Milan, la rivoluzione di Rino Gattuso

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 30: Manager of AC Milan Gennaro Gattuso gestures during the serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on December 30, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Quando il 27 novembre dell’anno scorso la società di Via Aldo Rossi decise di affidare la guida tecnica della squadra a Rino Gattuso furono in tanti a storcere il muso. Pur ricordando con affetto l’attaccamento di “Ringhio” ai colori rossoneri, i tifosi non erano entusiasti perché, guardando la carriera di Gattuso da allenatore, erano poche le esperienze positive. Le varie avventure sulle panchine di Sion, Palermo, Creta e Pisa non erano state sicuramente esaltanti.
Anche l’esordio, con il pareggio del Benevento al Meazza all’ultimo secondo di recupero con il gol di testa del portiere avversario su calcio d’angolo, non era stato incoraggiante.
Oggi, però tutti strabuzzano gli occhi sia per le 6 vittorie su 7 partite sia per il gioco diventato da asfittico a spumeggiante e vigoroso.

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La rivoluzione di Rino Gattuso: cambio modulo e mentalità

Ma cosa ha fatto Gattuso per operare un cambiamento così radicale nel rendimento del Milan? Abbiamo fatto un confronto tra le formazioni di Milan-Roma del 1° ottobre 2017, finita 0-2 per la Roma con Montella in panchina, e di Roma-Milan del 25 febbraio di quest’anno, finita 0-2 per il Milan con Gattuso in panchina.
La formazione con la quale Montella schierò i rossoneri il 1° ottobre con il modulo 3-5-2 era composta da Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli; Borini, Kessie, Biglia, Calhanoglu, Rodriguez; Andrè Silva, Kalinic.
Gattuso, il 25 febbraio 2018, ha fatto scendere in campo con il 4-3-3 Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone, Calhanoglu.
Dal confronto tra le due formazioni, salta evidente il passaggio dal 3-5-2 di Montella al 4-3-3 di Gattuso. Ma non solo: rispetto a Montella Gattuso ha riservato un posto fisso in difesa a Calabria, mentre Musacchio è spesso relegato in panchina, Rodriguez ha più compiti difensivi, Calhanoglu compiti più offensivi e Cutrone ha scalzato sia Andrè Silva sia Kalinic nella formazione titolare.
Ne è venuto fuori un Milan non solo più aggressivo, ma anche qualitativamente superiore con Suso e Calhanoglu pronti a inventare per le conclusioni personali o per le finalizzazioni per Cutrone.
Il centrocampo accoppia la fantasia di Bonaventura alle geometrie di Biglia ed al dinamismo di Kessie.
Il tutto è poi condito dalla grinta che dalla panchina Gattuso trasmette ai giocatori in campo. E qui subentra il cambio di mentalità: raramente con Ringhio si è visto un Milan giocare per conservare il risultato o timoroso di perdere. I rossoneri scendono sempre in campo per vincere e per tentare di fare felici i propri tifosi

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