Napoli, arrestato un ex difensore per tentato omicidio aggravato

Pubblicato il autore: Michela Santoboni Segui


NAPOLI, EX DIFENSORE ARRESTATO – Napoli, arrestato l’ex difensore Massimo Russo per tentato omicidio aggravato. L’ex giocatore partenopeo è stato bloccato dalla polizia nel pomeriggio del 26 marzo ed accusato di aver accoltellato i fratelli Gennaro e Carmine Saltalamacchia in via Miroballo al Pendino. Fermati Giovanni e Massimo Russo, rispettivamente 52 e 37 anni, responsabili come riporta Ilmattino.it, di concorso in tentato omicidio aggravato. La causa dell’aggressione sarebbe riconducibile ad un litigio scoppiato, pare, per motivi passionali. I due fratelli aggrediti, nipoti del ras detenuto Eduardo Saltalamacchia, erano stati trasportati al San Giovanni Bosco e al Loreto Mare e operati d’urgenza; ricoverati in prognosi riservata, al momento non sarebbero pericolo di vita. Giovanni e Massimo Russo, zio e nipote, con il secondo fidanzato con la figlia del primo, sono stati incastrati da alcune immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, visionati dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli.

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QUEL PASSATO AL NAPOLI – Massimo Russo, in particolare, ha un passato nel calcio professionistico. Fu terzino del Napoli nella stagione 2002-2003, prima di essere vittima di un grave infortunio. Dopo aver superato il peggio era tornato in campo ed ha indossato le maglie di Como, Avellino, Torres, Crotone, Paganese e Benevento. Nel 2015, approdato al Procida, ebbe una lite con un controllore di un autobus di linea causata dal fatto che, con alcuni suoi compagni, il giocatore non aveva obliterato il biglietto. Anche in quel caso, il malcapitato era finito in ospedale per un violento colpo al volto.

TUTTI I GUAI DEL CALCIO – Massimo Russo non è il solo ad avere guai con la giustizia. Un altro ex Napoli ad aver fatto i conti con le manette è Andrea Dossena. Arrestato a Londra nel 2015, la notizia fu data dal Liverpool Echo e rilanciata dal tabloid Mirror. Il 33enne ex giocatore di Napoli e Liverpool, fu accusato di taccheggio ad Harrods, il celebre grande magazzino di lusso londinese. Dieci chilogrammi di cocaina purissima, del valore di circa tre milioni di euro furono invece trovati dai militari della GdF di Casalnuovo  nella casa dell’ex calciatore professionista Giovanni Ianuale. L’ex giocatore aveva militato nel Napoli nella stagione 1986-1987, ma aveva poi solcato prevalentemente i campi di B e C.

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Tra i più celebri anche Fabrizio Miccoli, accusato di estorsione e Paul Gascoigne, ex giocatore della Lazio passato alla cronaca più per i suoi gesti folli che per quelli sportivi. Danneggiamento, aggressione, possesso di stupefacenti le accuse più gravi. Infine il Bunga Bunga di Ribery e Benzema, la cui giustizia ha ancora un conto aperto. I due rischiano 3 anni, ma per il momento la loro carriera professionale è salva. Incredibile, al limite dell’umano, la vicenda di Breno l’incendiario: l’ex calciatore, in preda ad una post-sbornia, diede fuoco alla sua villa a Monaco. La sua casa bruciò, la carriera finì. Ed è uscito solo nel 2016. Fuori dal contesto dei calciatori, ma non da quello del calcio, c’è Claudio Lotito che ebbe un’esperienza travagliata all’età di 35 anni, quando fu accusato di aver truccato appalti miliardari con la sua impresa di pulizie: un affare da ben 27 milioni. Prima, ovviamente, di diventare Presidente della Lazio.

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