Milan, Donnarumma-Reina: altro dualismo portieri in casa rossonera?

Pubblicato il autore: Stefano Cabrini Segui
during the Serie A match between AC Milan and Spal at Stadio Giuseppe Meazza on September 20, 2017 in Milan, Italy.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Josè Manuel, conosciuto come “Pepe” Reina sta effettuando ora le visite mediche per vestire da luglio la casacca rossonera: come primo portiere o come secondo di lusso?
L’ex Liverpool che a fine agosto compirà 36 anni percepirà un ingaggio sui tre milioni all’anno, pronto già un biennale con opzione per il terzo: contratto un po’ oneroso per essere il secondo portiere ma fino a prova contraria (con Mino Raiola è tutto imprevedibile) Gigio Donnarumma dovrebbe (condizionale sempre d’obbligo) essere il primo portiere del Milan 2018/2019. Sana alternanza o puro dualismo.? Pepe ha in più una grandissima esperienza a livello europeo, bravo con i piedi, cosa abbastanza rara per un estremo difensore e molta serietà professionale; Gigio dal canto suo risponde con la sua giovanissima età (17 anni in meno del collega) e grandissimi margini di miglioramento.

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La società rossonera negli ultimi due decenni non è nuova a quest’ultima possibilità, ossia quando i primi due portieri dovrebbero partire sullo stesso livello ed equivalersi.
Sul finire dell’era Sacchi ci fu la prima concorrenza interna per la maglia numero uno, quando la numerazione andava ancora dall’uno all’undici: i protagonisti furono Giovanni Galli ed il compianto Andrea Pazzagli, risolto a favore del primo in campionato ed il secondo nelle coppe.
Arriva il turno di Sebastiano Rossi che per tutto il decennio degli anni ’90 manda in panchina ogni dodicesimo uomo gli venga messo vicino, partendo da Francesco Antonioli, Mario Ielpo, Angelo Pagotto, Massimo Taibi e il tedesco Jens Lehmann.

Sul finire del secolo perde però testa (gesto violento nei confronti di Bucchi) e posto a favore del giovane Christian Abbiati, partito durante la prima stagione di Zaccheroni addirittura come terzo portiere.
Proprio il prodotto del settore giovanile del Milan negli anni 2000 fu un altro protagonista di dualismi interni con il brasiliano Nelson Dida , prima perso nella stagione della Champions League 2003, poi vinto nel corso dell’ultimo anno di contratto del carioca.
Negli anni di prestito di Abbiati nelle stagioni alla Juventus, Torino ed Atletico Madrid, furono probabilmente gli unici a conferire la piena titolarità di Nelson Dida contro l’australiano ex Perugia Kalac, relegato sempre come secondo. Dal 2009 in poi Abbiati manterrà fisso il suo posto tra i pali vincendo anche uno scudetto con Allegri fino all’arrivo dell’ex Real Madrid Diego Lopez.

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Stagione 2015/2016: i portieri in rosa sono tre: Abbiati, Lopez ed un rampante sedicenne Gianluigi Donnarumma che manda in panchina ed in tribuna i suoi colleghi più esperti.
Il resto è storia recente con Gigio indiscutibilmente primo portiere con riserve il fratello Antonio ed il quarantenne Marco Storari. Se il diciannovenne campano dovesse trasferirsi al PSG o in un’altra squadra blasonata, potrebbe riaprirsi un nuovo corso portieri in casa Milan: il primo esperto e di grande affidamento (Reina), affiancato da un portierino di sicuro avvenire ma inesperto come potrebbe essere Guarnone spesso aggregato in questa stagione, il 2001 della Primavera Soncin o il ritorno dal prestito alla Ternana di Alessandro Plizzari, diciottenne già sponsorizzato da Berlusconi l’anno scorso.
Negrisolo, Vecchi e Magni, gli ultimi preparatori dei portieri rossoneri: complimenti avete fatto un ottimo lavoro!

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