Ciao Azeglio Vicini, signore del calcio italiano

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui


A poco più di sette anni dalla scomparsa di Enzo Bearzot e a quasi due anni da quella di Cesare Maldini, se ne va un altro commissario tecnico della nostra Nazionale. Non ebbe la fortuna del suo predecessore, che stette in carica ben undici anni, né ebbe la vita (sportiva si intende) breve in Nazionale di uno dei suoi successori (presente come lui al mondiale Spagnolo), ma verrà ricordato per il ct delle ” notti magiche “. Quel mondiale ’90 é rimasto negli occhi di tutti, anche se la sua conclusione non fu felice: quella sconfitta ai rigori in quel di Napoli il 3 di luglio se la ricordano in tanti. Vicini prese il testimone da Bearzot nell’autunno del 1986: c’era da ricostruire una Nazionale a pezzi dopo il deludente mondiale messicano e il buon Azeglio raccolse il guanto di sfida.

Iniziò pian piano a ricostruire un gruppo partendo dalla sua Under 21 e, sempre piano piano, iniziò a raccogliere i suoi frutti. Ci fu prima la qualificazione all’Europeo tedesco del 1988, poi il terzo posto ex-aequo con i padroni di casa della Germania, quindi l’appuntamento al Mondiale, con quella finale che la sua bella Italia avrebbe senz’altro meritato. Un bel gruppo con Zenga, Ferri, Maldini, Vialli, Mancini (lasciato addirittura in tribuna per il Mondiale e poi ripescato solo dopo la sua conclusione), ma anche Baggio, Schillaci, Bergomi, Ferrara, Carnevale, De Agostini e De Napoli, tanto per fare alcuni nomi. Fece sognare gli italiani che lo ringraziarono ugualmente, riempiendo lo stadio e facendosi trovare davanti al televisore anche per la finale per il 3° e 4° posto giocata con l’Inghilterra e vinta per 2-1. Dopo il Mondiale l’aura magica dei suoi si era spenta e nell’ottobre dell’anno successivo venne sollevato dall’incarico. Chiuse dopo 54 partite, con 32 vittorie, 15 pareggi e solo 7 sconfitte. Rimase ad allenare fino al 1993, quando si sedette nelle panchine di Cesena e Udinese. Verrà ricordato come una persona elegante, pacata, ma dotato di grande grinta che trasmise anche ai suoi giocatori. Manca attualmente al calcio una personalità (col dovuto rispetto degli addetti ai lavori attuali)sua, misurata e dotato di grande equilibrio. Ciao Azeglio, ti sia dolce il viaggio.

La sua storia è raccontata nel pregevole libro ” Azeglio Vicini una vita in azzurro ” scritto dal figlio Gianluca (per un periodo corrispondente del Guerin Sportivo) con la moglie Ines Crosara.

  •   
  •  
  •  
  •