Atalanta, rientro in pista: per la lotta Champions c'è anche la banda Gasp


La stagione dell'Atalanta, complice una striscia di risultati discontinui, sembrava ormai destinata all'approdo verso un piazzamento in classifica dignitoso, ma sostanzialmente anonimo. Soprattutto rispetto a quanto gli orobici ci avevano abituato a far vedere in precedenza. E invece, mentre già si iniziava a mormorare di fine del ciclo Gasp, la Dea ha tirato fuori una serie di colpi di reni che potrebbero far svoltare la stagione.

I risultati positivi delle ultime gare, complice anche - finalmente - il ritorno su buoni livelli del redivivo Duvan Zapata, hanno permesso ai bergamaschi di tornare a sognare la qualificazione in Champions League. In attesa di Inter-Lazio in programma domani, espugnando un campo comunque sempre ostico come quello del Torino i nerazzurri si sono portati a -2  dal quarto posto coabitato da Milan e Roma.

L'Atalanta è ancora viva

Il calendario che attende l'Atalanta da qui a fine stagione, peraltro, sorride moderatamente agli uomini di Gasperini. Tre partite in casa abbordabili (contro Spezia, Verona e Monza), una più difficile (Juventus) e due trasferte di difficoltà alternata (non impossibile quella a Salerno, complicata quella in casa dell'Inter. Peraltro uno scontro diretto a tutti gli effetti). Insomma, alla Dea non mancano i motivi per crederci. Anche perché quel mix tra esperienza (Zapata, Zappacosta, De Roon) e freschezza (Scalvini, Hojlund, Ederson) che Gasperini sta cercando di modellare sta finalmente prendendo forma.

Dopo il deludente ottavo posto dello scorso campionato e qualche cessione eccellente (Gosens, Pessina, Freuler, Malinovskyi tra le altre, oltre all'addio di Ilicic) in molti avevano sollevato dubbi sulle possibilità di ricostruire in fretta un'Atalanta competitiva. Per l'ennesima volta, invece, il Gasp sta riuscendo nell'impresa di smentire i più scettici. Coadiuvato, questo è certo, da una società sempre encomiabile nella pazienza con cui programma e da un settore giovanile invidiabile. In un finale di stagione incandescente in ottica lotta Champions, la Dea si propone come mina vagante. Senza tossine di coppa, per giunta. Romane e milanesi sono più che avvisate.