Gigi Buffon sul ritiro: “Smettere è come morire, non ho ancora deciso”

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Gigi Buffon, per ora fa dietrofront anche sul futuro in Nazionale. Dopo l’annuncio dell’addio all’azzurro in mondovisione, in seguito al drammatico spareggio contro la Svezia, che gli ha negato la possibilità di giocare il sesto mondiale della sua carriera, il capitano della Juventus, si è detto disponibile a continuare la sua avventura in azzurro. L’attuale CT ad interim Luigi Di Biagio, lo ha convinto a scendere in campo alla fine del mese prossimo, nell’amichevole contro l’Inghilterra e in quella successiva contro l’Argentina.

Il 4oenne estremo difensore della Juventus si è detto disponibile e, in un’intervista a Tiki Taka, ha ancora palesato notevoli incertezze sul suo prossimo futuro. Ecco le sue parole: :Non ho ancora deciso niente, perchè non so quale decisione prendere, io penso che smettere, sportivamente sarebbe come morire, ma sono sereno e tranquillo e al momento giusto, comunicherò la mia scelta, di comune accordo con la società”. Non so se farò il dirigente, perchè ognuno di noi deve seguire quello che c’è nella propria anima, e principalmente le sue passioni, mi auguro che questi strumenti mi indichino la strada da prendere per il mio futuro. Quando si fa un qualcosa che ti gratifica nel tempo, tutto il resto non ha valore, quando devi smettere di farla è brutto, ma ti accorgi che c’è sempre qualcosa più importante di essa, che ti permette di andare avanti, facendoti sentire comunque una persona importante”.

Il portiere toscano poi spiega i motivi che lo hanno spinto a indossare di nuovo la maglia della Nazionale :”In un momento così delicato per il nostro calcio, ho sentito dentro di me, di avere ancora qualcosa da dare, ho un senso di responsabilità verso l’Italia calcistica e onestamente mister Di Biagio, non ha dovuto lavorare così tanto, per convincermi a tornare. Confesso che a Marzo, avevo prenotato qualche giorno di vacanza, ma quando il tuo paese ha bisogno di te, non bisogna disertare, ci deve essere attaccamento alla maglia, e poi gli avversari sono prestigiosi, motivo in più per rimettere i guanti in azzurro, Argentina e Inghilterra sono due grandi nazionali, purtroppo per noi giocheranno i mondiali, deve nascere una nazionale nuova, ma in certi contesti qualche giocatore d’esperienza serve. Anche se sono amichevoli, non saranno partite tranquille. Il mio è un ritorno provvisorio, poi a giugno faremo altri ragionamenti e vedremo cosa fare”.

Buffon ha avuto parole di elogio anche per il suo vice alla Juventus, Wojciech Szczęsny:”Durante il mio stop, mi ha sostituito più che degnamente, ci ha regalato molti punti con le sue parate, siamo molto amici e molto legati, è un bravissimo ragazzo, collaboriamo bene tra di noi e questo è visibile in campo”.

Il numero uno bianconero ne ha anche sulla lotta scudetto:”Se vogliamo il settimo scudetto consecutivo, dobbiamo dare tutti qualcosa di importante e gettare il cuore oltre l’Ostacolo, per superare un avversario forte e che non sta regalando nulla, il trio d’attacco, più Allan è pazzesco, giocano davvero alla grande, ma noi quando c’è da battagliare non ci tiriamo indietro, hanno un ambiente e un tifo passionale, e se fossi il loro portiere, vincere in quel contesto mi piacerebbe”. Il loro leader per me è Lorenzo Insigne, un giocatore giovane, ma molto maturo per l’età che ha, pensa principalmente al bene del gruppo e in campo, sa guidarlo con la sua classe, nonostante non abbia praticamente giocato lo spareggio contro la Svezia, non gli ho sentito fare una polemica verso il nostro ex CT”.

Il portiere juventino ha concluso la sua intervista, dichiarando cosa vuol dire per lui essere capitano della Juventus:”Per esserlo bisogna capire che hai responsabilità diverse rispetto a quando sei ragazzo, quando fai delle scelte, devi essere coerente con quello che hai deciso. Rimpianti non ne ho, l’unico e la Champions League, ho avuto tre occasioni per vincerla, contro il Milan, abbiamo sbagliato tre rigori su cinque, ma nelle due successive, ci siamo trovati ad affrontare due squadre ancora più forti, qualitativamente, con il Barça abbiamo perso per ingenuità, quando stavamo giocando alla pari, con il risultato incerto, e contro il Real, c’è stata presunzione da parte nostra, non abbiamo capito, come affrontarli, pensavamo di giocarcela alla pari”.

 

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