Lazio-Atletico Madrid 1-1: Provedel gol da sogno, Simeone beffato al 96'. Tabellino e pagelle

Esordio stagionale palpitante per i biancocelesti in Champions League e assoluto indimenticabile per il portiere, che all'ultimo secondo firma di testa il pareggio dopo l'autogol di Kamada nel primo tempo. Per il Cholo, ex amatissimo, tanti applausi e rabbia finale

2JP3DC7 Maurizio Sarri head coach of Lazio looks on during the Italian championship Serie A football match between SS Lazio and Bologna FC on August 14, 2022 at Stadio Olimpico in Rome, Italy - Photo Federico Proietti / DPPI

Sono due esordienti ad occupare il tabellino marcatori della prima stagionale in Champions League di Lazio e Atletico Madrid. A Pablo Barrios, talentuoso centrocampista classe 2003 dei Colchoneros che sblocca la partita al 30’ del primo tempo complice una sfortunata deviazione di Kamada, risponde all’ultimo secondo il bomber che non ti aspetti: Ivan Provedel. Quando il 95’ e ultimo minuto è già scoccato un perfetto colpo di testa del portiere biancoceleste su cross di Luis Alberto fa saltare il bunker di Simeone e regala alla squadra di Sarri un punto potenzialmente d’oro. L’1-1 finale è nel complesso giusto per quanto la Lazio aveva fatto prima dello svantaggio, pur senza creare occasioni nitide da rete eccetto qualche tentativo dalla distanza. Nella ripresa invece sono emersi il possesso dell’Atletico e la superiore esperienza degli spagnoli, unite a un vistoso calo atletico della Lazio, ma la squadra di Simeone ha sprecato troppe occasioni, con Griezmann e Lino, stregato proprio da Provedel.

Lazio-Atletico Madrid 1-1: il tabellino

Lazio-Atletico Madrid 1-1
Marcatori: 29’ Barrios; 96’ Provedel
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Patric, Romagnoli, Pellegrini (38’ Lazzari); Kamada (62’ Guendouzi), Vecino (76’ Cataldi), Luis Alberto; Felipe Anderson (62’ Isaksen), Immobile, Zaccagni (76’ Pedro). All.: Sarri.
Atletico Madrid (3-5-2): Oblak; Savic, Witsel (74’ Correa), Hermoso; Molina, Llorente, Barrios (46’ Gimenez), Saul, Lino (79’ Riquelme); Griezmann, Morata. All.: Simeone.
Arbitro: Vincic (Slovenia)
Ammoniti: Simeone, Griezmann, Sarri, Lino, Patric, Immobile, Correa

Lazio-Atletico Madrid 1-1: le pagelle

Lazio

Provedel 8: debutto in Champions League amaro da raccontare a figli e nipoti. Il primo pallone lo raccoglie in fondo alla rete senza colpe, poi è a lungo inoperoso fino a metà secondo tempo. Reattivo sul tiro cross di Morata, super su Lino, coraggioso e plastico nel colpo di testa che fa esplodere l’Olimpico.
Marusic 5.5: poco intraprendente nei primi 35 minuti trascorsi a destra, quando trasloca dalla parte opposta le cose si complicano ulteriormente dovendo giocare col piede sordo
Patric 6: Griezmann è un pessimo cliente, ma nel complesso supera l’esame ripagando la fiducia di Sarri
Romagnoli 6: nel primo tempo è pericoloso sui piazzati e buon direttore d’orchestra della linea difensiva, nella ripresa è tra i primi a perdere le distanze
Pellegrini 6: tra i più attivi del primo tempo, quando l’asse con Zaccagni crea parecchi problemi all’Atletico. Disattento nell’azione del gol, poi si fa male al ginocchio per un intervento di Molina e lascia il campo sconsolato
38’ Lazzari 5.5: timido, si scioglie solo nella seconda parte della ripresa, ma sbaglia tanti palloni
Kamada 4.5: prima da dimenticare in Champions con la Lazio. Timido, tanti errori di passaggio e l’improvvida deviazione sul tiro di Barrios dalla quale non si riprende, continuando a sbagliare tanto
62' Guendouzi 6: entra per dare fisicità alla squadra. Ci prova e fa "confusione" nell'area avversaria, ma il resto dei compagni lo sostiene poco
Vecino 6.5: la mossa a sorpresa di Sarri risponde all’appello: protezione alla difesa e personalità tanto nell’impostazione pure nel lungo quanto nel proporsi al tiro
76' Cataldi 6: ottimo approccio alla partita. Carica i compagni, sposta in avanti il baricentro della squadra, va al tiro con pericolosità
Luis Alberto 7: molto attivo, pure troppo, ai limiti della frenesia per tutto il primo tempo. Vorrebbe spaccare il mondo, ma alla fine non ci riesce, anche se è a lungo l’unico a guidare il pressing e a ragionare fino alla fine. Prova il super gol nel primo tempo, non si arrende mai e mette in mezzo il cross del pareggio. Ma non si aspettava che a sfruttarlo fosse il suo portiere…
Felipe Anderson 5.5: meno coinvolto rispetto a Zaccagni, si accende solo ad intermittenza soffrendo i raddoppi avversari. Cambio inevitabile
62' Isaksen 5.5: non fornisce il contributo sperato, troppo timido nel tentare l'uno contro uno
Immobile 5: Sarri gli chiede di galleggiare sulla linea difensiva avversaria, ma l’Atletico non gli concede profondità. Sbaglia praticamente tutti i palloni giocabili e si divora l’unica occasione della ripresa prima del pareggio
Zaccagni 6.5: le azioni pericolose partono quasi tutte dal suo piede. Dribbling in serie e incetta di punizioni procurate, ma spesso si perde al momento del dunque. Cala alla distanza
76' Pedro 5.5: non ha (più) lo spunto dei giorni migliori
Sarri 6: i due ritocchi rispetto a Torino non bastano a restituirgli la “sua” Lazio. La grinta c’è, la lucidità molto meno e soprattutto gli equilibri a centrocampo con Luis Alberto e Kamada in campo insieme sembrano pura utopia. Preoccupante anche il brusco calo atletico della ripresa a fronte di un pressing non certo ossessivo, ma alla fine il punto è d'oro anche per il morale

Atletico Madrid
Oblak 6: impegnato soprattutto dalla distanza, è attento con le mani e pure decisivo all’ultimo su Cataldi, ma sbaglia tutto con i piedi, regalando un’occasione d’oro a Immobile. Non sicuro nell’uscita su Provedel
Savic 7: onnipresente, il migliore per distacco della difesa. Non sbaglia un raddoppio su Zaccagni, non perde mai la concentrazione e le prende tutte di testa
Witsel 6.5: calato nel nuovo ruolo di perno della difesa a tre, il belga compensa con il senso della posizione a una certa staticità e lentezza. Immobile non gli scappa mai, poi nella ripresa torna a centrocampo prima di farsi male
74' Correa 5.5: entra per le teoriche ripartenze, ma si ritrova a dar manforte alla fase difensiva
Hermoso 6: prova di sostanza e concentrazione sul lato più sfruttato dalla Lazio, mostra tecnica e senso tattico, ma è tra i colpevoli del pareggio
Molina 6.5: prova di sostanza da campione del mondo. Pellegrini e Zaccagni gli creano più di qualche problema, ma l’ex Udinese tiene botta e rilancia sempre l’azione. Da una sua iniziativa però nasce il gol del vantaggio
Llorente 7: mezzala di lotta e di ottimo governo, indispensabile nei raddoppi difensivi, ma è anche tra i più puntuali nel proporsi senza palla
Barrios 6.5: il Cholo affida le chiavi del gioco al più giovane della compagnia, che lo ripaga con una prestazione da veterano. Senso tattico innato e personalità nel proporsi, la fortuna lo premia con il gol del vantaggio. Esce a sorpresa all’intervallo
46' Gimenez 6.5: va a prendere il posto di Witsel nel cuore della difesa contribuendo a blindare il reparto con la sua garra charrua. Viene però meno come i compagni sul più bello
Saul 6.5: la vecchia bandiera è l’anello di congiunzione tra vecchio e nuovo cholismo, facendosi sempre trovare al posto giusto nel momento giusto in entrambe le fasi. Si riscopre maestro del possesso palla
Lino 6.5: tra Riquelme e Gaitan Simeone gli dà fiducia e al debutto in Champions League il brasiliano si dimostra perfettamente all’altezza. Spesso è il più avanzato dei suoi, riuscendo a tenere bassi Marusic e poi Lazzari e Felipe Anderson. Si divora però il gol del raddoppio nella ripresa
79' Riquelme 6: dà il cambio al compagno, ma deve pensare solo a difendere
Griezmann 6.5: professore di classe e duttilità. La coppia con Morata funziona, perché il francese e l’ex juventino non danno mai riferimenti alla difesa avversaria. Forse difetta un po’ di qualità in più, ma a furia di correre la lucidità viene meno. Corre fino al 95’, finisce da mezzala e negli ultimi minuti pure da terzino. Mezzo voto in meno solo perché è lui a perdersi Provedel
Morata 5.5: praticamente non tira quasi mai in porta, prezioso e generoso nel legare il gioco e guidare il primo pressing offensivo, ma lascia una vaga sensazione di evanescenza
Simeone 6.5: vede sfumare all’ultimo secondo e nel più beffardo dei modi un successo che per mole di occasioni avrebbe anche meritato. Il suo “nuovo” calcio è sempre intenso e arcigno, ma regala più palleggio. Ne sarebbe servito ancora di più per salvare il clean sheet, oltre al cinismonelle occasioni sprecate nella ripresa

Arbitro Vincic 5.5: sempre vicino all’azione per i primi 60 minuti, poi perde un po’ il controllo della situazione finendo per innervosire entrambe le squadre per qualche fallo non visto. Troppo fiscale con i cartellini, anche agli allenatori