Caos a Piacenza: errore nelle sostituzioni, sconfitta a tavolino e il giallo delle dimissioni

Biancorossi senza pace anche in Serie D: staccati dalla vetta della classifica, gli emiliani vivono un pomeriggio da incubo al Garilli contro il Desenzano. Alla sconfitta sul campo si aggiungerà lo 0-3 a tavolino: fatale un cambio errato del tecnico Rossini che lascia la squadra in campo con soli tre under

Un grido, sordo, dalle tribune. Che ha progressivamente preso forza con il passare dei minuti, anzi dei secondi, diffondendosi fino alla curva e allo stadio tutto. “Rossini, hai sbagliato i cambi”. Così la già difficile domenica pomeriggio del Piacenza, alle prese con il brutto cliente Desenzano per la quarta di ritorno del girone B della Serie D, si è trasformata in un calvario. Anzi, in una kafkiana prosecuzione fino al 96’ di una partita che non aveva ormai più nulla da dire e che sarebbe comunque stata destinata ad andare agli archivi con un risultato già definito, a prescindere da cosa sarebbe successo in quei 20 minuti “virtuali”. Ma cos’è successo al Garilli poco dopo le ore 16 di domenica 4 febbraio?

Piacenza, contro il Desenzano flop in campo e... in panchina

Quello che si è già visto più di un’altra volta sui campi della Serie D, categoria dove il Piacenza è malamente precipitato sul campo al termine dello scorso campionato di Serie C. Stefano Rossini, tecnico dei biancorossi dallo scorso 1° novembre al posto dell’esonerato Massimo Maccarone, ha commesso un errore esiziale con le sostituzioni. L’ingresso di Andrea Zini, classe 1998, al posto dell’under Riccardo Bassanini (talentuosissimo classe 2006, nipote di Fabio Paratici e già nel mirino di club di Serie A) al 75’ ha fatto sì che nel Piace ci fossero solo tre under (ovvero giocatori nati dal 2004 in avanti) in campo. Uno in meno rispetto al regolamento della categoria, che ne richiede sempre almeno quattro in campo. Una distrazione fatale, che porterà alla mancata omologazione del risultato e allo 0-3 a tavolino. Nei fatti cambierà solo il calcolo della differenza reti in una partita che gli ospiti hanno vinto per 1-0, grazie alla rete segnata da Alborghetti nel primo tempo.

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La società sbotta dopo il cambio sbagliato: "Inaccettabile"

Nonostante questo, appena la notizia si è diffusa, seguita da una rapida verifica della situazione, la rabbia è montata impetuosa. I pochi ultras presenti hanno lasciato la tribuna per andare a protestare nei confronti della società, ritenendo evidentemente questo episodio solo l’ultimo di una stagione già piena di amarezze. Dalla scelta di Maccarone come allenatore, fino alla costruzione di una rosa che avrebbe dovuto dominare il campionato, ma che a tre mesi dalla fine della stagione si trova ancora costretta a inseguire. Nonostante la rincorsa effettuata dopo l’arrivo in panchina di Rossini. Lo stesso allenatore, poco dopo l’errore, è sprofondato all’interno della panchina, smettendo di seguire il match in piedi come sua abitudine. Chissà cosa avrà pensato in quei momenti l’ex difensore di Parma, Inter e dello stesso Piacenza, che appena tre giorni prima aveva subito la prima sconfitta della propria gestione, contro la Tritium. Nei minuti successivi alla fine della partita si era sparsa la voce delle dimissioni in blocco dello staff tecnico, smentita poco dopo. Ciò non toglie che la società sia furibonda. “Chiedo scusa ai tifosi a nome della società. L’errore è grave e inaccettabile, il danno anche d’immagine è grande. Abbiamo ricevuto le dimissioni di alcuni membri dello staff tecnico che adesso sono al vaglio della società” ha dichiarato il dg Fiorani.

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Piacenza: lascia l'addetto agli arbitri, ma Rossini resta al suo posto

Insomma, più che la sostanza è stata la forma a gettare l’ambiente nello sconforto. Nel pasticciaccio potrebbe avere influito l’espulsione, avvenuta per proteste pochi minuti prima, del team manager Brizzolesi, l'addetto alla “contabilità” delle sostituzioni. Attraverso una nota emessa in serata il Piacenza ha smentito la notizia che a dimettersi fosse stato Rossini. A pagare per tutti sarà quindi solo il dirigente addetto agli arbitri. Il quale, tuttavia, non dovrebbe avere responsabilità dirette nelle sostituzioni. La sosta del campionato in occasione del Torneo di Viareggio aiuterà a rasserenare gli animi di tutti. A 12 giornate dalla fine la promozione è ancora possibile, perché la vetta dista “solo” sei punti e chi sta davanti non scoppia di salute, a partire dall’ex capolista Caldiero e superata dall’Arconatese. La lunga rincorsa sembra avere svuotato il serbatoio fisico e mentale dei giocatori del Piacenza. Dal 18 novembre contro il Club Milano non ci si potrà più permettere errori. Né ci si potrà aggrappare a teorici capri espiatori.

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