Juventus, Buffon: "Fischi ingenerosi. I tifosi devono starci vicini"

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Al termine del match vinto per 3-1 contro il Milan, il portiere e capitano della Juventus, Gianluigi Buffon, ha parlato ai microfoni di Premium Sport soffermandosi in primo luogo sui fischi che durante il match hanno accompagnato i bianconeri, ma soprattutto Sami Khedira, poi dimostratosi decisivo con un gol e un assist. Partendo, però, dall'importanza della vittoria ottenuta ieri sera contro i rossoneri, grazie alla quale la squadra di Allegri ha avuto modo di allungare nuovamente sul Napoli -ora a 4 lunghezze dalla Juventus-, fermato dal Sassuolo sull'1-1, Buffon ha mantienuto un profilo basso: "Svolta? No, eravamo primi e lo siamo rimasti. E' cambiato soltanto il margine di vantaggio, ma senza dubbio è stata una partita molto importante. Al di là dei tre punti, solo squadre solide riescono a battere un avversario come il Milan".

Poi il capitano della Juventus ha rimproverato l'atteggiamento tenuto dai tifosi durante il match, invitandoli a cambiare spartito in occasione del match di martedì contro il Real Madrid: "Per martedì vorrei esortare la gente a starci vicino. Voglio sentire il calore dello juventino vero. Dopo tante vittorie magari alla prima difficoltà si mugugna o si fischia. Ma una squadra come questa, dopo tutto quello che ha dato, va fischiata solo dopo 80 minuti veramente triviali. Penso a Khedira, ma vale per tutti: abbiamo bisogno di sostegno incondizionato”.

Ancora, Buffon ha continuato sul trattamento riservato a Khedira per quasi tutto l'arco del match: "Uno come Sami a prescindere da come sta giocando non va mai fischiato. E’ un giocatore di una professionalità incredibile che ha dato tantissimo. Indossa la maglia che tutti noi amiamo e la Juve ha vinto anche grazie a lui. Non è che perchè al ventesimo del primo tempo siamo in difficoltà si deve prendere le distanze da noi. Bisogna stare insieme”.

Di tutt'altro avviso il pensiero di Buffon sui fischi che lo Stadium ha riservato all'ex difensore bianconero, Bonucci: "Per Leo penso che i fischi fossero inevitabili. Penso che se lo aspettasse anche lui. Credo che queste manifestazioni di dissenso facciano parte di un canone di civiltà che va accettato. Probabilmente Bonucci voleva entrare di nuovo in una foto con tutti noi quattro insieme. Leo non aveva bisogno di dimostrare nulla, penso che i fischi non lo abbiano condizionato, bensì caricato”.

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