Milan, è Gattuso mania. Tutti lo esaltano e lui: “Non sono nessuno”

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 30: Manager of AC Milan Gennaro Gattuso gestures during the serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on December 30, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

E’arrivato al Milan a fine novembre 2017 a guidare la prima squadra, ma qualche risultato negativo ne aveva messo in discussione il suo operato. Secondo la critica Gennaro Gattuso non aveva l’esperienza giusta per rilanciare una squadra partita con grandi ambizioni, ma che poi si è trovata con un decimo posto in classifica, posizione che di certo non rispecchiava il suo valore tecnico.

Dal 27 dicembre dello scorso anno, ecco la svolta. Dalla vittoria nel derby contro l’Inter, in Coppa Italia, la crescita del Milan sul piano del gioco e dei risultati è stata lampante e, in campionato, rossoneri ora si ritrovano al sesto posto in graduatoria a soli sette punti da quel quarto posto che lo farebbe ritornare in Champions League, dopo quasi un lustro di assenza. Altre soddisfazioni poi in Coppa Italia con la finale raggiunta meritatamente dopo il doppio confronto con la Lazio. Ieri sera, ci sono voluti quattordici calci di rigore per battere la Lazio e consegnare al Diavolo la qualificazione a una finale di grande fascino contro la Juventus per dare l’assalto ad una coppa nazionale, che nella Milano rossonera, non si vede da ben 15 anni.

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Siamo riusciti a passare il turno, contro una squadra fortissima, che segna tantissimo, sopratutto in casa – spiega Gattuso a fine partita –  il suo punto di forza è la qualità dei singoli, e la buona disposizione tattica”. Su Ciro Immobile, i ragazzi, sono stati bravissimi e non concedergli spazi in profondità, arrivando sulla palla prima di lui”. Sapevamo bene, che non saremmo venuti qui in vacanza, per guadagnarci questo importantissimo traguardo, bisognava soffrire e lo abbiamo fatto”. 

“Ringhio” entra in tackle scivolato su chi gli chiede del suo futuro sulla panchina rossonera:”Con la stagione che ora entra nel vivo, non mi sembra il momento adatto, per parlare del rinnovo contrattuale, ma se la società mi vuole, io resterò qui a vita! questa è casa mia, altrimenti vado ad allenare la Gallaratese, nei campi di periferia, non c’è problema, non ho alcuna paura di mettermi in discussione, non sono nessuno! non ero un fenomeno prima, non sono un brocco adesso, bisogna fare tanta gavetta, per allenare una squadra storica e vincente come questa, mi ritengo un uomo fortunato, a soli 40 anni, mi è stata data un’opportunità incredibile”.

Infine, Gattuso chiude parlando dei due prossimi avversari che attendono il Milan, il derby con l’Inter e poi l’Arsenal, senza dimenticare il suo predecessore Vincenzo Montella :” Una partita per volta, domenica sera, c’è il derby, abbiamo poco tempo per prepararlo, se riuscissimo a vincere, per noi si potrebbero aprire scenari affascinanti, dopo penseremo all’Arsenal, che è comunque una sfida prestigiosa. Io credo che un pò di meriti Vincenzo Montella debba averli, è stato lui a mettere assieme questo gruppo insieme alla società e in fase di palleggio, c’è la sua impronta, io ho portato solo qualcosa di mio, in questa squadra”. 

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