Atalanta-Inter e i sogni d’Europa: analisi tattica del posticipo della 32esima giornata di Serie A

Pubblicato il autore: Giacomo Aloise Segui
during the Serie A match between FC Internazionale and UC Sampdoria at Stadio Giuseppe Meazza on October 24, 2017 in Milan, Italy.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Atalanta-Inter poteva essere un trampolino di lancio per una delle due squadre in ottica Europa; l’Inter ha perso la grande occasione di poter guadagnare punti importanti sfruttando il derby di Roma, e l’Atalanta non è riuscita ad avvicinarsi in maniera significativa al Milan.
Spalletti deve rinunciare all’infortunato Vecino e allo squalificato Brozovic in mediana, affidandosi a Borja Valero e Gagliardini con Rafinha libero di galleggiare tra le linee. Cancelo gioca da esterno alto al posto di Candreva, con D’Ambrosio e Santon terzini.
Gasperini si affida al 3-4-1-2 con Gomez e il giovane Barrow in attacco supportati da Cristante.

L’Atalanta adotta subito un atteggiamento aggressivo, pressando alta l’Inter, e crea subito un’occasione clamorosa con il Papu Gomez che si trova libero di battere Handanovic dopo un triangolo con Cristante ma manda a lato. Tutto il primo tempo dell’Atalanta sarà dettato da un pressing asfissiante, con i centrocampisti che aggrediscono subito Borja Valero e Gagliardini, e Masiello che va a prendere Rafinha quando riceve palla tra le linee impedendogli i girarsi e costringendolo ad un appoggio innocuo o a forzare la giocata. L’Inter soffre soprattutto sulla corsia di destra, con Gomez che si ritrova spesso in una situazione di uno contro uno con il rispettivo marcatore e Cancelo che fa fatica a trovare la posizione. Il baricentro alto dell’Atalanta mette in difficoltà la squadra di Spalletti, costretta a velocizzare le giocate sbagliando spesso gli appoggi, come accade al 18esimo del primo tempo quando Cancelo perde palla, Barrow attacca la profondità e viene innescato centralmente ma spara addosso ad Handanovic.
L’Inter fa fatica a costruire, Borja Valero e Gagliardini hanno difficoltà a giocare in verticale, l’Atalanata copre bene il campo e crea molta densità al centro, ma allo stesso tempo in fase di possesso palla riesce a dare ampiezza alla manovra, con Hateboer e Gosens che accettano gli uno contro uno che si creano con i rispettivi avversari sugli esterni.

Icardi tocca pochi palloni, è troppo solo e per i centrali della Dea è facile controllarlo, ma è da un suo movimento che al 30esimo nasce una grande occasione per l’Inter: Gomez mette un cross teso dalla sinistra, sulla girata di testa di Barrow Handanovic compie un miracolo e sul successivo ribaltamento di fronte Icardi si abbassa di 25 metri andando a prendere un pallone sulla sinistra; il centrale dell’Atalanta è costretto a seguirlo, creando così spazio per l’inserimento di Rafinha che avviene con i tempi giusti; giusta anche la palla per Perisic che però si fa parare il tiro da Berisha.
È da una situazione simile che l’Inter ha la possibilità di passare in vantaggio a fine primo tempo, sempre con Perisic. È ancora un movimento a venire incontro di Icardi a liberare lo spazio centralmente per l’esterno croato che viene innescato da una palla in verticale di Gagliardini, ma sbaglia a tu per tu con Berisha.
Di fondamentale importanza sono stati i movimenti di Barrow, bravo ad attaccare la profondità inserendosi tra Skriniar e Miranda, allungando la squadra e permettendo ai centrocampisti atalantini di salire rapidamente a portare pressione sui tentativi di costruzione del gioco dell’Inter, impedendo a Borja Valero e Gagliardini di ricevere palloni facili da gestire e costringendoli spesso ad appoggiarsi ai difensori, trovando bloccate le linee di passaggio. Perisic è stato il più pericoloso dei suoi,  riuscendo ad eludere il pressing dell’Atalanta grazie ai suoi inserimenti centrali e costringendo uno dei centrali difensivi a seguirlo, spaccando così la linea.

Il secondo tempo inizia con un cambio nelle fila bergamasche, con Cornelius che sostituisce Barrow, ma l’approccio dell’Atalanta resta invariato. Cornelius permette un gioco diverso agli uomini di Gasperini: non attacca la profondità come Barrow, ma viene incontro sui lanci lunghi dei compagni, costringendo uno tra Miranda e Skriniar a seguirlo, consentendo a Cristante e Freuler di attaccare lo spazio che si crea, un po’ come fatto nel corso del primo tempo da Icardi e Perisic. L’Inter costruisce un’occasione da gol ancora sull’asse Perisic-Icardi, vanificata da un miracoloso recupero di Hateboer sul croato. I centrocampisti atalantini provano a mantenere alto il baricentro, riuscendo a palleggiare fino ai 25 metri dell’Inter, con Borja Valero e Gagliardini che non riescono a fare da filtro. La Dea è più attiva sull’out di destra, con Hateboer che in un paio di occasioni sfila dietro a Santon. Questa situazione nasce dalla superiorità numerica che la squadra di Gasperini crea con i centrocampisti sulla trequarti avversaria: Cornelius gioca più vicino a Cristante rispetto a quanto fatto da Barrow, costringendo l’esterno dell’Inter ad accentrarsi per portare pressione e lasciando così Hateboer libero di sfilargli dietro.

Nel secondo tempo l’Inter gioca più palloni, soprattutto a destra, dove Cancelo sfida spesso con successo Gosens nell’uno contro uno. La crescita dell’Inter coincide con il calo fisico dell’Atalanta che alleggerisce il pressing abbassando il proprio baricentro, lasciando più libertà di impostare il gioco ai centrocampisti dell’Inter. Al minuto 71 Eder sostituisce Rafinha ed ha subito un impatto positivo sull’incontro sfiorando il gol su punizione. L’Inter alza il ritmo, e i movimenti di Eder mettono in difficoltà i difensori dell’Atalanta: l’oriundo parte più vicino ad Icardi rispetto a Rafinha, ma svaria su tutto il fronte d’attacco andando a creare costantemente superiorità numerica sull’esterno.

L’Atalanta ha giocato un primo tempo di ottima fattura, costringendo l’Inter a commettere molti errori in fase di costruzione di gioco a causa di un pressing coordinato, e riuscendo a creare situazioni di superiorità numerica sull’out di sinistra, dove Cancelo lasciava spesso solo D’Ambrosio; l’Inter resta a secco di gol per la quarta partita consecutiva, con un Icardi molto lontano dalla porta e ben controllato dai centrali atalantini.
Miranda da un lato e Masiello dall’altro hanno giocato una grande partita; il brasiliano, specialmente nel secondo tempo, ha giganteggiato vincendo tutti i duelli con Cornelius, mentre il difensore atalantino è stato abile nel pressare Rafinha impedendogli di giocare in verticale o di puntare la porta con percussioni centrali. La partita è stata preparata in maniera efficace da Gasperini, bloccando le fonti di gioco dell’Inter e costringendo Icardi a galleggiare lontano dalla porta per ricevere palloni giocabili.

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