Intervista esclusiva a Dario Marcolin: “Il Milan può fare come il Napoli (che ora deve sfruttare i nuovi) l’anno scorso. D’accordo con la conferma di Pioli. Ok Gregucci per la Samp. Su Lazio e Genoa…”

Dario Marcolin ha fatto il punto su alcune delle sue ex squadre come: Napoli, Lazio, Sampdoria, Cremonese e Genoa. Si è inizialmente soffermato anche su Milan-Fiorentina, gara della scorsa domenica, per fare il punto sulle due compagini protagoniste di questo match in chiave futura.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Dario Marcolin. L’ex calciatore, che ha militato in diverse squadre di Serie A nel corso della sua lunga carriera, vanta molteplici esperienze anche come allenatore e vice allenatore (come vice, in particolare, di Sinisa Mihajlovic). Oggi è da parecchi anni commentatore tecnico ed opinionista di Dazn.

Con lui abbiamo parlato di molte delle sue ex squadre e non solo, toccando alcuni dei punti nevralgici di discussione dei tifosi di calcio italiani. In particolare, ci siamo soffermati su: Fiorentina, Milan, Napoli, Lazio, Genoa, Cremonese e Sampdoria.

Dario Marcolin, la Viola recrimina giustamente con l’arbitraggio di Milan-Fiorentina, ma intanto è ultima in classifica. Giusto continuare con Pioli, come la società ha deciso di fare in maniera chiara?

Le dichiarazioni post partita ci hanno fatto intendere in maniera univoca che si va avanti con Pioli, che ha la piena fiducia di tutti, che è un allenatore navigato e che conosce il suo mestiere. Guardando le ultime gare, si può affermare che è presto per cambiare. A Milano, per esempio, la Fiorentina ha giocato una buona partita.

Cambiare tecnico significherebbe dover aspettare che il nuovo allenatore conosca la squadra, i giocatori e l’ambiente. Ne vale davvero la pena?

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Il Milan di Allegri si trova in testa alla classifica. Non ha le coppe, ma allo stesso tempo ha una rosa meno profonda di altre big. Date queste due premesse: può giocarsela fino in fondo per lo scudetto, a suo parere?

Se deve giocare una sola partita a settimana, non ha bisogno di una rosa particolarmente profonda. Poi, ha un allenatore che è bravissimo a preparare tutte le partite, figuriamoci se ne deve preparare una sola, avendo tutta la settimana a disposizione.

L’esempio del Napoli dell’anno scorso docet…

Veniamo proprio al Napoli ed a quello che dice lei. La sconfitta di Torino può essere un piccolo campanello d’allarme per Conte, nel senso che con tre competizioni da preparare il compito si fa parecchio più difficile questa volta?

Io trovo che molti dei nuovi acquisti stiano ancora giocando poco. È in arrivo un tour de force ed ora come soluzione deve per forza attingere a tutti i nuovi, per dare ritrovata linfa, brillantezza e forza alla squadra partenopea. Può essere la soluzione al problema prospettato dalla sua domanda.

La Lazio appare una compagine fin qui parecchio discontinua. La squadra non è assolutamente da buttare, ma il mercato estivo bloccato ha reso triste l’ambiente. La vede condannata ad una stagione mediocre, oppure Sarri può ridare motivazioni alla rosa, anche a chi in estate voleva andarsene, ma non è stato ceduto perché non poteva essere sostituito?

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Molto dipenderà da quello che succederà a gennaio e, cioè, se riaprirà o meno il mercato per la Lazio. Le sue ambizioni europee ad oggi sono di difficile realizzazione. Abbiamo visto che, per esempio, se manca Castellanos deve giocare Dia, che non è un centravanti, ma più una seconda punta. Se alla Lazio c’è qualche assenza, la compagine biancoceleste va in difficoltà. Il tutto senza fraintendimenti, perché Sarri è bravissimo a dare comunque sempre linfa ed un’impronta di gioco alle proprie squadre. Ma senza il mercato estivo, non c’è la coppia nei ruoli che tutti gli allenatori cercano nelle proprie rose.

Vieira, che aveva fatto così bene al Genoa la stagione scorsa, ora sta faticando parecchio. Passare ad un modulo a due punte centrali può essere una soluzione efficace per risolvere il problema del gol?

Ho visto il Genoa giocare varie volte ed è comunque una squadra solida, con una grande organizzazione di gioco, ma il problema del gol è enorme. Vieira sono sicuro che ci starà pensando ad un modulo con due attaccanti. D’altronde, ci vuole assolutamente qualcosa di risolutivo negli ultimi 30 metri e la soluzione che lei propone è senz’altro percorribile.

La Cremonese (squadra con la quale lei ha esordito in Serie A), dopo sette giornate, si trova nella parte sinistra della classifica. Situazione casuale, oppure ha la base per fare un campionato molto tranquillo e senza particolari rischi di venire invischiata nella lotta per non retrocedere?

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La Cremonese ha compiuto una scelta ben precisa cambiando allenatore e mutando radicalmente anche la rosa, facendo proprio tesoro degli errori commessi dopo altre situazioni di promozione in Serie A, nelle quali aveva modificato meno. C’è un allenatore capace, che conosce la categoria ed è esperto di salvezze. La stessa conoscenza che hanno i tanti giocatori acquistati, a cominciare da Baschirotto.

Non è una sorpresa per me vederla lì, dicevo nelle scorse ore che battendo l’Udinese poteva avere addirittura oggi i punti della Juventus. Io, comunque, non credo che sarà coinvolta nella lotta per non retrocedere.

Chiudiamo, Dario Marcolin, con una domanda sulla Serie B: Gregucci può essere il dottore giusto per la malata Sampdoria, che ha esonerato Donati?

Gregucci c’era nello staff che l’anno scorso ha salvato la Samp dalla Serie C. Ha tante panchine alle spalle in Serie B ed è esperto di serie cadetta. Lui con tanta esperienza, insieme al giovane Foti, rappresentano una coppia bene assortita.

Fa troppo strano vedere la Sampdoria in quella posizione ed i suoi dirigenti hanno scelto di affidarsi a chi ha già esperienza e conoscenza di quel dato ambiente. In questo senso Gregucci può, appunto, bruciare le tappe; andando a puntare su un allenatore diverso, i doriani sarebbero stati, invece, costretti a dover ricominciare tutto daccapo. Può essere, quindi, l’uomo giusto nel posto giusto.