Inter-Genoa, Spalletti: “Siamo ancora distanti da Juve e Napoli”

Pubblicato il autore: Anna Rosaria Iovino Segui

Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti

L’Inter ha ospitato il Genoa per questa sesta giornata di campionato. Una partita all’insegna della sofferenza per i nerazzurri che riescomo a passare solo nel finale, all’87’, grazie ad un colpo di testa di D’Ambrosio.

Anche se è arrivata la vittoria, che ha consentito agli uomini di Spalletti di tenere il passo di Juve e Napoli, entrambe prime in classifica, con gli uomini di Juric non è stato facile. L’Inter soffre un buon Genoa, che crea molte occasioni e riesce a tenere fino a fine partita, quando non solo prende il gol, ma arrivano anche due espulsioni. L’Inter si porta in vantaggio, su calcio d’angolo calciato da Joao Mario, D’Ambrosio insacca di testa. Il Genoa poi perde la testa: inizia Omeonga che atterra Eder, al 91′, che era lanciatissimo verso la porta, dopo qualche minuto, al 93′, rosso anche per Taraabt che affossa Karamoh.

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A fine partita, Spalletti, ai microfoni di “Premium Arena”, programma di Sport Mediaset, risponde alle domande e si lascia andare a qualche dichiarazione sulla sua Inter, apparsa in leggero affaticamento nelle ultime due partite. La squadra soffre, ma indubbiamente ha anche la capacità di saper aspettare il momento giusto, afferma il giornalista, ma Spalletti sottolinea: “Non è solo una questione di saper aspettare, anche i ragazzi sono stati bravi, alla fine hanno trovato il gol su una palla inattiva, nostra qualità. Fare gol dai calci piazzati è una nostra qualità perché abbiamo uomini forti sia fisicamente che di testa. Questa deve essere considerata come un’opzione importante, quella della palla inattiva, ed oggi è stato così. In alcuni casi siamo stati più lenti oggi, ma i ragazzi hanno giocato da squadra, eseguendo tutte le postazioni, senza mai saltarne nessuna. Una squadra mai stata scomposta”.

Alla domanda se si aspettasse qualcosa di più dal punto di vista qualitativo, Spalletti risponde: “Io mi aspetto sempre di più, anche quando facciamo bene, anche perché il nostro limite non lo abbiamo ancora raggiunto. Il massimo ancora non lo abbiamo dato. Noi dobbiamo oltrepassare il confine del nostro massimo, creare una squadra che possa giocare contro chiunque”. 
Si parla poi della differenza dell’Inter con Napoli e Juve. L’Inter ha fatto 5 vittorie ed 1 pareggio, Juve e Napoli 6 vittorie. A riguardo, l’ex allenatore della Roma afferma: “Dobbiamo assolutamente accorciare le distanze, c’è un po’ di differenza, ma soprattutto tendendo in considerazione da dove veniamo. Quello che è importante è lo spirito creato e la consapevolezza di potercela sempre fare, come oggi. La mentalità forte è importante, è essenziale, Napoli e Juventus ce l’hanno, così come anche Roma e Lazio, perché sono squadre forti. Ma non bisogna sottovalutare Torino e Sampdoria da un punto di vista fisico e di forza”. 

L’ultima domanda per l’allenatore riguarda i fischi per Candreva, avuti durante il cambio con Eder al 60′: “Abbiamo un pubblico importante, lo fa vedere con la presenza, ed è giusto che si esprima quando lo sente. Quando non riusciamo a fare le cose, le loro richieste sono anche uno stimolo. Siamo consapevoli del bene del pubblico anche quando ci fischia”. 

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