Chievo e Hellas, la crisi della Verona del calcio

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui

La Verona calcistica non sta vivendo la sua migliore stagione. Non solo l’Hellas che naviga nella zona rossa della classifica ma anche il Chievo che adesso sembra non saper più vincere

Unico grande amore de tanta e tanta gente c’hai fatto innmorà” non parliamo della Roma – seppur neanche i giallorossi stiano attraversando un momento esaltante da punto di vista dei risultati – ma delle due squadre di Verona, Chievo e Hellas e, certamente, Antonello Venditti ci perdonerà per aver preso in prestito una strofa della sua canzone.

Per la squadra più antica della città, l’Hellas Verona, la stagione è iniziata in salita e nella stessa direzione sta procedendo. Dopo la cavalcata trionfale che ha riportato la formazione gialloblù nella massima serie dopo solo un anno di purgatorio, l’avvio di questo campionato ha subito messo in luce alcune difficoltà oggettive della squadra allenta da Pecchia.

Gli acquisti di Cassano e Cerci dovevano essere i grandi colpi della società verso una salvezza tranquilla ma così non è stato. Se per il primo si sognava di rivedere la coppia d’oro con Pazzini che tanto bene aveva fatto alla Sampdoria per il secondo forse le aspettative, che puntavano sulla voglia di rilancio del giocatore, erano ancora – forse – di più. Ma se per Cassano più di qualche uscita durante il ritiro estivo, prima della rescissione del contratto, non si è vista per Cerci non è andata di certo meglio. Gli infortuni non gli hanno dato tregua e così la sua posizione nelle gerarchie del tecnico piano piano è andata calando.

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La posizione dell’allenatore spesso ritenuta in bilico non lo aiuta certo a lavorare al meglio però alcune scelte sono apparse quantomeno discutibili. Dalla scelta di non puntare su Pazzini, volato in Spagna al Levante e già autore di una gran rete all’esordio contro il Real Madrid, fino alla scelta di tenere fuori per scelta tecnica – confinandoli in tribuna – Heratux, Verde, Felicioli e Fossati dalla gara contro la Roma.

Il ritiro e il silenzio stampa sono sembrate le due scelte migliori alla società che ora si ritrova a gestire un’ambiente che sembrano una polveriera pronta ad esplodere.

Non se la passa meglio il Chievo, nonostante una classifica sicuramente meno allarmante. L’inizio di stagione degli uomini di Maran aveva dato l’illusione alla società di poter raggiungere ambiziosi traguardi in questa stagione salvo poi veder crollare tutto verso la fine del girone di andata.

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La vittoria manca dal 25 novembre, dal 2 a 1 casalingo contro la SPAL. Da quel momento solo sconfitte: alcune pesanti sotto il profilo del risultato come il 5-0 subito dall’Inter e il 5-1 inflitto ai clivensi da parte della Lazio altre invece impegnative dal punto di vista morale come la confitta contro il Benevento alla conquista dei primi 3 punti della sua storia in Serie A proprio contro il Chievo. In mezzo a tanti risultati negativi sol 2 punti conquistati frutto di due pareggi contro la Roma, fermata sullo 0-0 da un super Sorrentino, e quello con l’Udinese.

La classifica adesso preoccupa anche la formazione di Maran che ha più solo 2 punti di vantaggio sulla quartultima posizione, l’ultima valida per rimanere nella massima serie.

Cosa sia successo alla formazione del Chievo è davvero difficile de capire, ma almeno sul mercato la società è corsa ai ripari. Inglese non è partito per Napoli e finirà la stagione a Verona come da accordi prima di accasarsi sotto il Vesuvio per iniziare la nuova avventura in maglia azzurra, mentre sempre dalla società di De Laurentiis, dopo un lungo corteggiamento, è arrivato Giaccherini pronto a rilanciarsi dopo due anni sfortunati e un feeling, quello con il tecnico partenopeo Sarri, che non è mai sbocciato.

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Adesso entrambe sono chiamate all’esame di riparazione – più che di maturità – contro le due genovesi. L’Hellas sarà ospite della Sampdoria per una sfida sulla carta proibitiva contro i ragazzi di Giampaolo lanciati alla corsa all’Europa mentre il Chievo sarà di scena al Bentegodi contro il Genoa in una gara che potrebbe già avere il sapore della salvezza.

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