Milan, Andrea Conti di nuovo KO. La tormentata storia recente della fascia destra rossonera

Pubblicato il autore: Stefano Cabrini Segui


Andrea Conti
ha terminato anzitempo la sua stagione che purtroppo non era mai iniziata. L’ex atalantino, sorpresa della scorsa stagione  nei giovani terribili guidati da Gasperini doveva essere il terzino destro del futuro, nonostante l’ottima stagione disputata dall’ormai titolare Davide Calabria.
Quest’anno al posto proprio dell’infortunato Conti, titolare solo nei preliminari di Europa League e nelle prime due di campionato, si sono alternati Calabria (che ha scalato le gerarchie), Abate e il volenteroso ma adattato Fabio Borini (acquistato in estate come attaccante).

Facendo un ampio passo indietro con dati alla mano, possiamo considerare che dopo Mauro Tassotti, il Milan non ha mai avuto un vero e proprio titolare come terzino destro che abbia saputo dare continuità nel corso di molti anni.
Il suo erede naturale sulla carta era già in casa: Christian Panucci che partito come sua alternativa nel 1993 dopo buone prestazioni e qualche gol importante (nel derby e doppietta in Champions League contro il Salisburgo) è incappato nei suoi limiti caratteriali che lo hanno portato allo scontro con Capello e nel Sacchi-bis 1997 che segnò la fine della sua avventura rossonera.

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La fine del secolo non fu certo tra i più felici calcisticamente per il Diavolo, come terzini destri si sono alternati con molta sfortuna Reiziger, Cardone ed addirittura il croato Dario Smoje.
Risultato migliore non toccò nemmeno al danese Helveg che arrivato dall’Udinese sotto l’ala protettiva del neo tecnico Zaccheroni incappò in molte prestazioni poco sufficienti.
Arrivò il turno di Cosmin Contra, ricordato soprattutto per il gran derby e la rissa con Davids in un Milan-Juventus trofeo Tim 2002. Conseguenza: cessione immediata e senza rimpianti.
Ancelotti sperimentò per tutta la stagione Simic, anche se come terzino destro in finale di Champions League contro la Juventus giocò addirittura Costacurta dopo un’intera carriera calcistica giocata come difensore centrale.

Nel 2003 arrivò a parametro zero Marcos Cafù, capitano del Brasile campione del mondo: buone prestazioni ma ormai vicino al ritiro calcistico non ha saputo dare quella continuità nel corso degli anni. Il suo posto lo prese Massimo Oddo, tornato alla base dopo un lungo tira e molla con il presidente della Lazio Lotito. Nonostante il rendimento non del tutto sufficiente, giocò titolare nella finale di Champions League del 2007 vinta contro il Liverpool.

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Il ricordo più bello e divertente legato all’attuale allenatore dell’Udinese fu nel 2011 per festeggiare il campionato vinto con Allegri quando fece un giro di campo con i capelli pieni di shampoo.
Da ricordare per la rubrica “Meteore” un regalino di Mino Raiola: quel Felipe Mattioni che collezionò solo 1 presenza nel 2009 a fine partita contro il Catania.
Ignazio Abate protagonista di un ottimo campionato vinto nel 2011 ha dimostrato di essere un serio professionista, ma forse non all’altezza di una maglia così importante. I tifosi li attribuiscono spesso la non abilità nel cross, strumento indispensabile per un giocatore di fascia e molti errori commessi soprattutto in due derby.
Discorso quasi simile per Mattia De Sciglio, appena passato alla Juventus dopo la decisione di non rinnovare il contratto. Partito con buone prospettive, ha continuato ad inanellare prestazioni negative, vittima della sua insicurezza.La storia recente porta come accennato al prodotto del vivaio rossonero Davide Calabria in rampa di lancio, che sia davvero lui il terzino destro del futuro per molti anni?
I tifosi del Milan se lo augurano, ma un coro riecheggia in molte case di “vecchi” tifosi: “Tasso,è tutto un altro passo”

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