La conferenza stampa di presentazione di We Love Football

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui


Il 28 Marzo alle 12:30, nel palazzo della Regione di Bologna è andata in scena la conferenza stampa di presentazione della terza edizione di We Love Football.

La terza edizione di We Love Football

Cos’è We Love Football? E’ il torneo  Under 15 più famoso ed importante a livello internazionale. Quella di quest’anno è un’edizione sempre più oltre confine, sui campi di Bologna si sfideranno 24 squadre provenienti da otto nazioni diverse. Società prestigiose come Ajax, Juventus, Inter ed Everton, società che arrivano dall’altra parte del mondo come i Montreal Impact, il Flamengo, il Palmeiras  e i giapponesi dello Shonan Bellmare.

Alla consueta conferenza stampa di presentazione, hanno preso parte Marco Antonio De Marchi, Claudio Fenucci, Stefano Bonaccini e Don Massimo Vacchetti.

Il primo a prendere parola è l’ideatore di We Love Football, Marco Antonio De Marchi: “Noi adulti siamo d’esempio per i più piccoli ed è per questo che la nostra impronta è fondamentale per i giovani campioni. Posso finalmente dire che dopo due anni di corte serrata, quest’anno al torneo partecipa la squadra del presidente Mr. saputo, i Montreal Impact. Oltre ai canadesi, quest’anno al torneo arriva anche una delle realtà più famose nel calcio internazionale, il Flamengo. Inoltre, non vedo l’ora che arrivino i giapponesi dello Shonan Bellmare per poter dare ancora più lustro al torneo. Mi sento in debito con questa città che mi ha dato tanto sia a livello professionale che personale ed è per questo che ho scelto Bologna come sede del torneo.”

Dopo De Marchi, a parlare è il Presidente della Regione Stefano Bonaccini: “Mi fa particolarmente piacere ospitare in regione la presentazione di We Love Football, un torneo che coinvolge ragazzi e ragazze adolescenti che promuove comportamenti e stili di vita sani e corretti per costruire generazioni solidali, baluardo delle nostre comunità. Lo stesso spirito che ci ha spinto come Regione a tornare a investire nello sport finanziando con 20 milioni di euro l’ampliamento, la riqualificazione e la realizzazione di nuovi impianti”.

Prende parola Don Massimo Vacchetti, incaricato diocesano per la Pastorale dello Sport:“Mi ha colpito lo slogan “NAti per segnare”, noi davvero siamo nati per segnare? Noi siamo nati per CONSEGNARE e Marco (De Marchi) vuole consegnare alla città quello che la città a consegnato a lui. Pensate come centinaia di ragazzi verranno SEGNATI da questa fantastica esperienza, sia di squadra che individuale. Ha colpito molto la morte di Astori, per la sua modestia in grado di lasciare il SEGNO. Siamo nati per ASSEGNARE, Dio assegnò ad Adamo ed Eva il compito di assegnare nomi alle cose che scoprivano. Nel calcio, un mister da un ruolo, assegna un ruolo”.
Oltre al torneo, Don Massimo si lascia andare qualche battuta anche sul Bologna e su Mattia Destro: “Siamo nati per segnare, siamo nati per fare centro. Mattia Destro a Ferrara non ha fatto centro e cosa abbiamo detto? Non tutto si può dire… (tutti ridono) Che peccato, se avesse fatto centro era meglio. Peccato, parola che vuol dire abbiamo mancato il bersaglio”.
Non solo calcio per Don Massimo: “Oggi è il 16 Marzo, esattamente 40 anni fa veniva rapito Aldo Moro e oggia siamo qui proprio in via Aldo Moro. La colpa di Moro fu quella di voler far parlare due mondi diversi, la sua colpa era abbattere le disuguaglianze”.

Chiude la mattina l’Amministratore Delegato del Bologna, Claudio Fenucci: “Abbismo subito spostato il progetto We Love Football e volevo complimentarmi per la crescita effettuata in due anni. Il lavoro dei settori giovanili è quello di portare avanti progetti di formazione. Il nostro volere è provare a creare giocatori ma soprattutto degli uomini. Il torneo ospita squadre top, quest’anno ci sono anche i nostri fratelli/cugini del Montreal Impact. Ci auguriamo che questa edizione sia sempre migliore rispetto a quella precedente. L’aspetto tecnico non è prevalente ma è importante per confrontarsi contro realtà diverse.”
Fenucci si sofferma anche sulla politica del calcio: “Lo Sport cresce se ci sono impianti adeguati e questo avviene anche grazie al governo. Il Ministro ha fatto la sua parte con una legge adeguata sugli impianti sportivi, una legge che prova a porre rimedio sull’arretratezza sociale italiana”.

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