Elezioni 2018, per chi vota la Serie A il 4 Marzo? Analisi del binomio storico tra calcio e politica

Pubblicato il autore: Andrea Gravina Segui

during the Serie A match between AC Milan and Cagliari Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on August 27, 2017 in Milan, Italy.
“La politica è l’arte d’impedire agli avversari di fare la loro”, sostiene il giornalista e scrittore Roberto Gervaso. Un po’ come nel calcio, se vogliamo. Due tra le passioni più grandi degli italiani, calcio e politica vanno a braccetto oramai da tanti anni, anche se c’è chi sostiene che debbano essere completamente slegate tra loro, poichè trovano spesso sfogo in una devastante collisione di idee.

Fin dai tempi di Benito Mussolini, si narra di quanto il Duce fosse entusiasta delle vittorie dell’Italia ai Mondiali di calcio del 1934 (disputati in casa) e del 1938 (in Francia): in particolare in quest’ultima edizione fece storia la pesante contestazione del pubblico francese in seguito a un saluto romano fatto dai giocatori azzurri.
Il calcio è formato dalla gente, che vive all’interno di una comunità. E tutto, nella società, è politica; persino la cosa più importante delle cose meno importanti.
Scindere dunque queste due attività, punti cardine dell’italico paese, sarebbe come non riconoscersi nella nostra società, uno specchio in cui non vogliamo assolutamente rifletterci.
La verità è che ogni squadra ha una sua natura politica, caratterizzata e caricata dai propri tifosi. E’ un processo inevitabile, un circolo vizioso che non è possibile interrompere.
A pochi giorni dalle elezioni nazionali, in questo articolo analizzeremo le attuali 20 società di serie A per comprendere chi potrebbero votare e perchè. Faremo questo raccontando ad una ad una ed in modo imparziale le storie di proprietà, tifoserie e calciatori che le hanno costituite, molti dei quali si sono tuffati essi stessi nell’avventura politica.

A Bergamo, la Dea Atalanta di mister Gasp e del patron Antonio Percassi è stata tendenzialmente legata per molti anni alla sinistra, soprattutto attraverso la BNA (brigata nerazzurra), gruppo ultras scioltosi nel 2005. Oggi molti gruppi minori si proclamano apolitici, o strizzano l’occhio alla destra.

La cenerentola della serie A, il Benevento, sembrerebbe esser fuori dalla politica, sia attraverso la propria dirigenza del presidente Vigorito, sia tra i suoi tifosi.

Bologna, come un pò tutta l’Emilia-Romagna, è da sempre una roccaforte delle sinistra. In molti degli addetti ai lavori della società rossoblu hanno rivestito cariche politiche; dai presidenti agli allenatori ed ex calciatori come Renzo Ulivieri o la bandiera Carlo Nervo. Gli ultras Freak Boys rappresentano la frangia rossa più estremista.

Nel capoluogo della splendida Sardegna, Cagliari, attualmente la squadra non risulta legata a nessun schieramento politico. In anni non troppo distanti invece, sotto la gestione societaria di Massimo Cellino vi era una tendenza destrorsa ed addirittura facevano sentire il proprio peso il gruppo ultrà più schierato su posizioni neonaziste chiamati gli ex Furiosi.

La frazione di Verona, Chievo, non strizza l’occhio a nessuno in politica, nè come società calcistica nè come tifoseria nota soprattutto per la sua pacatezza e sportività.

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Stesso discorso fatto prima per il Crotone, dove non compaiono schieramenti pubblicamente dichiarati, anche se qualche leggero contatto con la sinistra del PD in anni recenti c’è stata, con il vice presidente Gualtieri che rifiutò di candidarsi a sindaco della città.

Firenze e la Fiorentina, hanno e tanto da raccontare per quanto riguarda il binomio calcio/politica. Molti sono stati i presidenti che hanno incarnato questa fusione, da Cecchi Gori ai Della Valle, oppure ex calciatori e grandi campioni come il brasiliano Socrates. Nelle curve viola l’orientamento politico è sempre stato di sinistra.

La Genova rossoblù del Genoa, ha da sempre una tifoseria radicata negli ambienti della vecchia sinistra di un tempo. Famosi sono i tanti gruppi ultrà legati a queste tradizioni, uno su tutti i Vecchi Orsi. In contraddizione con tutto ciò il presidente Enrico Preziosi, di cui si vocifera che nutra un’ammirazione sconfinata per Berlusconi; i due in passato hanno anche collaborato insieme su diversi affari privati.

L’Inter lega la sua storia calcistica e politica ad una simpatia senz’altro che di destra, a volte anche estremista. Dalla dirigenza Morattiana a molte frange dei gruppi ultrà organizzati rappresentano quest’estremo, come i Viking Ultras piuttosto che gli IRR. Tanti anche gli ex campioni che si sono affacciati al mondo politico; dal bomber turco Hakan Sukur o lo stesso El Jardinero Cruz, passando per Taribo West fino a Francesco Moriero.

La Juventus è di destra sia come società, sia in alcuni calciatori che hanno fatto la storia e sia nella tifoseria.
Tralasciando le presidenze Agnelli, legate inevitabilmente alla politica di un’Italia che si affacciava alla rivoluzione industriale, molti calciatori sia passati che presenti hanno tentato l’avventura politica (Tardelli, Tacconi) o sono legati ad un preciso orientamento destroide (Buffon, Del Piero). Gruppi ultrà che rappresentano la destra o estremismi xenofobi sono i Drughi, i Viking e gli Irriducibili.

Forse è la società calcistica di cui più si conosce la simpatia politica; la Lazio è destra, di quella estrema. Numerose le tifoserie organizzate come Banda Noantri, Eagles Supporters, CML e tanti altri i quali si riconoscono nelle ideologie spesso estreme come quelle fasciste. Il simbolo di questa ideologia fatta calciatore è Paolo di Canio, ex capitano biancoceleste autore di tanti episodi discutibili, il più famoso legato alla politica rimane il saluto romano fatto sotto la curva Nord, gesto del quale poi si è pentito. Da segnalare l’attuale candidatura del presidente Claudio Lotito per Forza Italia.

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Se dici Milan, non puoi non pensare a Silvio Berlusconi. L’ex presidente, più volte primo ministro italiano, è forse l’emblema del matrimonio tra calcio e politica. La sua presidenza, durata 30 anni ed oltre, oltre a numerosi successi sportivi ha prodotto forse come effetto la discesa politica di molti calciatori che hanno militato nella squadra rossonera. Si ricordano dapprima Rivera, Galli, Weah, Massaro per passare poi al georgiano Kaladze o al Re dell’Est Andriy Shevchenko fino al brasiliano Ronaldinho.
Gruppi ultrà si dividono equamente le ideologie tra sinistra e destra, dalle Brigate Rossonere alla più moderata Fossa dei Leoni, sciolta nel 2005, fino ai gruppuscoli di destra come Avanguardia, Commandos Tigre.
Per ultimo è degno di nomina l’ex amministratore delegato Adriano Galliani, candidatosi proprio nel partito del Cavaliere.

Napoli e la sua squadra vivono di territorialità, di una forte appartenenza partenopea piuttosto che di politica. Tra le tifoserie c’è abbastanza equità di pensiero, anche se esiste una tendenza più di destra che di sinistra. Il patron De Laurentis qualche tempo fa si definì intellettualmente di sinistra; tra gli ex calciatori che hanno poi tentato l’azione politica impossibile non citare Massimo Mauro e Beppe Incocciati, attaccante dell’epoca di Maradona attualmente candidato con Forza Italia.

Sulla sponda giallo-rossa del Tevere, la Roma oggi possiede una connotazione ben chiara sulla sua natura politica. E’ orientata a destra, spesso estremista con gruppi organizzati che si configurano in veri e propri partiti xenofobi e di deriva fascista. Tristemente nota la vicenda che vide coinvolto Daniele De Santis, l’ultras che uccise a colpi di pistola Ciro Esposito tifoso del Napoli. Fu condannato a 26 anni di carcere; i giornali in seguito pubblicarono una serie di foto del suo covo tappezzato di bandiere fasciste e murales a tema. Tra gli attuali calciatori, il capitano Daniele De Rossi è certamente legato a movimenti di destra, mentre di segno opposto par esser la leggenda romanista Totti.

Interessante anche la storia dell’altra squadra di Genova, i blucerchiati della Sampdoria. L’U.C. Sampdoria nasce il 12 agosto del 1946, dalla fusione fra le due società genovesi Sampierdarenese e Andrea Doria (precedentemente già unite per un periodo sotto le bandiere della Dominante e del Liguria, note squadre fasciste). Oggi la curva è equamente divisa tra fazioni politiche opposte l’una all’altra. Il funambolico attuale presidente Massimo Ferrero, è stato pizzicato alla presentazione di “Noi con l’Italia”, la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra.

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A Sassuolo, i neroverdi non dispongono di un bacino di utenza elevato (Sassuolo è una cittadina di appena 41 mila abitanti). La loro tifoseria pur annoverando diversi gruppi ultras organizzati, sembra esser tagliata fuori dall’appartenenza politica. In linea di massima la tendenza sembra esser più di destra, in contrasto però col patron Squinzi che appoggiò le politiche del PD di Renzi.

La Spal, squadra della città di Ferrara neopromossa in serie A quest’anno, porta con se una grande storia calcistica e di tifoseria. Fino agli anni Ottanta la curva estense era una delle più calde del Nord Italia; il loro stadio, il Mazza, era sempre pieno con uno spettacolo sul campo e sugli spalti degni dei miglior palcoscenici sportivi italiani. La loro fede politica tende a destra anche se molti ultras non sono schierati politicamente, come la dirigenza divisa fra la famiglia Colombarini e il presidente Walter Mattioli.

La Torino granata del presidente Urbano Cairo, affascinato da sempre dalla politica come egli stesso ha dichiarato, è destroide. All’interno della tifoseria presenti gruppi che ospitano frange anche estremiste e neonaziste come i Granata Korps e i Viking. Tra i giocatori, l’esterno offensivo Iago Falque dichiarò di aver appreso ideali di sinistra grazie alla madre ex senatrice socialista in Spagna.

Ci spostiamo nel Triveneto, dove l’Udinese si segnala anch’essa per la presenza di gruppi ultras organizzati di estrema destra. E’ bene annoverare l’episodio antisemita da parte degli Hooligans Teddy Boys, il gruppo guida della curva Nord del Friuli; tappezzarono la città di scritte minacciose contro il calciatore israeliano Ronny Rosenthal. La famiglia Pozzo che da trent’anni guida il club, non appare schierata politicamente.

Chiudiamo questa lunga carrellata con l’Hellas Verona, storica società legata al tifo estremista di destra. Tanti negli anni gli episodi dei moltissimi gruppi ultras xenofobi, fascisti e neonazisti (uno su tutti le Brigate Gialloblu, sciolte poi nel 1991 dopo 20 anni di attività) che si sono resi protagonisti con veri e propri show all’interno degli stadi italiani. Tutto ciò ha portato la squadra ed i propri supporters ad essere i più invisi dal panorama calcistico italiano. Di fede destroide anche la dirigenza, con il patron Maurizio Setti.

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