilità e che se avessi giocato al 100% li avrei vinti io. Se guardo alla mia carriera ho un rimorso: potevo fare di più".
GIOCATORE PIU' FORTE - "Il giocatore più forte è ancora Messi. Haaland e Mbappe, se hanno la testa giusta, per i prossimi 10 anni saranno i prossimi Messi e Ronaldo. Mi piacciono tanto anche Leao e Osimhen. Per me questo quattro possono fare la storia del calcio".