Inter, Ronaldo accusa: “Ai miei tempi ho combattuto contro un sistema corrotto”

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: FC Internazionale Milano fans show their support prior to the Serie A match between FC Internazionale and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on November 5, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images )

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Una bordata al veleno per rivendicare i torti subiti dalla sua Inter, emersi più tardi con Calciopoli. Come ai bei tempi Ronaldo punta l’avversario in velocità e spara in porta senza pietà nella notte delle stelle nerazzurre, che elegge i primi 4 campioni della Hall of Fame in coincidenza con i 110 anni del club meneghino. Giacca e cravatta, sorriso smagliante e dentoni di ordinanza, il Fenomeno – che fa parte del poker di lusso con Zenga, Zanetti e Matthaeus – abbraccia Gigi Simoni e ripensa al giallo dello scudetto 97-98, quello del famoso rigore non concesso da Ceccarini nel match decisivo con la Juventus. Fuoco alle polveri: “Mister, non abbiamo vinto in quel tempo per la fase storica in cui eravamo, per tutto quello che c’era fuori”.

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Ma è solo il prologo. A fine serata, con microfoni e taccuini schierati, Ronnie rincara la dose: “Ai miei tempi meritavamo di più, ma abbiamo dovuto combattere con un sistema corrotto che poi tutti hanno scoperto”, le dichiarazioni al curaro che, difficilmente, passeranno inosservate dalle parti di Torino. Le ferite provocate da Calciopoli non si sono mai rimarginate dal 2006, l’anno dell’esplosione dello scandalo, che ha scavato un solco profondo tra Juventus e Inter. Bianconeri contro nerazzurri, accuse e controrepliche, veleni e carte bollate, scudetti revocati e titolo di cartone, la serie B e i prescritti: una storia infinita. Una rivalità storica sfociata in astio puro.

Ronaldo quel campionato non l’ha mai digerito. In quel “si vergogni” urlato da Simoni a Ceccarini c’era tutta la rabbia di un’Inter che si sentiva defraudata dello scudetto, tutta la delusione del Fenomeno che si sentiva beffato dopo un’annata monstre, irripetibile, tra gol a grappoli e magie a ripetizione. Un Ronaldo così non si è più rivisto. E forse, anche per questo, il rammarico è forte, anzi più passa il tempo e più aumenta. Il brasiliano è ancora lì al Delle Alpi, a quell’impatto con Iuliano, sperando di sentire il fischio dell’arbitro che indica il dischetto. 20 anni fa, tondi tondi. Ronnie vorrebbe rigiocare quel maledetto LazioInter del 5 maggio 2002, scudetto buttato alle ortiche e raccolto, guarda un po’, dalla Juve. Non lo dice, ma la sensazione è che se potesse rigiocherebbe anche JuventusInter, 26 aprile 1998. L’inizio di tutto. O la fine. Dipende dai punti di vista.

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