Milan, Sacchi: “Berlusconi voleva vincere, ma si esaltava vedendo il bel gioco”

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Nuovamente al centro delle interviste, dopo quella rilasciata pochi giorni fa, Arrigo Sacchi è tornato a parlare e questa volta lo ha fatto per mezzo del quotidiano “Il Giorno“. L’allenatore campione di tutti i trofei disponibili da vincere con il Milan di fine anni ’80, ha espresso le seguenti parole riguardo l’ex presidente dei rossoneri Silvio Berlusconi, il quale ha prelevato Sacchi dal Parma azzardando anche la scelta di affidare ad un tecnico inesperto la panchina del Diavolo: “Berlusconi? Lo considero un illuminato. Era avanti mentalmente, era un anticipatore dei tempi ed era sempre all’avanguardia. A lui piaceva vincere, però voleva vedere soprattutto dei successi belli esteticamente. Non concepiva la vittoria senza il bel gioco, secondo lui il fattore estetico era fondamentale. Ricordo che Berlusconi mi contattò che il mio piccolo Parma aveva battuto i rossoneri, giocando a San Siro una meravigliosa partita. Noi eravamo andati a Milano con la voglia di vincere e di giocarcela, attaccando anche con il movimento dei terzini. Io e Berlusconi andavamo molto d’accordo, sceglievamo i giocatori giusti al momento giusto che dovevano essere motivati, entusiasti ed intelligenti. Questa era la chiave dei nostri successi, il gruppo doveva crescere sulla base di valori importanti. Per il Milan firmai in bianco, anche se ciò mi ha portato a guadagnare meno che al parma, nel corso del primo anno. Io lo dissi subito mentre firmavo: o Galliani e Berlusconi erano dei geni o erano dei matti. Alla fine ha prevalso la genialità.”

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