Draft NBA 2016: Domantas Sabonis, pupillo di papà Arvydas (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

draft nba 2016
Draft Nba 2016: la notte del 23 giugno si avvicina a larghe falcate
. Dei prospetti presenti sulle mensole del Barclays Center, ve ne abbiamo già descritti parecchi: dal cristallo di Duke Brandon Ingram (che, ribadiamo, sarà prima o seconda scelta),  fino al fromboliere Buddy Hield, passando al favoloso atleta al tritolo (da California) Jaylen Brown. Stavolta tocca a un altro personaggio tra i più attesi. Non tanto per il suo valore in sé, che è comunque elevato, ma per il cognome che porta. Parliamo di Domantas Sabonis, power forward da Gonzaga University, figlio dell’indimenticabile Arvydas. Sì, proprio il soave “principe del Baltico”, che con la sua classe sterminata ha estasiato i palati di tutte le latitudini per due decenni, da quell’oro olimpico a Seoul ’88 con la canotta della allora Unione Sovietica fino agli anni splendidi Oltreoceano con i Portland Trail Blazers (nell’Oregon è tutt’ora in odore di santità). Non è facile approdare nella Nba con cotanto cognome, ma al biondissimo Domantas gli attributi non fanno affatto difetto. Nato proprio a Portland 20 anni fa esatti, Sabonis Junior a Gonzaga ha disputato due stagioni in crescendo rossiniano. Relativamente all’annata 2015-2016, le cifre parlano di uno dei più prolifici mammiferi d’area del college basket: 17,6 punti e 11,8 rimbalzi ogni volta che si è levata la palla a due. Sono numeri rari, al piano di sotto, che hanno destato e destano la curiosità di molti scout Nba.

MI MANDA PAPA’ ARVIDAS

Chi si aspetta un clone del padre dovrà sopire i bollori. Innanzitutto Domantas è più basso (siamo intorno ai 208 cm) e non ha il talento (purissimo come acqua di sorgente) del papà lituano. Leadership sì, tantissima: a Gonzaga è stato il leader vocale ed emotivo del team dell’ateneo gesuita già dall’autunno 2014. Mancino dal tocco elegante, capisce il gioco già con grande intelligenza per la sua età. Eppure il suo stare in campo è condito ancora da troppe sbavature, motivo per cui numerosi “Mock Draft” non lo danno nella top ten delle scelte, ma più probabilmente in una “forchetta” tra la n°15 e la n°20.

IL PUNTO DI FORZA E IL PUNTO DEBOLE

L’aspetto che fa già leccare i baffi è il gioco in post basso: Domantas sa prendere posizione, sa utilizzare le finte ed è coordinatissimo di piedi, così come però è lentissimo. E siamo al primo “bottoncino” dolente, che si aggiunge a quello di essere “mono-mano”: con la destra il biondone non ci gratta neppure il condilo mandibolare. A rimbalzo è una furia e in difesa campa spesso di rendito usando più la testa che le braccia e le gambe. Ha un tiro da fuori discreto, che se migliorato gli può dare una multidimensionalità appetitissima al piano di sopra (sotto gli highlights).

LO PARAGONANO A…

C’è chi ne vede un nuovo Pau Gasol, ma sono i soliti buontemponi ebbri di ottimismo. In alcuni suoi “balletti” in post basso ricorda più Luis Scola, ma rispetto all’argentino ora a Toronto ha più tiro di fuori. Al contrario, non ha l’ambidestrismo del gaucho. I più cattivelli lo raffrontano a Troy Murphy, non proprio il cestista del secolo.

A CHI FAREBBE COMODO: PREVISIONI DI SCELTA AL DRAFT NBA 2016

Qui la faccenda si fa ingarbugliata. Draft.Net, ad esempio, lo dà tra la 10 e la 14, tanto che sarebbe un sorvegliato speciale dei Milwaukee Bucks (i quali chiameranno per decimi). Espn, al contrario lo spara addirittura ai Detroit Pistons con la n°18 o alla n°19 ai Denver Nuggets. Ai tre team citati farebbe un gran comodo, ma anche ai deteriorati Chicago Bulls che perderanno Yannick Noah (chiamano alla 14) o ai promettenti Boston Celtics (ne hanno una alla 16). Vedremo: papà Arvidas scalpita.

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