Lei non sa chi ero io: il compleanno di Franco Tancredi

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Chissà se la Roma avrebbe bisogno di uno come lui. Senza nulla togliere agli estremi difensori in carica oggi, il nome di Franco Tancredi è legato in maniera indissolubile ai colori giallorossi della Roma, nonostante egli abbia vestito altre casacche, anche se solo per poco tempo. Non a caso, nel 2012, è stato inserito nella Hall of fame della società capitolina. E chissà, sempre col dovuto rispetto per Giovanni Galli, come sarebbe andato il Mondiale messicano se a difendere i pali della nostra Nazionale ci fosse stato lui.
Nato a Giulianova 62 anni fa, Tancredi, dopo una gavetta di quattro anni al Giulianova in serie C (dal 1970 al 1974), approda al Milan nella stagione 1974-75. I portieri, oltre a lui, sono Pizzaballa e Albertosi. Giocherà solo quest’ultimo, subendo solo 22 reti, meno di un gol a partita, visto che all’epoca le partite erano solamente trenta. Nella stagione successiva, i portieri sono quattro (si aggiunge anche il 27enne Cafaro) ma il copione non cambia: Albertosi gioca, gli altri guardano. Nel 1976 è titolare al Rimini, in serie C: non se la cava male, subendo solamente 16 reti in 28 incontri disputati. E nel 1977 inizia la sua storia d’amore con la Roma, ma deve aspettare il 28 gennaio del 1979 per esordire nella squadra giallorossa: all’Olimpico si gioca Roma-Verona. Vinceranno i giallorossi 2-0 con doppietta di Ugolotti. Tancredi entra nella storia già nel 1980 e nel 1981, parando i rigori agli avversari nelle finali di Coppa Italia, consentendo così alla squadra di ottenere il trofeo. E non è ancora niente: nel 1983 è lui in porta quando la Roma ottiene il suo secondo scudetto, ben 41 anni dopo il primo e l’unico. Non va invece la susseguente avventura europea dei giallorossi, che vengono sconfitti in finale ai rigori dal Liverpool. Si gioca il 30 maggio 1984 e Tancredi cede ai tiri degli inglesi, dopo che il primo della serie (calciato da Nicol)viene calciato alto. Il portiere si rifà vincendo però la terza Coppa Italia, anche se non vale la Coppa dei Campioni. Questo evento si ripete nel 1986, all’alba del Mondiale messicano. Tancredi, dopo un buon quarto posto alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, conta di essere titolare alla manifestazione alla quale l’Italia partecipa da detentrice del titolo. Alla vigilia però, Bearzot cambia idea e gli preferisce Giovanni Galli. Il nome di Tancredi viene invocato dopo la gara con l’Argentina ma il
“vecio ” è irremovibile: il nuovo portiere rossonero giocherà le altre due partite del torneo, lasciando il giallorosso in panchina. Tancredi rimette i guanti per gettarsi nella nuova avventura con la Roma. Nel 1987 e precisamente il 13 dicembre, nella gara esterna con il Milan, viene colpito da un petardo e perde i sensi. Tancredi rientra regolarmente la domenica successiva: chiuderà con la società giallorossa nel 1990 dopo 288 partite, di cui 258 consecutive. Da ricordare inoltre, che nella sua ultima stagione romanista, Tancredi è stato il primo portiere in assoluto a parare un rigore a Roberto Baggio. Nella stagione 1990-91 Tancredi va al Torino, dove è riserva di Luca Marchegiani, portiere emergente. Nel 1991 lascia il calcio e diventa preparatore dei portieri, collaborando spesso con Fabio Capello sia alla Roma, che alla Juventus, che al Real Madrid. Attualmente collabora con l’allenatore friulano in Cina, allo Jiangsu Suning: una carriera interminabile, quella del grande portierone, che forse avrebbe meritato sorte migliore. Auguroni!

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