Crisi Roma, la società ha bisogno di soldi? Le parole di Baldissoni

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

Cosa può esserci dietro alla crisi Roma per quanto riguarda i risultati sul campo? Forse le voci di mercato? O forse ancora le notizie che girano sui problemi economici della società? Di certo l’aria che si respira a Trigoria è tutt’altro che tranquilla se il tecnico in primis rimane in balia delle strategie di marketing di una società che si allontana sempre più da una società sportiva e si avvicina a essere un’impresa commerciale che punta a comprare per rivendere a prezzo migliore, invece di comprare in virtù di un progetto vincente sostenuto da tifosi, città e sponsor. Forse il calcio è cambiato con l’arrivo dei capitali stranieri arabi, cinesi e statunitensi, ma quello che una volta era sport e attaccamento alla maglia si sta gradualmente trasformando in marketing, perché il calcio è un prodotto che si vende, agli sponsor, alle Tv, ai tifosi e che permette di fare buoni incassi grazie alla valorizzazione di giocatori pagati un prezzo e venduti dopo qualche anno al triplo, ma questo però non incide forse sullo spettacolo e sull’umore dei tifosi? Senz’altro ed è proprio di questo che si dovrebbero occupare le società sportive, che canalizzano dei sogni e delle passioni, e non solo degli introiti economici. Le squadre a guida straniera invece sembrano ormai sempre più lontane dalla base, almeno in Italia, dove non si offre più lo spettacolo e il grande nome al pubblico ma si mettono sul banco solo le regole finanziarie e a volte i debiti. Il caso Nainggolan che fortunatamente si è concluso in maniera positiva per la Roma, e quello riguardante il centravanti Dzeko sono un po’ l’emblema del nostro discorso, in quanto una società non dovrebbe vendere solo per fare soldi, ma anche per rinforzare la squadra, cosa che non c’era nell’aria in quanto non erano pronti sostituti per questi due calciatori simbolo giallorossi, e la vendita di Emerson Palmieri, terzino giovane e di ottime prospettive per motivi di bilancio, mette davanti ai fan della Roma solo il lato economico della vicenda, annullando totalmente quello emotivo, considerato forse irrilevante per i geni della finanza straniera. Davanti ai malumori dei tifosi prende la parola il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, che ci tiene a precisare che la società non ha bisogno di soldi e che le mosse di mercato non erano necessarie per il bilancio:

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“Se la Roma avesse avuto l’esigenza di vendere Dzeko lo avrebbe fatto. Il club ha invece mantenuto le sue posizioni. Non abbiamo avuto fretta e non abbiamo accelerato nella trattativa. Edin è un grande campione e siamo felici che sia rimasto”. (Intervista riportata dalla trasmissione radiofonica Tutti Convocati su Radio24).

Rimangono dubbi su queste parole, perché non si capisce come mai in un momento di crisi di risultati e senza sostituti papabili si possa prendere in considerazione una cessione a gennaio, e il tutto viene confermato anche dalle altre parole rilasciate dal dottor Baldissoni:

“Le cessioni fatte dal club non hanno mai intaccato la competitività della squadra. Sono state condizionate da regole internazionali. Dobbiamo essere bravi a trasformare le necessità in opportunità: se un’offerta è congrua va valutata. Abbiamo mantenuto la competitività sportiva, recuperando il differenziale tra costi e ricavi grazie a una serie di plusvalenze che ci hanno consentito di pareggiare il bilancio”.

Parole a tratti oscure, in quanto se non si ha bisogno di vendere perché allora aprire una trattativa di cessione che avrebbe danneggiato ancora di più la squadra e il tecnico Di Francesco? Come disse Manzoni ai posteri l’ardua sentenza….

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