Juventus-Atalanta: quando un ex magazziniere giustiziò i campioni d’Italia

Pubblicato il autore: Stefano Cabrini Segui


Nel giro di tre giorni all’Allianz Stadium di Torino andranno due volte in scena Juventus-Atalanta: una valevole per la 26esima giornata, l’altra per il ritorno della semifinale di Coppa Italia.
Obiettivo per i bianconeri non perdere le distanze dalla capolista Napoli, per i bergamaschi dimenticare l’immeritata eliminazione subita dai tedeschi del Borussia Dortmund nei sedicesimi di finale di Europa League.

Un precedente che tutti i tifosi dell’Atalanta si ricorderanno è la doppia sfida di Coppa Italia stagione 2004/2005. Era la Juventus pre calciopoli, una squadra stellare condotta in panchina dal vincente Fabio Capello che poteva schierare gente del calibro di Buffon, Thuram, Cannavaro, Nedved, Vieira, Del Piero, Trezeguet, Ibra e chi più ne ha più ne metta. L’Atalanta neo promossa nella massima serie, allenata da Delio Rossi subentrato a stagione in corso all’esonerato Andrea Mandorlini, aveva in rosa giovani dalle belle speranze come Riccardo Montolivo, Giampaolo Pazzini, Marco Motta, affiancati dai più esperti Albertini a fine carriera, Taibi, Sala, Marcolini e Natali.

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Certo, si sa, la Coppa Italia soprattutto in quegli anni era un po’ snobbata da tutti, anche da queste due protagoniste: i bianconeri avevano la leadership del campionato e la testa alla Champions League, i lombardi addirittura ultimi in classifica ed i crisi di risultati. Conseguenza: sia all’andata che al ritorno giocano molte riserve.
Don Fabio mandava in campo i vari Chimenti, Tudor, Birindelli, Appiah, Pessotto, Olivera, Zalayeta e la meteora Kapo, mentre Delio Rossi con molti giovani lanciava la coppia Lazzari-Sinigaglia.
Primo round a Bergamo, risultato a sorpresa con un inedito marcatore: doppietta di un appena ventenne Andrea Lazzari, mancino trequartista ex magazziniere part time a Curno prima di essere aggregato stabilmente alla prima squadra, scoperto da Mino Favini e cresciuto con il mito di Van Basten.
Non tutti lo conoscevano prima della partita, ma anche un campione come Demetrio Albertini, suo compagno di squadra per qualche mese spese ottime parole per il giovane addestrato e formato nella prestigiosa cantera bergamasca.

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Nel return match, i bergamaschi a Torino riescono a pareggiare addirittura per 3-3, le reti per i nerazzurri sono ancora tutte di Lazzari che elimina i futuri campioni d’Italia dalla competizione.
Totale 5 gol alla Juventus in due partite per uno dei più promettenti giovani atalantini.
A Bergamo hanno da sempre avuto il coraggio di lanciare i giovani del vivaio come i già citati Pazzini, Montolivo , gli attuali Caldara e Conti, passando per Bellini, uno che ha trascorso tutta la vita con la stessa maglia.

Da un inizio così scoppiettante ci si poteva aspettare molto di più da Lazzari che tuttavia ha avuto una dignitosa carriera, dopo l’exploit contro la Vecchia Signora ed il titolo di capocannoniere di Coppa Italia 2004/2005 ha giocato in prestito con Cesena, Piacenza e Grosseto prima di trovare la giusta dimensione a Cagliari sotto la guida di Allegri che lo inventa interno di centrocampo.
Proprio lo stesso attuale allenatore dei bianconeri lo mise tra i nomi della lista della spesa quando passò al Milan, ma la dirigenza rossonera non lo accontentò mai ed il ragazzo di Bergamo giocò senza troppa fortuna con le maglie di Fiorentina ,Udinese e Carpi prima di scendere di  categoria nel Bari e nel Pisa di Rino Gattuso. Rimasto svincolato dopo le vicissitudini societarie pisane si aggrega in Lega Pro al Fano.

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