Intervista esclusiva a Gaetano Fontana: "Napoli indomabile a San Siro, rimonta da grande squadra. McTominay mostruoso. Fiorentina, la salvezza passa dalla testa. Brescianini, impatto immediato"

Intervista esclusiva a mister Gaetano Fontana. Dalla rimonta del Napoli a San Siro firmata Scott McTominay all'espulsione di Antonio Conte per proteste, passando per le chance salvezza della Fiorentina di Vanoli e il mercato dei Viola. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'allenatore ed ex calciatore Gaetano Fontana. Reduce dall'esperienza sulla panchina del Gubbio, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Napoli, Fiorentina e Catanzaro. Dal pareggio di San Siro tra Napoli e Inter alle ambizioni e al calciomercato dei partenopei, passando per l'obiettivo salvezza della Fiorentina di Vanoli e le ambizioni di Padova, Juve Stabia e Catanzaro in cadetteria. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

Il Napoli ha strappato un punto importante a San Siro rimontando due volte l’Inter: come giudica la prova della squadra di Conte? A -4 dalla vetta, è stato anche un segnale forte in chiave scudetto?

"Una eventuale sconfitta del Napoli si sarebbe trasformata in una distanza di 7 punti in classifica dall'Inter, il pericolo è stato scampato. Ciò avrebbe reso sicuramente più difficoltoso il cammino degli azzurri in chiave scudetto. La prestazione, associata al risultato finale, è stata maiuscola. Il pareggio è arrivato su un campo difficile, contro una squadra molto molto forte. Aver strappato il 2-2, in condizioni complicate anche dal punto di vista numerico, la dice lunga sulla forza e sulla grinta del Napoli. Gli azzurri stanno giocando in grande emergenza su tutti i fronti. In campo ci sono sempre gli stessi, quasi per tutta la durata della partita. A questi livelli diventa difficile dare continuità ai risultati, ma la squadra di Conte ci sta riuscendo e sta dando risposte importanti, dal punto di vista fisico e qualitativo. Le sensazioni sono sicuramente positive".

Si aspettava un Inter così in sofferenza, nonostante il doppio vantaggio, contro un Napoli rimaneggiato dalle tante assenze?

"Mi aspettavo sicuramente una prestazione importante da parte del Napoli. Non tale, ovviamente, da annullare quasi completamente l'Inter. A mio avviso, la squadra di Conte, in questo big match, è quella che si è fatta apprezzare di più e ha dominato per lunghi tratti della gara. Subire quasi immediatamente il gol di Dimarco, poteva essere il preludio a un'imbarcata. Invece, ciò non è accaduto e il Napoli è sempre stato in partita, facendo il proprio calcio, e ha messo in grande difficoltà la squadra di Chivu. Anche dopo il secondo gol di Çalhanoğlu non c'è stato nessun cedimento. La reazione è stata brillante e impetuosa. Ho visto una squadra che è riuscita ad imporsi a Milano, nonostante le tante difficoltà. Non era scontato né facile. Questa è una partita che rimarrà nell'animo dei ragazzi di Conte e farà da traino fino alla fine del campionato".

Cosa ne pensa dell'espulsione di Antonio Conte a seguito della dura reazione dopo il rigore assegnato da Doveri all'Inter?

"Chi non sta lì in mezzo al campo non può capire certe reazioni dettate dal momento e dall'adrenalina della partita. A mente fredda si è più lucidi, ma quando ti stai giocando qualcosa di importante è difficile contenersi. Non credo sia una reazione figlia soltanto dell'episodio del rigore assegnato all'Inter. C'erano sicuramente ancora strascichi della partita precedente. Quando questi episodi ti riguardano da vicino e pensi che ti possano penalizzare è facile sfociare anche in reazioni del genere. Bisogna comprendere chi lavora per ottenere certi risultati, per raggiungere certi obiettivi e chi si trova in certe situazioni. La predica proviene sempre da persone che il più delle volte non si sono avvicinate neppure a dieci centimetri dalla linea di un campo di calcio. Parlare da fuori è facile, lui sa quello che ha fatto. Pagherà con due giornate di squalifica per la sua reazione. Ma di certo non lo giudico".

Tra i protagonisti c’è stato McTominay, autore di una doppietta dopo un periodo meno brillante: può tornare ad essere il leader della squadra?

"Quest'anno McTominay è stato sicuramente meno proficuo dal punto di vista realizzativo, ma se andiamo a contestualizzare le sue prestazioni non ho mai visto un giocatore particolarmente fiacco o poco brillante. Cambiando posizione in campo, e avendo di conseguenza dei compiti diversi rispetto a quelli visti lo scorso anno, è normale che ci sia meno propensione offensiva da parte sua. Quando un centrocampista centrale, non utilizzato come mezzala, ti porta, come visto contro l'Inter, quella qualità di gioco, quel rendimento e quei gol vuol dire che abbiamo davanti un "mostro sacro", come interprete del ruolo. Chiaro, poi, che anche quando non fa gol McTominay ti porta sostanza e prestazioni super. Il suo contributo è sempre importante e determinante per il Napoli".

Al Napoli è stato imposto un mercato di gennaio a saldo zero e in uscita si parla di Lucca e Lang: come valuta l’eventuale cessione di questi due giocatori, che finora hanno inciso meno del previsto?

"Lucca, in particolare, è stato catapultato in un contesto dove la richiesta è diversa rispetto alla squadra dove giocava in precedenza. Se in estate è stato acquistato vuol dire che il Napoli ha visto in lui qualità importanti. Tante volte, però, queste qualità fanno fatica ad emergere nell'immediato. Senti il fiato addosso di dover essere subito decisivo e non tutti riescono a fare uno step cruciale in tempi brevi. Ad esempio, penso a Lobotka: il Napoli lo ha aspettato per un anno intero. Per entrambi parliamo di una bocciatura momentanea. Ci si aspettava di più e hanno inciso poco. C'è bisogno di giocatori con un rendimento immediato più elevato. Certo, il mercato di gennaio non è semplice e cambiare deve valerne davvero la pena. In caso contrario, meglio tenersi Lucca e Lang con già cinque mesi di lavoro con Conte alle spalle".

La Fiorentina, con la vittoria sulla Cremonese e i pareggi contro Lazio e Milan, ha rilanciato le speranze salvezza: come giudichi il momento dei viola e le possibilità della squadra di Vanoli di restare in Serie A?

"Nelle ultime uscite la Fiorentina non è stata molto fortunata per quello che ha prodotto e ciò che ha raccolto. Dai Viola ci si aspettava sicuramente un altro tipo di campionato. Quando ti trovi in certe situazioni devi cercare di recuperare la concentrazione e riavviare il tutto. Le ultime partite sono state molto apprezzabili dal punto di vista tecnico e dell'impegno profuso. La forza della rosa è di tutto rispetto e credo che alla lunga i valori possano venir fuori. Mi aspetto una Fiorentina capace di centrare la salvezza. Ci sono tutti gli strumenti e le individualità per riuscire a mantenere la categoria".

In quale reparto la Fiorentina ha più bisogno di rinforzi? Dopo Brescianini, si parla anche di Baldanzi: lo considera un innesto giusto?

"Il reparto da rinforzare di più dipende anche da quelle che sono le idee e i progetti dell'allenatore. Difficile dall'esterno dire dove è giusto intervenire. Il dato certo è che bisogna cambiare qualcosa. Brescianini, ad esempio, è un giocatore importante. Contro il Milan, appena entrato in campo, ha inciso subito in positivo. Si tratta di un centrocampista che porta sostanza e anche gol visto che ha un feeling particolare con la porta. L'arrivo di giocatori forti dal punto di vista qualitativo, come potrebbe esserlo Baldanzi, non credo vada a migliorare ulteriormente una rosa già importante, ma serve per fare uno switch all'interno del gruppo. Quando capitano queste annate bisogna portare in rosa giocatori nuovi che non stanno vivendo quel dramma sportivo che stanno affrontando tutti gli altri. Alla Fiorentina in questo frangente gli acquisti servono soprattutto per dare freschezza, spensieratezza e maggiore lucidità".

In Serie B, Catanzaro, Juve Stabia e Padova — tre sue ex squadre — sono in corsa per i playoff: quale, tra queste, l'ha sorpresa di più?

"Il compito più difficile in questo momento ce l'ha il Padova. Il primo anno di Serie B non è facile, soprattutto dal punto di vista mentale. Si tratta di una piazza calda, c'è entusiasmo e stanno arrivando risposte di tutto rispetto dalla squadra e dalla società. La Juve Stabia di Abate sta trovando continuità in questa stagione, dopo aver raggiunto già un ottimo risultato playoff lo scorso anno. Il Catanzaro, pur cambiando allenatore, sta facendo delle ottime cose. Sono cambiati anche tanti giocatori, si è puntato di più sui giovani e comunque la squadra sta mantenendo il trend degli ultimi anni. L'inizio non è stato brillante, ma ora il club sta entusiasmando tutti. Tutte e tre queste squadre possono dare fastidio e, con la certezza e la spensieratezza della salvezza, possono ambire anche a qualcosa di importante".

Guardando al futuro, quali obiettivi si è posto?

"Ho avuto approcci con diverse squadre, ma ho ritenuto opportuno stare fermo in attesa dell'occasione giusta. Ne approfitto per valutare alcune situazioni, per studiare e per attendere una soluzione idonea alle mie caratteristiche e al percorso che voglio intraprendere a questo punto della mia carriera".