Emiliano Mondonico, Atalanta e Torino piangono il loro maestro

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui


Rimane nei cuori dei tifosi che lo hanno sostenuto, seguito e amato, Emiliano Mondonico ha lasciato ricordi indelebili nei sostenitori del Torino e dell’Atalanta, due società dove il tecnico della provincia di Cremona che con la sua simpatia e con la tenacia che l’hanno sempre contraddistinto ha insegnato calcio e idee semplici ovunque si è recato. 7 anni di lotta contro un male che è stato più forte di lui e che lo ha fatto spegnere a 71 anni, pochi, troppo pochi per un allenatore ricordato da tutti per il gesto della sedia nella finale Uefa Torino Ajax del lontano 1992, quando l’allora coach del Torino solleva una sedia in aria per protestare contro l’arbitro. Tale gesto è divenuto nell’immaginario collettivo il simbolo della protesta contro le ingiustizie, quelle stesse ingiustizie che tolgono un uomo ‘buono’ dal mondo.

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“Il calcio mi dà la forza di per continuare la sfida” è la frase che ripeteva ai giornali, ai tifosi e soprattutto a se stesso epr lottare contro il cancro, malattia funesta che spesso non lascia scampo ma che ha trovato sulla sua via un uomo forte e in grado di fermarlo per ben sette anni. Varie operazioni, molte terapie, una vera e propria guerra di logoramento che ha visto il buon Emiliano soccombere, ma a testa alta, dimostrando che non sarebbe stato facile portarlo via dal calcio, gioco che ha amato e che ha insegnato ad amare al di là della maglia che si indossa o del tifo che si fa.

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