Intervista esclusiva ad Antimo Iunco: "Il Napoli resta la squadra da battere, ma il campionato è apertissimo. Il Verona si salverà, al Torino serve compattezza per ripartire. Spezia, stagione in salita"
Intervista esclusiva all'ex attaccante Antimo Iunco. Dalle speranze salvezza del Verona di Orban e Giovane alle sensazioni sul Torino di Baroni, passando per il deludente avvio di Bari e Spezia in B e le ambizioni promozione della Salernitana di Giuseppe Raffaele. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'ex attaccante Antimo Iunco. L'ex calciatore in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Verona, Chievo, Salernitana, Cittadella, Torino, Spezia e Bari. Scuola Brindisi, Iunco ha giocato per sette anni al Bentegodi: prima in Serie B con l'Hellas Verona, poi in massima serie tra le fila del Chievo di mister Iachini. Dalle impressioni sulla lotta scudetto alle chance salvezza della squadra di Paolo Zanetti, passando per il deludente avvio di stagione dello Spezia e il primato della Salernitana nel girone C di Serie C. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Dopo la sosta troviamo Napoli e Roma in vetta: chi vedi favorita per lo scudetto? E qual è la squadra che ti ha sorpreso di più in questo avvio di campionato?
"Vedo un campionato molto più combattuto rispetto alle passate stagioni. Per la vittoria dello scudetto credo che la favorita resti il Napoli, anche se ha perso Lukaku che per me faceva l'80% della squadra. Ovviamente, non sarà facile perché ci sono altre squadre che possono dire la loro per il titolo come Milan e Roma. Poi, arriveranno a contendersi la vittoria finale anche Juventus e Inter in questo momento più indietro. Insomma, ci sono cinque squadre che lotteranno fino alla fine per lo scudetto. La compagine che mi ha stupito di più, anche se ormai non è più una sorpresa, è il Como, per come sta sviluppando il suo progetto. Ha comprato giovani di grande prospettiva e Fabregas sta portando avanti un grandissimo lavoro".
L’Italia di Gattuso ha centrato gli spareggi Mondiali: come giudichi il lavoro del ct e le prospettive azzurre?
"Il fatto che Gattuso abbia dato una sterzata a questa Nazionale è sotto gli occhi di tutti. Ci sono segnali importanti, che fanno ben sperare. Bisogna capire chi pescheremo agli spareggi di marzo, ma non possiamo non centrare l'obiettivo per la terza volta consecutiva. Gli azzurri arriveranno sicuramente carichi all'evento, perché al momento la squadra è ad immagine e somiglianza del suo allenatore. Certo, in caso di qualificazione dovremo comunque fare i conti col fatto che ci sono squadre, almeno una decina, molto più forti e preparate di noi. Ma con la determinazione e l'amore per la maglia si può andare oltre l'ostacolo e sopperire ad alcune mancanze. L'importante è non sbagliare e non restare ancora fuori dal Mondiale".
Partenza difficile per il Verona di Zanetti, terzultimo in classifica: cosa serve per invertire la rotta? Hai fiducia nella salvezza dei gialloblù?
"Il Verona ha sempre dimostrato di essere attaccato alla categoria. Il direttore ha fatto dei grandissimi acquisti e credo che la squadra sia più forte rispetto a quella della passata stagione. Bisogna dare tempo all'ambiente e in particolare ai nuovi arrivati. Il risultato di alcune partite è stato ingiusto, ma questo è il calcio. Bisogna continuare su questa strada con mister Paolo Zanetti. In particolare, c'è da lottare e costruire la salvezza mattoncino dopo mattoncino. A mio parere, la permanenza in Serie A è tranquillamente alla portata, il Verona porterà di nuovo a casa il risultato. Orban e Giovane? Sono due calciatori forti, attaccanti davvero interessanti. Il campionato italiano è molto più tecnico e tattico rispetto ad altri, a questi ragazzi va dato anche il tempo di poter sbagliare e di imparare. Possono essere determinanti per la salvezza".
Anche il Torino di Baroni sta faticando: che stagione ti aspetti dai granata? Le prossime sfide contro Napoli e Genoa possono essere decisive per capire gli obiettivi del Toro?
"L'obiettivo del Torino deve sempre essere quello di arrivare il più in alto possibile. Sicuramente non si respira un'aria serena e distesa intorno al mondo granata. Forse il problema non è propriamente di squadra ma è interno e a 360 gradi. Dopo le prime partite già si parlava dell'esonero di Baroni e anche la continua contestazione nei riguardi del presidente Cairo non aiuta. Tutto ciò ostacola la crescita del club. La tifoseria del Torino è esigente, ma alle giuste condizioni sa anche compattarsi e dare una mano concreta nei momenti difficili. La rosa è ottima, credo sia un gruppo che può piazzarsi tranquillamente a ridosso delle big, tra l'ottavo e il decimo posto. Basti pensare agli acquisti di Simeone e Ngonge che hanno vinto lo scudetto con il Napoli".
In Serie B stanno deludendo Bari e Spezia: chi delle due ha più mezzi per rialzarsi? E che tipo di campionato ti aspetti da loro?
"Lo Spezia è la squadra che più di tutte sta deludendo le aspettative in questo avvio di stagione. Lo scorso anno ha giocato per la promozione in Serie A e ora è addirittura ultimo in classifica. La squadra è più o meno sempre la stessa e D'Angelo, che conosco bene, non lascia nulla al caso, ma i risultati non stanno arrivando e la situazione è davvero precaria. Il Bari è sempre dentro l'occhio del ciclone. Un po' come per il Torino, la contestazione nei confronti della famiglia De Laurentiis non fa bene a nessuno. Si tratta comunque di due ottime squadre sulla carta, che possono puntare tranquillamente ai playoff. A volte, comunque, quando per anni i risultati sperati stentano ad arrivare, bisogna rifondare e ripartire. Puntare in alto è facile per tutti, arrivarci un po' meno. Meglio stare in sordina, senza pressioni, e costruire il successo un passo alla volta".
In C la Salernitana sta volando nel girone C: credi che sia l’anno giusto per tornare in B? E questo entusiasmo può segnare una vera rinascita per il club?
"La Salernitana in Serie C è una disgrazia sportiva. Soprattutto se si considerano gli investimenti fatti dal presidente Iervolino è assurdo che una squadra del genere sia andata incontro ad una doppia retrocessione negli ultimi anni. L'obiettivo quest'anno non può che essere quello della promozione in Serie B. Vincere, però, non è mai facile, soprattutto in un girone dove ci sono anche Benevento e Catania. Il campionato è lungo ma le sensazioni sono positive e i granata sono già a metà dell'opera. La speranza è quella che non ci siano troppi cali di concentrazione e che il pubblico sia compatto anche nei momenti di fatica".
Sta invece faticando il Cittadella nel girone A: ti aspettavi di più? Pensi che possa comunque puntare ai playoff?
"Se il Cittadella ha puntato su mister Manuel Iori è perché ci crede. Al momento è chiaro che sta facendo fatica e che i primi posti sono ormai lontani. Bisogna mantenere la calma e lavorare con costanza e determinazione. Prima bisogna raggiungere la salvezza, poi se c'è tempo e modo bisogna provare a fare qualcosa di più. L'obiettivo, a questo punto, può essere quello di centrare almeno il decimo posto, per la partecipazione ai playoff di categoria. Mi auguro quanto prima di rivedere il Cittadella in Serie B".
In Serie D il Chievo Verona di Cacciatore è primo nel girone B: può essere finalmente l’anno del ritorno tra i professionisti?
"La Serie D è un campionato molto complicato, tra il Chievo Verona e la Folgore Caratese sarà battaglia fino alla fine. Sarà un campionato tirato, spero che gli investimenti fatti possano premiare la società di Pellissier, che si merita questo successo. Mi farebbe piacere rivedere il Chievo Verona tra i professionisti, me lo auguro col cuore".
Sei impegnato nel progetto giovanile della Crazy Academy: com’è lavorare con i ragazzi e formare i calciatori di domani?
"Lavorare con i giovani è bello e affascinante, ma è anche un mondo esigente. Tanti genitori pensano di avere un diamante in casa e invece bisogna far crescere e sbagliare i ragazzi con tranquillità, senza troppe e inutili pressioni. Serve pazienza, non bisogna vendere fumo, quel sogno che magari spesso è inarrivabile. In Academy lavoriamo su altri aspetti, soprattutto comportamentali, come quello del saper stare in gruppo".