Marcello Lippi: “Non conosco Mr. Li. Per Calciopoli qualcuno ha pagato di più. Gattuso è un trascinatore”

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Sono giorni concitati in FIGC per decidere le sorti della nostra Nazionale e per dare un volto al prossimo commissario tecnico azzurro. E a proposito di commissari tecnici, torna a parlare in una lunga intervista al Corriere della Sera, a firma di Matteo Cruccu, l’ultimo selezionatore vincente della nostra storia calcistica, Marcello Lippi, oggi impegnato a guidare la Nazionale cinese e a dare la sua consulenza a tutto il movimento calcistico orientale, che sta cercando di portarsi al passo di quello europeo. Al proposito ecco la sua idea sulle nuove proprietà cinesi di Milan e Inter: “Mai avrei pensato che dalla Cina arrivassero investitori in Italia, sapevo che volessero sviluppare il loro movimento. Zhang, il proprietario di Suning, lo conoscono tutti, invece Yonghong Li non so chi sia”.

Inevitabile una battuta di Lippi sulla mancata partecipazione dell’Italia ai prossimi Mondiali russi: “Rosichiamo tanto per questo. Ma ora è tempo di rifondare tutto, c’è bisogno in Federazione di gente che conosca il calcio”. Amarcord Germania 2006: “Al Mondiale c’era una situazione psicologica straordinaria – dice entusiasta Lippi– una squadra che aveva una convinzione e un’autostima eccezionale”. Uno dei momenti topici è stato il pallone filtrante no look di Pirlo a servire Grosso in area allo scadere del secondo tempo supplementare della semifinale contro la Germania: “A ripensare a quella palla che passa in mezzo a tutti quei giocatori e Grosso è già pronto col sinistro a calciare, credo che fosse destino che dovesse andare così”. E quella Coppa del Mondo era nata sotto una cattiva stella, quella di Calciopoli, su cui Lippi afferma: “Quello che accadde non scalfì affatto l’umore della squadra. Se Calciopoli ha cambiato qualcosa, io dico che forse certi costumi appartenevano a tutto il sistema, poi ha pagato qualcuno più di altri”.

Con la Juventus Lippi ha vinto tutto, compresa l’ultima Champions League bianconera, ma l’allenatore di Viareggio non ha dubbi sul fatto che “vincere la Coppa del Mondo vale più di qualsiasi altro trofeo”. E a Torino, come nell’Italia, Lippi ha avuto Gigi Buffon, per il quale chiede dilasciare fare a lui circa il suo futuro”. Un’esperienza anche sulla panchina dell’Inter non particolarmente entusiasmante per l’attuale c.t. della Cina, che però crede che non sia tutto da buttare per quello che fece a San Siro: “Non credo che il mio lavoro all’Inter sia stato totalmente da dimenticare. Dopo un primo anno effettivamente disastroso, siamo arrivati quarti in campionato e abbiamo pure raggiunto la finale di Coppa Italia”. E in quella Inter c’era anche un certo Roberto Baggio, che con Lippi non ha mai avuto un gran feeling: alla domanda se ci fosse stato mai un chiarimento con il Divin Codino, il viareggino risponde con un secco “no comment”.

Una parola anche su Rino Gattuso, uno degli eroi dello storico Mondiale tedesco, oggi in grande spolvero come allenatore sulla panchina del Milan. Lippi non ha dubbi: “Rino è un grande motivatore, trascina tutti col suo carattere nelle cose che fa, come sta facendo in rossonero. Ricordo che dedicò la vittoria del Mondiale agli emigrati italiani in Germania, che ci chiedevano proprio di consegnargli quella soddisfazione per “vendicarsi” delle solite storie sui mangiaspaghetti e sulla mafia: piangevano tutti di gioia”.

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