Beckenbauer indagato per frode, riciclaggio, appropazione indebita e condotta criminale. Il Kaiser sepolto nella polvere

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
beckenbauerA distanza di pochi mesi ecco un’altro ex campione caduto in disgrazia. Dopo Michel Platini, rovinato e marchiato anche lui dall’infamia di una aver accettato tangente, pur non essendo mai stata provata la corruzione, ecco spuntare ora il caso di Franz Beckenbauer. La magistratura svizzera ha annunciato di aver aperto un’inchiesta nei confronti del Kaieser per sospette irregolarità in alcuni pagamenti effettuati per la Coppa del Mondo 2006, quando la leggenda del calcio tedesco era presidente del comitato organizzatore. A finire sotto la lente della magistratura elvetica è stata una serie di flussi di denaro sospetti per un valore di oltre 10 milioni di franchi svizzeri, negli anni tra il 2002 e il 2005.
Tutto ruota ai 10 milioni di franchi svizzeri (al cambio del 2005 circa 6,5 milioni di euro) che Robert Louis-Dreyfus “prestò” al comitato organizzatore di Germania 2006 per comprare i voti necessari per l’assegnazione dei Mondiali. Qui non si parla di sospetti, ma di fatti accertati dalla stessa Dfb (la federcalcio tedesca) che già lo scorso marzo aveva ammesso irregolarità nella raccolta di fondi.
La Procura svizzera di Berna ha aperto un’indagine per frode, riciclaggio, appropriazione indebita e condotta criminale contro Beckenbauer (a capo del comitato organizzatore di Germania 2006) degli ex presidenti della Dfb Theo Zwanziger e Wolfgang Niersbach (già squalificato per un anno dalla Fifa) e dell’ex segretario generale Horst Schmidt. La polizia svizzera nei giorni scorsi ha perquisito otto località tra Austria e Germania e ascoltato alcuni degli indagati.
Lo Spiegel aveva rivelato lo scorso anno movimenti di denaro sospetti attorno alla scelta di affidare alla Germania l’organizzazione dei Mondiali del 2006. Sono state, infatti, segnalate delle sospette irregolarità in alcuni pagamenti effettuati per l’assegnazione alla Germania, durante il quale l’ex difensore ha rivestito il ruolo di presidente del comitato organizzatore. I soldi, passati attraverso alcune società, sarebbero serviti per comprare i voti di alcune federazioni dell’Asia. I reati ipotizzati in Svizzera prevedono pene che possono andare dalla semplice multa alla reclusione fino a tre anni; in casi particolari, si rischiano fino a cinque anni di carcere. L’indagine è partita da un documento trovato dagli inquirenti negli uffici della Federcalcio tedesca, risalente al 6 luglio 2000 e controfirmato da Jack Warner, membro del comitato esecutivo FIFA ed allora capo della Concacaf. Da verificare se siano avvenute irregolarità e atti di corruzione nei confronti del Sudafrica, nazione sconfitta nel voto finale per 12-11 e poi (si sospetta) “ricompensata” con l’assegnazione nella successiva occasione. L’ex vicepresidente FIFA, secondo la Commissione etica, è stato l’istigatore di “un sistema di pagamenti occulti e illegali” per i Mondiali 2018 e 2022 ed è stato sospeso a vita. Un altro dei sei principali indagati tra i quali fa parte anche Franz Beckenbauer.
Una storiaccia che fa cadere un altro mito del calcio. Simbolo della Germania Ovest guidata alla conquista di due mondiali, il primo da giocatore nel 1974 vinto in una finale epica contro l’Olanda del calcio totale e di Cruijff, l’altro da allenatore nel 1990 a Roma contro l’Argentina di Maradona. Dalle stelle alle stalle fino a farsi seppellire dalla polvere. Ultimo caso di un sistema che non lasciava nessuno o pochi illesi come il nuovo presidente della FIFA Gianni Infantino. Lui si che è pulito…
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