City-Inter, la finale dell'anti-"sport": la fine del fair play finanziario

City-Inter finale anti fair play finanziario - Questa sera va di scena la finale di Champions League tra Manchester City ed Inter. Probabilmente la partita di calcio più attesa al mondo dopo la finalde dei campionati mondiali. Mai come quest'anno, non me ne vogliano i tifosi, sarà la finale più "fasulla" degli ultimi anni. Chiariamo non per un discorso di quanto visto sul campo, entrambe meritano di essere ad Istanbul stasera, ma per un discorso di sport e conti economici.

City-Inter finale anti fair play finanziario

Si perchè la UEFA da anni ha iniziato la crociata per un calcio pulito e sano da un punto di vista economico, introducendo l'ormai famoso e discusso Fair Play Finanziario. Per motivi diversi le due squadre che si affronteranno questa sera sono di quanto più lontano possa esserci da un discorso di Fair Play e virtuosismo economico.

Il Manchester City rappresenta probabilmente il "demonio" del fair play e non a caso, esclusa la Superlega, rappresenta il club principale nel mirino della UEFA ormai da anni. Parliamo di un club che negli ultimi anni, da quando la proprietà appartiene all'Emirato di Abu Dhabi, non ha fatto calciomercato ma "fantamercato". Già sotto accusa per le sponsorizzazioni milionarie che servono ad aumentare i ricavi per aumentare le spese (acquisti e stipendi), la UEFA ne voleva l'esculsione dalle competizioni internazionali. La prima battaglia legale ha però premiato i Citizens con il CAS, che ha ritenuto le prove insufficienti. Ora il City è alle prese con l'apertura di un'indagine in Premier League per la quale è accusato di oltre un centinaio di presunte violazioni finanziarie. Ma per questo filone bisognerà attendere gli sviluppi dei prossimi mesi.

Dall'altro l'Inter rappresenta l'esempio del club che continua ad indebitarsi anno dopo anno. I nerazzurri vantano al momento un debito di oltre 500 milioni di euro che è aumentato in modo crescente negli ultimi anni. Da un lato il crollo delle entrate a causa delle problematiche relative alle partnership cinesi e dall'altro il costante aumento del tetto stipendi e delle spese. Al momento il club nerazzurro si tiene in vita a suon di prestiti, l'ultimo da 275 milioni di euro, come riportato da ilfattoquotidiano.it, con l’americana Oaktree Capital.

La cosa assurda è che nonostante gli introiti si riducano in casa Inter si è fatta la scelta opposta a quella del Milan. Mentre i rossoneri hanno lentamente abbassato le spese rientrando in modo significativo dalla situazione debitoria, i cugini hanno aumentato i volumi di spesa. Basti pensare che il monte ingaggi dell'Inter è passato da 156 milioni di euro della stagione 2017/18 a 248 milioni di euro nel 2021/22. La situazione è talmente grave che anche la vittoria della Champions League non eviterebbe al club inevitabili cessioni illustri per fare cassa. Morale della favola stasera si affrontano il club meno trasparente contro quello più indebitato ed ipotecato.