Roma – Milan le pagelle: Romagnoli spumeggiante. Giallorossi sdentati, Gattuso rosicchia altri punti

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 30: Manager of AC Milan Gennaro Gattuso gestures during the serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on December 30, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Il gelo di Roma, il fuoco del Diavolo:
nella serata del Burian, Gattuso rosicchia altri punti per la zona Champions, asfaltando, più di quanto suggerisca il risultato, la Roma nel suo domicilio. Nessuno tra i rossoneri è sotto alla sufficienza, di contro, tra i romanisti, a salvarsi sono soprattutto gli assenti…

ROMA
6 ALISSON.
Il celeste prende a pugni un paio di sassate dalla distanza, la respinta su Kalinic dimostra perché è un timorato di Dio; i gol, tuttavia, sono prova evidente che ha davanti una difesa di miscredenti.
4 PERES. All’intervallo scambia la lattina del the con quella della birra e getta al Burian un primo tempo onesto. Calhanoglu lo manda al bar e Rodriguez gli fa girare la testa: contento lui…
5 MANOLAS. L’imberbe Cutrone gli fa un bubusettete e lo manda a gambe in aria. Resta comunque il meno peggio della difesa. Ca van sans dire
5 FAZIO. Con lui in campo è difesa a tre, soltanto che Di Francesco aveva schierato la Roma col 4 – 3 – 3.
5 KOLAROV. Il meglio lo esibisce in uno scambio dialettico tra cattedrati con Gattuso, poi sbagli tempi, cross e, probabilmente, numero di scarpe.
5.5 PELLEGRINI. E’ il cricetino che vortica dentro alla ruota: tanta corsa, qualche pallone rosicchiato, ma utile alla causa come la trippa nella casa vegana.
S.V. GERSON. Gli ultimi 10′ al posto di Pellegrini.
5 STROOTMAN. La lavatrice si è inceppata, i colori sbiadiscono e la centrifuga va al rilento. Calcare nelle gambe e sporcizia nella testa, urge una revisione.
5.5 UNDER. La sua esplosione aveva nascosto il bluff romanista delle ultime settimane, perso l’asso finisce tutto a carte quarantotto.
S.V. DEFREL. Un quarto d’ora per Under, cambia poco.
4.5 NAINGGOLAN. Inizia mezzala ma Kessié gli cambia subito i connotati, si sposta mezzapunta ma resta il mezzo giocatore delle ultime settimane. Prossimamente da Federica Sciarelli.
5.5 DZEKO. Dal 64′ per Nainggolan. Batte, si sbatte e si arrabatta ma i tiri in porta, che per un centravanti sono come le ruote, restano optional.
5.5 PEROTTI. Passargli il pallone è come metterlo in cassaforte, nel senso che non lo restituisce a nessuno.
6 SCHICK. Un suo ghirigori tra due avversari è lo spunto tecnico della partita, è più Schick che utile ma almeno qualcosa combina.
4.5 DI FRANCESCO. El Shaarawy, De Rossi, Florenzi e Dzeko in panchina, più che turn over è wrong turn. Nainggolan, Kessié a parte, non morde più e Schick è un mistero tattico ancora senza soluzione.

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MILAN

6 DONNARUMMA. L’unico tiro in porta che subisce è da parte del suo prezzolato fratellone, nel riscaldamento pre – partita. E lo aveva pure parato.
7.5 CALABRIA. Perotti si dribbla da solo, così il ragazzino ha modo per disegnare un cucchiaio proprio davanti al re dei cucchiai.
7 BONUCCI. Chiude e imposta da par suo. Meno parole e più fatti: ecco Bonucci.
7.5 ROMAGNOLI. Di testa, di piede, di stinco e di costole: sono tutte sue. Concentrato e dominante, all’Olimpico si prende un’altra tacca di avvicinamento a Nesta.
6.5 RODRIGUEZ. Presidia e rilancia senza soluzione di continuità, a volte abbassa troppo la testa ma sbriga ogni pratica come un lesto ragioniere.
6.5 KESSIE’. Fa saltare i denti a Nainggolan che infatti gli gira al largo, se Calabria vola è perché lui fornisce i paracadute.
6 BIGLIA. Nel primo tempo è il migliore della Roma, con troppi palloni regalati. Nella ripresa si erge a frangiflutti e non sbaglia più niente.
6 BONAVENTURA. Non si lascia infamare, non è da lodare. La sufficienza è questione di aritmetica.
S.V. MONTOLIVO. Una manciata di minuti per Bonaventura.
6.5 SUSO. Ormai è scritto anche con le scie chimiche a disposizione di tutti i polli: finta a rientrare sul sinistro e cross teso al limite dell’area piccola. Ci cascano sempre.
S.V. BORINI. Dall’80’ per Suso, giusto in tempo per mangiarsi lo 0 – 3.
7 CUTRONE. E’ come avere la donna bona 30 anni più giovane: non sa cucinare, non sa rassettare e sconosce la sacra arte di rammendare i calzini. E allora? Quattordicesimo gol stagionale: piccoli Inzaghi crescono.
6.5 KALINIC. Cutrone segna, lui fa tutto il resto. Peccato per Gattuso che si debba giocare per forza in undici.
6.5 CALHANOGLU. Bruno Peres riesce a contenerlo nel primo tempo, Bruno Ceres lo perde costantemente nella ripresa: i demeriti di uno, i meriti dell’altro.
8 GATTUSO. Dell’anima e del cuore già si sapeva, della mente si comincia a scoprire anche se non è una sorpresa. Gioca al gatto col topo, scatenando l’inferno nella ripresa. Le ali si abbassano e aiutano le mezzali a nascondere le linee di passaggio, Biglia è il buttafuori, Bonucci e Romagnoli scomodano paragoni arditi: all’Olimpico è forse nata una stella, nel solco di Nereo Rocco.

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