Schwazer ci ricasca, positivo all’antidoping! Cronistoria di un caso

Pubblicato il autore: Fabio Roveda Segui

Schwazer

Schwazer ci ricasca, l’atleta altoatesino sarebbe risultato positivo agli anabolizzanti in un test Iaaf di gennaio.

Notizia choc lanciata dalla ‘Gazzetta dello Sport’, il marciatore altoatesino Alex Schwazer sarebbe stato trovato positivo a un controllo antidoping a gennaio, praticamente mentre si preparava per rientrare dopo la lunga squalifica (scaduta il 29 aprile 2016) per doping inflittagli per la positività all’Epo, riscontrata in un controllo preolimpico del 30 luglio 2012. L’atleta aveva di recente (8 maggio) vinto la 50km ai mondiali di marcia di Roma con il tempo di 3h 39′ 00″ e si stava preparando per le Olimpiadi di Rio. Olimpiadi che salterà qualora la positività venisse confermata, ma inevitabile sarebbe anche la radiazione in quanto recidivo.

LA SECONDA CHANCE – Il suo caso aveva diviso l’opinione pubblica. Di fronte alle sue lacrime durante la conferenza stampa di ammissione delle colpe in tanti si erano commossi, mentre altri erano stati inflessibili. Su di lui meno di una settimana fa si era espresso favorevolmente il presidente del CONI Giovanni Malagò: “Per me nella vita si deve sempre dare un’altra possibilità a chi ha sbagliato. Schwazer ha pagato con una sentenza pesante: 3 anni e 9 mesi senza che gli sia stato levato un giorno; è tornato a gareggiare sottoponendosi a decine di controlli, seguito da Sandro Donati, ed ha ottenuto risultati strepitosi per andare a Rio. Le leggi, che sono scritte dalla Wada e dagli enti internazionali, dicono che, a seconda di quanto hai truccato, ricevi un certo tipo di sentenza. Se la legge viene cambiata dando un ergastolo sportivo a chi ha barato, io la applico. Ma, personalmente, sono per dare sempre un’altra possibilità”. Parole che sanno di beffa adesso.

TAMBERI AVEVA RAGIONE? – Contro di lui si era espresso, creando una forte polemica, soprattutto il campione del mondo di salto in alto Gianmarco Tamberi, che non lo voleva a Rio:
Tamberi
In tanti si erano schierati a favore della ‘seconda chance’, così come aveva sottolineato a suo tempo l’allenatore di Alex Schwazer, Alessandro Donati: “Hanno già provveduto i fan ad assalire Tamberi dandogli una lezione di vita e di umanità. Non vorrei infierire su un ragazzo che ha sbagliato. Alex ha sofferto tantissimo per il suo errore, giustamente non gli è stato concesso un solo giorno di sconto sulla sua squalifica e va bene così. Si è messo nelle mani di un allenatore come me che non gli avrebbe fatto sconti e da quando ho cominciato a seguirlo l’abbiamo sottoposto a una raffica di controlli, una media di uno ogni 6-7 giorni. Ora vale una medaglia olimpica, ma ci vuole rispetto e quindi direi che questo attacco qualifica chi lo fa e chi lo ha provocato: Alex non ha animosità nei confronti di Tamberi. E io tifo per Gianmarco perché è un atleta vero. Schwazer inoltre ha perfettamente rispettato i regolamenti ed è idoneo a tornare”.

Parole, a oggi, difficili da condividere.

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