Theo Walcott, un addio che scontenta i tifosi dell’Arsenal

Pubblicato il autore: Martina Gramiccia Segui

Theo Walcott con Arsène Wenger il giorno della presentazione

È il gennaio del 2006 quando un ragazzo di 16 anni, scuola Southampton, arriva nel nord di Londra e sceglie di vestire la maglia numero 32. All’epoca si giocava ancora ad Highbury. In primavera la convocazione a sorpresa della nazionale inglese per i Mondiali di Germania ed un nuovo record: a 17 anni e 75 giorni diventa il giocatore più giovane a vestire la maglia dei Three Lions (Inghilterra 3-1 Ungheria, amichevole, 30 maggio 2006). Il debutto in Premier League però arriva solo in agosto, al 74′ della partita contro l’Aston Villa. All’84’ un suo assist permette a Gilberto Silva di pareggiare evitando così la sconfitta nella prima gara ufficiale nel nuovo Emirates Stadium.”He had that sharpness that we missed and was dangerous on the left flank. He was involved in the goal and his overall performance was very positive” dirà Arsène Wenger in un’intervista al termine del match.

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Oggi, 13 stagioni, 397 presenze e 108 goal dopo, per Theo Walcott, che ha portato sulle spalle anche quel numero 14 che fu di Thierry Henry, è giunto il momento di lasciare l’Arsenal. Nella giornata di ieri, infatti, l’attaccante inglese si è recato al centro sportivo dell’Everton dove ha sostenuto e superato le visite mediche. D’altronde le voci su un suo possibile addio circolavano già la scorsa estate e sono tornate a farsi insistenti proprio in questo mercato invernale con varie squadre interessate al giocatore. Tra queste anche i Saints, pronti a riportare l’ex promessa del calcio inglese nell’Hampshire. Ad avere la meglio sono stati però i Toffees che qualche ora fa hanno ufficializzato un’operazione che sembra far contenti tutti: da un lato Sam Allardyce, che potrà contare su un importante rinforzo, dall’altro l’Arsenal che vedrà versare nelle proprie casse una cifra intorno ai 20 milioni di sterline da reinvestire sul mercato. Malcom del Bordeaux e Pierre- Emerick Aubameyang sono al momento i nomi più caldi, ancora lontano invece l’accordo con Mkhitaryan del ManUtd.

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Negli ultimi anni i tifosi dell’Arsenal hanno visto tanti, troppi, beniamini scegliere un futuro lontano dall’Emirates: van Persie, che diceva di non riuscirsi ad immaginare con una maglia diversa da quella biancorossa, nel 2012 decise di accasarsi alla corte di Sir Alex Ferguson; solo un anno prima Samir Nasri firmò per il Manchester City mentre Cesc Fàbregas scelse il Barcelona per poi far ritorno a Londra sponda Chelsea. La lista di nomi prosegue… E in questi giorni in cui l’affaire Sánchez occupa le prime pagine di tutte le testate sportive inglesi e non solo, l’addio di Walcott è forse una nota ancora più amara. Certo, la sua carriera in biancorosso con solo tre FA Cup conquistate e una lunga serie di infortuni non è esattamente quello che tutti si aspettavano, ma bisogna riconoscere al ragazzo un forte rispetto per la maglia indossata, quel rispetto che altri prima di lui, malgrado belle parole e baci sullo stemma, non hanno dimostrato. E allora poco importano le prestazioni altalenanti e il vizio di finire spesso in fuorigioco… basta ripensare a quel 2-0 mostrato con orgoglio agli acerrimi rivali del Tottenham durante un derby di FA Cup ed ecco che sul volto dei tifosi torna il sorriso.

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Da tempo fuori dai radar di Wenger, che inspiegabilmente gli preferisce un ancora acerbo Iwobi, a 28 anni Theo a deciso di scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Ha voglia di giocare, di dimostrare quel valore fino ad ora visto solo a sprazzi e di guadagnarsi un posto nella selezione che parteciperà ai Mondiali in Russia questa estate. L’augurio è che Goodinson Park sia il palcoscenico giusto per realizzare tutto questo.

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