Roma, Pallotta no limits: “Distruggerò le radio romane. Il nuovo Totti? Lo trovo con un software”

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui
ROME, ITALY - MARCH 02: AS Roma President James Pallotta looks on during the Serie A match between AS Roma and Juventus FC at Stadio Olimpico on March 2, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews


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Pallotta è un fiume in piena contro l’informazione sportiva a Roma. Ad una conferenza di analisi sportiva tenutasi a Boston qualche giorno fa, il presidente giallorosso si è scagliato contro le radio romane: “Non sopporto il fatto che critichino costantemente quello che io e la società facciamo. Dobbiamo avere la possibilità di spiegare il nostro operato, per questo abbiamo fondato una nostra radio tematica”. Pallotta lancia poi una “minaccia” alle varie emittenti radiofoniche romane: “Ci sono nella Capitale nove radio, due le ho già mandate in bancarotta, adesso mancano le altre sette”. Un’affermazione che manda su tutte le furie gli operatori mediatici di Roma e che ne incrinerà ulteriormente il rapporto con Pallotta, a conferma dell’ambiente ostile intorno al numero uno giallorosso.

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Inoltre, sempre a margine della conferenza, il magnate americano, interrogato sui progetti della sua squadra, torna sulla questione stadio:Mi auguro che l’impianto per la Roma sia pronto nel giro dei prossimi due-tre anni. Sarà fondamentale per competere in termini di ricavi con i top club europei”. Lo stadio della Roma sarà un impianto polivalente: “Ho in mente di portare anche le gare di college football americano” ,aggiunge Pallotta, che ha in mente anche un’idea geniale quanto bizzarra: “Ci sarà anche il Papa nel nuovo stadio, a lanciare la monetina per l’inizio degli incontri”. Infine, da buon americano, il patron giallorosso vuole lanciare una nuova frontiera dello scouting: Stiamo cercando i campioni del futuro, i nuovi Totti, Messi, Cristiano Ronaldo, attraverso l’utilizzo del machine learning, un software che ci permette di monitorare le prestazioni di oltre 6000 giovani calciatori. Si tratta di un progetto in via di sviluppo, ma che ha avuto già grande successo quando acquistammo i Boston Celtics”.

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