Astori, l’esito dell’autopsia: “È morto per bradiaritmia”

Pubblicato il autore: fabricondo Segui


Con ogni probabilità Davide Astori è morto per cause naturali. La conferma è arrivata dall’esito dell’autopsia sul corpo del  Capitano della Fiorentina: “Il decesso è avvenuto per bradiaritmia, quindi il cuore ha rallentato fino a fermarsi” è il responso dell’esame effettuato da Gaetano Thiene, direttore del Centro di Patologia Vascolare dell’Universita’ di Padova, e dall’anatomopatologo Carlo Moreschi, docente di Medicina Legale all’Università di Udine. Per definire in maniera più precisa le cause della morte occorreranno approfonditi esami istologici: la risposta arriverà entro due mesi.

Nessun mistero, dunque, spiega il Procuratore Capo di Udine, Antonio De Nicolo, che aveva annunciato l’apertura di un procedimento penale contro ignoti per “omicidio colposo” come atto dovuto: “Dalle prime rilevazioni non sembrerebbe trattarsi di cause esterne da quelle di una morte naturale – sottolinea – quando arriverà l’esito degli esami istologici avremo un quadro completo”. Intanto, la procura ha dato il nulla osta alla restituzione della salma alla famiglia di Astori, che aveva deciso di nominare un proprio perito per assistere all’autopsia.

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Domani, dalle 15 alle 23, la camera ardente al Centro federale di Coverciano. Giovedì alle 10 i funerali nella Basilica di Santa Croce a Firenze, giorno per il quale il sindaco Nardella ha proclamato il lutto cittadino. E mentre prosegue la forte ondata emotiva sui social per ricordare il Capitano viola – il Benevento, ospite della Fiorentina domenica prossima lo commemorerà con una dedica sulle maglie – oggi pomeriggio un momento toccante: la squadra, con Pioli in testa, si è recata al Franchi, dove prosegue ininterrottamente da domenica la processione di tifosi e non. Sul muro dove sono appese sciarpe, scritte e omaggi di ogni tipo ad Astori, i giocatori in lacrime hanno affisso la maglia che Davide avrebbe dovuto indossare a Udine e un poster con le loro dediche social. Un tributo commovente, che segue la decisione della società viola e del Cagliari di ritirare la maglia numero 13. Quella che ha e avrà sempre un solo padrone.

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