Beppe Savoldi commenta l'arrivo di Rudi Garcia
L'annuncio a sorpresa del nuovo allenatore dei Campioni d'Italia, ha creato un notevole dibattito fra tifosi e addetti ai lavori. Rudi Garcia sarà il futuro tecnico del Napoli e a scanso di debacle resterà sulla panchina azzurra per i prossimi due anni (nel biennale firmato dal francese da 2,5 milioni l'anno c'è anche l'opzione per il terzo anno). In tanti si sono espressi a favore dell'arrivo dell'ex Roma e tanti altri invece si sono schierati contro questa scelta del Presidente De Laurentiis. Beppe Savoldi, attaccante dei partenopei dal 1975 al 1979, ha detto la sua in un'intervista per LaPresse.
Su Rudi Garcia: "Non lo conosco come allenatore. Ma deve essere intelligente"
L'ex bomber con 55 gol e più di 100 presenze in maglia azzurra, spera che il nuovo tecnico non decida di rimescolare le carte in tavola e stravolgere quanto fatto di buono da Luciano Spalletti. Il pericolo più grande secondo Beppe Savoldi è legato al fatto che Rudi Garcia cercando di metterci del suo, possa creare confusione all'interno dello spogliatoio e far nascere problemi: "Garcia non lo conosco come allenatore. Ma deve essere intelligente a lasciare tutto come ha lasciato Spalletti. Gli auguro tutto il bene di questo mondo, di non fare confusione e portare avanti il discorso dell'allenatore precedente. Non si deve inventare niente". L'ex attaccante consiglia di proseguire su questa strada senza grossi stravolgimenti: "Vai avanti per quella strada lì che è quella giusta. Magari i giocatori sono traumatizzati visto che con il vecchio tecnico è andata bene e magari in posizioni diverse possono andare in difficoltà. Non è facile inserirsi in quel contesto. Sarà un bel casino".
Beppe Savoldi lamenta una mancanza di continuità
Per la bandiera partenopea il problema del Napoli resta sempre la mancanza di programmazione da parte della società: "La tifoseria avrà pazienza? E' stata fin troppo brava finora, negli ultimi anni il club ha sempre cambiato allenatore. C'è una grande confusione, in questa società non c'è continuità. Il casino non è il cambio di allenatore ma il fatto che manchi una programmazione e si vive all'avventura. Speravo in un ciclo. E' arrivato un dg che ha preso giocatori mezzi sconosciuti e li ha portati alle stelle e un tecnico che li ha fatti giocare secondo le loro qualità. E ora che si fa, si sfascia tutto? Non credo che i tifosi saranno contenti ma, per fare una battuta, sono comunque abituati"