Claudio Gentile: “Io, tradito dalla FIGC, non ho potuto allenare la Juve”

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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In molti forse, se lo saranno chiesto: che fine ha fatto Claudio Gentile? Da Campione del Mondo a Spagna ’82 agli epici duelli con Maradona e Zico, da apprezzato Commissario Tecnico della nazionale Under 21 al nulla più totale. Una strana storia e nessuno, finora, che aveva pensato di fare chiarezza.

Ora Claudio Gentile, grande bandiera della Juve del Trap anni settanta e inizio anni ottanta, rompe il suo assordante silenzio. E lo fa con un libro, in cui spiega la sua drammatica parabola discendente. Una triste storia di promesse non mantenute dalla Figc, fino al tramonto dei sogni più belli: quelli di allenare la Nazionale maggiore e di dirigere la Juventus. La sua Juventus, la cui maglia, Gentile, ha vestito con onore per 11 lunghi anni, dal 1973 al 1984.

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Ecco, riassumendo, le parole che Claudio Gentile ha scritto nel suo libro, riportate oggi da “La Repubblica”:Guardo in tv il Mondiale del 2006 in Germania mentre infuria lo scandalo di Calciopoli, con la Juventus nel mirino. E quando a metà giugno si capisce che Capello potrebbe lasciare la società bianconera, mi arriva una telefonata inattesa di Boniperti, il quale mi dice: “Claudio, come sei messo con la Federazione? Se sei libero, ci sarebbe una possibilità qui da noi alla Juve”. Io, per correttezza, dissi al mio grande Presidente Boniperti che avrei accettato senz’altro la sua proposta, per me allenare la Juve era il massimo ma che avrei dovuto sentire la Figc per chiedere  loro se mi confermavano oppure se mi dovessi ritenere libero. Lo faccio e informo Abete. Lui  mi chiede di aspettare qualche giorno che mi darà una risposta. Persino Albertini e il commissario straordinario Guido Rossi mi rassicurano, dicendo che mi rinnoveranno il contratto. Anzi, Lippi stava andando via dopo la vittoria del Mondiale e in giro si faceva il mio nome per la sua successione in Nazionale. Quindi richiamo Boniperti e gli dico: “Presidente la ringrazio ma non posso tradire la Nazionale, mi vogliono rinnovare il contratto e per questo devo rimanere con loro. Passa però altro tempo e nessuno si fa sentire, nonostante le mille rassicurazioni. “

Dopo qualche giorno, per Gentile arriva però la beffa: ” Mi chiama Guido Rossi e non solo mi comunica che non allenerò la Nazionale (viene annunciato Donadoni) ma che mi avrebbero tolto anche l’Under 21. Rossi mi fa capire che la decisione non è dipesa da lui ma da altri. Ho provato un’amarezza profonda, peggio che perdere una finale: per un eccesso di correttezza, non ho perso solo la Nazionale ma anche la possibilità di allenare la mia Juve”.

Questa la brutta storia raccontata da Claudio Gentile, un professionista serio messo alla porta a suo dire, non si sa per quale motivo. Gentile decide allora di fare causa alla Figc, dopo le promesse mai mantenute. Ma, come lui stesso racconta “in questo modo mi sono messo definitivamente in fuorigioco, perchè, guarda caso, nessuno mi ha più cercato in Italia, tutti sembrano essersi da quel momento dimenticati di me”.

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