Zanardi, il Dr. Valeriani: “Non è ancora fuori pericolo”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Esattamente un mese fa, il 19 Giugno, Alex Zanardi è stato protagonista di un grave incidente durante la staffetta di “Obiettivo 3“. Il campione bolognese percorreva con la sua handbike la statale 146 nel comune di Pienza, a Siena, quando dopo una curva si è andato a scontrare contro un tir. Da subito le condizioni di Zanardi sono sembrate critiche. Trasportato con l’elicottero all’ospedale Le Scotte di Siena, nel corso di questo mese è stato ricoverato in terapia intensiva, intubato e ventilato meccanicamente, subendo tre interventi: due volti a diminuire i possibili danni causati dallo schianto, mentre il terzo con lo scopo di ricostruire le ossa facciali. Le sue condizioni di salute sono stabili dal punto di vista cardio-polmonare e metabolico, mentre restano gravi dal punto di vista neurologico. Il 16 luglio, i medici che hanno in cura Zanardi, hanno deciso di ridurre la sedazione assistita con l’obiettivo di un lento e progressivo risveglio dal coma farmacologico.

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Dottor Valeriani: “Risveglio Zanardi? Bisogna essere attenti con questa procedura”

Tutta l’Italia è in ospedale con Alex Zanardi per aiutarlo in questa battaglia. Per il quattro volte medaglia d’oro ai giochi paralimpici, ora, inizia la fase più difficile, quella del risveglio dal coma farmacologico. Questo è il momento più delicato e in cui si capisce se Zanardi ha subito gravi danni dopo l’incidente con la sua handbike. Per comprendere a pieno la fase in cui Iron man è entrato, Fanpage ha intercettato telefonicamente il Dottor Massimiliano Valeriani: responsabile dell’unità operativa di degenza neurologica dell’ospedale Bambin Gesù di Roma: “Nel coma farmacologico il cervello viene messo a riposo, e si ha una situazione di ritmi cerebrali, quindi di funzionamento delle cellule cerebrali, che è simile se vogliamo a quella del sonno in maniera ancora più amplificata. Nel caso del coma farmacologico, essendo l’attività cellulare ridotta, il cervello è protetto. Bisogna tenere conto che il metabolismo delle cellule cerebrali è ridotto e quindi consumano di meno“.

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Per questo motivo è una fase delicata e va seguita con molta attenzione: “Chiaramente le cellule sono in uno stato di sofferenza e il fatto di essere stressate e di dover produrre più energia, può anche peggiorare la situazione e può anche portare alla morte cellulare. È quindi una procedura che va fatta in maniera molto attenta“. Una volta svegliato Zanardi, il peggio non sarà passato, perché bisognerà capire se ci sono o meno danni cerebrali: “Passata questa fase, si capisce che cos’è che non funziona e che cosa invece sta funzionando. Quindi è chiaro che una volta fatta ripartire la macchina cervello, si vede tutto quello che è in grado di fare, quindi dove ci sono le funzioni che possono essere riacquistate in maniera piena, ad esempio la funzione motoria degli arti o comunque di alcuni arti o la funzione cognitiva”.

Il responsabile neurologico del Bambin Gesù di Roma mette in guardia sulla possibile presenza di altre conseguenze neurologiche: “E poi si possono vedere se ci sono anche altre conseguenze delle lesioni cerebrali, per esempio delle crisi epilettiche che spesso in caso di trauma cranico possono essere una conseguenza. Per dire se il peggio è passato oppure no, dipende dunque dall’estensione dalle lesioni e dalle conseguenze che queste lesioni hanno avuto. Se una volta riattivato il cervello, il paziente comincia ad avere crisi epilettiche ravvicinate o addirittura una crisi epilettica molto lunga, non possiamo chiaramente dire che è fuori pericolo” ha concluso il Dottor Massimiliano Valeriani a Fanpage.

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