Crotone-Juve: il giorno della fuga e di nuove ombre?

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui
higuain juventus

Higuain Juventus, il Pipta cerca il riscatto

Talvolta c’è il forte rischio di sottovalutare una trasferta di campionato. Una di quelle simile ad una gita scolastica, dove il divertimento all’interno della compagnia è assicurato. Capita al tempo stesso che l’ospedale accanto allo stadio registri il tutto esaurito per l’arrivo della Juventus.
Statali bloccate, spalti pieni, balconate accese: è un giorno importante per Crotone e la sua squadra, che all'”Ezio Scida” ospita la squadra campione d’Italia. Si sa, al Sud il numero dei tifosi bianconeri cresce a dismisura, e il fatto di accogliere la Juve nella propria Città diviene una festa, un evento che potrebbe far distogliere lo sguardo dalla rotta tracciata.

Per i bianconeri, la trasferta calabrese è fondamentale per riprendere quel margine di tranquillità dalla Roma, per questo cosi facile da sembrare paradossalmente complicata, rievocando quella che è stata la gara con il Frosinone della la scorsa stagione. Neanche a farla apposta, il primo tempo si conclude a reti inviolate con la Juventus che crea azioni, macina gioco, mentre il Crotone rinuncia a giocare, rinchiudendosi nella propria metà campo. Le sfide di questo tipo sono molto rognose per i bianconeri, obbligati ad utilizzare il massimo della pazienza per tessere quanto più possibile le proprie tele e scardinare la difesa avversaria.
Il vantaggio arriva al minuto 60′, con Mandzukic che deposita in rete un pallone respinto da Cordaz. Sembra essere la giusta ricompensa per il guerriero croato, dopo intere giornate a lottare contro le difese avversarie, tentando di regalare palloni utili ai compagni. Il numero diciassette rappresenta il prototipo ideale di questa Juve che si sacrifica, suda la maglia e si butta su ogni pallone.

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Il vantaggio bianconero presuppone una reazione dei padroni di casa. Ciò non accade: la squadra di Nicola è imballata, impaurita e senza un sano senso dell’ orgoglio. Resta all’angolo, come un pugile che sta per essere messo al tappeto, tanto che al 74′ Higuain chiude i conti, ringraziando Rincon per l’assist fornitogli. Il venezuelano ha mostrato carattere e determinazione, voglia di essere parte integrante di questo gruppo. Non avrà la tecnica del Dio del calcio, ma è sicuramente un mastino dal piede educato.
E Pjaca? Il giovane ex della Dinamo Zagabria deve ancora acquisire quella personalità che contraddistingue il suo connazionale. E’ veloce, forte fisicamente e tatticamente, ma deve avere maggiore iniziativa, senza il bisogno di affidarsi spesso ai compagni, anche quando non è necessario. L’età gli consente di avere ampi margini di crescita, e con un maggiore minutaggio a disposizione potrà far vedere di ciò che è capace.

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Era il giorno della fuga, era la partita che riportava i bianconeri a +7 sulla Roma, permettendogli di avere maggiore tranquillità in vista della Champions che incombe. Attenzione però a non pronunciare quelle due parole: “Campionato chiuso”. Allegri frena e predica la solita calma, la stessa che pare perdere quando gli si chiede dei suoi contatti con l’Arsenal: “Non confermo e non smentisco, ma con la società c’è sintonia“.
Nuove tormente sembrano arrivare all’orizzonte bianconero, anche nella giornata in cui sembrava di essere in gita tra le Statali piene e gli ospedali colmi di gente fino all’orlo.

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