Juventus-Napoli, le 6 rimonte scudetto da tenere in mente

Pubblicato il autore: Alessio Liburdi Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Questa sera nel posticipo della 34° giornata di Serie A all’Allianz Stadium di Torino scenderanno in campo Juventus e Napoli, nella sfida scudetto che segnerà le sorti di questo campionato. Con un risultato positivo, i bianconeri di Allegri si avvicineranno tantissimo al settimo scudetto consecutivo, record assoluto per il campionato italiano. Una vittoria degli azzurri di Sarri ci regalerebbe invece un finale di campionato elettrizzante, come non si vede da tanto tempo. Nell’ultima ipotesi infatti, il Napoli salirebbe a -1 dalla Juventus regalandoci un finale thrilling.
Ma rimontare la capolista della Serie A è possibile o è soltanto una lontana speranza a tinte azzurre? Beh in questo articolo scopriremo i 6 precedenti che possono far sognare i tifosi napoletani. E’ bene ricordare che nei primi 3 precedenti la vittoria assegnava 2 punti anziché gli ormai abituali 3.

1) Campionato 1970-71: campione Inter
Già alla vigilia, il campionato di Serie A 70-71 si preannuncia come uno dei più incerti della storia. Nei precedenti 7 campionati si sono avuti infatti ben 6 campioni differenti: in ordine Bologna, Inter (2 campionati consecutivi), Juventus, Milan, Fiorentina e Cagliari. La squadra sarda parte bene anche in questa annata ma complice poi un grave infortunio (patito in nazionale) dall’asso Gigi Riva è relegata al settimo posto in lotta per la prima edizione della Coppa UEFA. L’Inter patisce invece un avvio altalenante con il rigidissimo Heriberto Herrera in panchina perdendo anche il derby col Milan, consentendo al Napoli di raggiungere la vetta e restarci fino a dicembre. Sul finire dell’anno 1970 i due fatti che cambieranno il corso del campionato: il Milan vince a Napoli lo scontro diretto prendendosi la testa della classifica, mentre l’Inter esonera Herrera affidando la panchina a “Robiolina” Invernizzi. Il distacco dai cugini rossoneri toccò anche i 7 punti ma dopo un periodo di assestamento e con il reintegro dei big messi in disparte da Herrera, l’Inter inizia a registrare risultati positivi in successione. Prima raggiunge e supera il Napoli, poi parte all’inseguimento del Milan culminato nel sorpasso il 28 Marzo del 1971 a 8 giornate dalla fine: l’Inter batte in trasferta il Catania mentre il Milan cede in casa a sorpresa al Varese. Gli uomini di Invernizzi non si fermeranno più e vinceranno il titolo addirittura con 2 giornate di anticipo.

2) Campionato 1975-76: campione Torino
Nei precedenti 4 campionati soltanto la Lazio di Maestrelli era riuscita a rompere l’egemonia juventina. I bianconeri guidati da Parola partivano quindi da assoluti favoriti specialmente quando i rivali del Napoli cedettero al Torino. Alla 19°giornata la Juventus vantava 3 punti di vantaggio sui rivali granata, addirittura 5 a 11 giornate dalla fine. Sembrava solo questione di tempo ma la squadra di Parola subì un disastroso blocco che li portò a perdere 3 partite di fila con Cesena, Torino e Inter. Il Torino passò in testa e mantenne un punto di vantaggio fino all’ultima giornata quando mancò inaspettatamente la vittoria contro un sorprendente Cesena (chiuse 6° qualificandosi in Coppa UEFA), di cui non approfittò la Juventus che perse a Perugia mancando un clamoroso sorpasso finale.

3) Campionato 1987-88: campione Milan
E’ l’anno di importanti novità: la serie A dall’anno successivo si allargherà a 18 squadre e si assiste alla nuova “apertura delle frontiere”. Il Napoli di Maradona è campione in carica e parte con i favori del pronostico ma deve vedersela con l’ambizioso Milan di Berlusconi, intenzionato a riportare al successo la squadra meneghina. Arrivano così in italia Gullit e Van Basten, guidati da un giovane Arrigo Sacchi all’esordio in Serie A dopo ottimi risultati alla guida del Parma. Il Napoli parte forte trascinato dal tridente Maradona-Giordano-Careca e vince le prime 5 giornate di campionato piazzandosi subito in testa inseguita dalla Sampdoria di Gianluca Vialli, mentre il Milan parte in sordina ma forte della difesa a zona guidata da capitan Baresi. A 5 giornate dal termine il Napoli conduce con 4 punti di vantaggio sui rossoneri e si appresta ad affrontare una Juventus in crisi ed orfana, in estate, di Platini: il match è vinto dai bianconeri ed è l’inizio della crisi degli azzurri che li porterà a guadagnare solo un punto fino a fine campionato. Al contrario la squadra di Sacchi vincerà prima a Roma e poi nel derby, arrivando allo scontro col Napoli a un solo punto di distanza: quella del San Paolo fu una partita memorabile in cui la spuntarono i rossoneri grazie ai gol di Virdis (doppietta) e Van Basten che vanificarono quelli di Maradona e Careca. Col Napoli in caduta libera, al Milan bastarono due pareggi nelle ultime due partite per festeggiare lo scudetto dopo ben 9 anni.

4) Campionato 1998-1999: campione Milan
Nonostante negli ultimi 7 anni lo Scudetto è stato esclusivo affare di Milan e Juventus, dietro cresce la concorrenza con Fiorentina, Parma e Udinese agguerrite con i loro bomber Crespo, Batistuta e Amoroso. I gigliati presero il comando della classifica davanti alla Juventus del futuro pallone d’oro Zidane e l’Inter di Ronaldo e, a parte un piccolo scivolone, ci restano fino alla 21°giornata quando iniziano ad accusare i guai fisici di Batistuta e la saudade di Edmundo. Ne approfitta la Lazio che grazie ai gol di Vieri si porta a +7 sulle inseguitrici guidati dal Milan a 8 giornate dal termine. Ma nonostante uno scontro diretto finito 0 a 0, la Lazio accusa un forte rallentamento perdendo prima il derby con la Roma e poi lo scontro all’Olimpico con la Juventus. Con il Milan alle costole, la Lazio di Eriksson resiste fino alla penultima giornata di campionato, quando è fatale un pareggio a Firenze mentre il Milan supera facilmente un demotivato Empoli. Nell’ultima giornata vincono entrambi e il Milan di Zaccheroni può festeggiare lo scudetto numero 16 della sua storia.

5) Campionato 1999-2000: campione Lazio
Nonostante l’arrivo di Andriy Schevchenko al Milan (a fine anno subito capocannoniere della Serie A) e il roboante acquisto di Vieri da parte dell’Inter, la lotta scudetto si ridusse presto al duo Juventus e Lazio. Orfana di Vieri, la Lazio si “consolò” con l’arrivo degli argentini Simeone e Veròn che, affiancati a Nesta, Mancini, Salas e Nedved, formavano una squadra fortissima. Tuttavia fu la Juventus a scappare subito in vetta trascinata dalla coppia Inzaghi-Del Piero. I bianconeri arrivarono ad avere un rassicurante vantaggio di 9 punti a 8 giornate dal termine ma, dopo aver perso col Milan, arrivarono allo scontro diretto con la Lazio gasata dalla vittoria nel derby: la partita venne decisa dall’unico gol della partita di Simeone e il distacco si ridusse a soli 3 punti. Un pareggio a Firenze rischiò di essere nuovamente infausto ai biancocelesti che permisero alla Juventus di scappare a +5. Ma una sconfitta a Verona degli uomini di Ancelotti permise alla Lazio di risalire a -2 a due giornate al termine. La penultima giornata fu interlocutoria viste la vittoria di entrambe, arrivando all’ultima giornata di campionato con la Juventus di scena a Perugia e la Lazio in casa contro la Reggina, due squadre già sicure della salvezza. All’olimpico la Lazio sbrigò facilmente la pratica vincendo 3 a 0, mentre al Renato Curi di Perugia successe di tutto: la partita venne sospesa alla fine del primo tempo a causa del diluvio che colpì la città. La sospensione durò circa un’ora e l’arbitro Collina alle ore 17 e 11, ritenendo il campo di nuovo agibile, fa riprendere la partita mentre all’Olimpico la sfida è già finita. E fu così che un gol del difensore biancorosso Calori regalò la più grande sorpresa nella storia del calcio italiano, consentendo alla Lazio di scavalcare la Juventus proprio all’ultima giornata.

6) Campionato 2001-2002: campione Juventus
Le favorite da pronostico erano le romane (con la Roma in grado di scucire lo scudetto alla Lazio nell’anno precedente) e la Juventus che, delusa dai risultati dell’ultimo biennio cambiò molto: via a suon di miliardi Zidane e Inzaghi, dentro Buffon, Thuram e Nedved. Ma tra tutti i litiganti a farla padrone nel girone d’andata fu il miracolo Chievo, piccolo borgo di Verona alla scoperta della Serie A. Nel girone di ritorno la lotta si ridusse a Inter, Roma e Juventus, con le prime due che si alternavano in vetta domenica dopo domenica. Prevalendo nello scontro diretto, l’Inter sembrò allungare definitivamente portando a 6 punti il vantaggio sulla Juventus, divenuta la diretta concorrente. Tuttavia a 5 giornate dalla fine l’Inter perde a sorpresa in casa contro l’Atalanta e due giornate dopo non va oltre l’1 a 1 contro il Chievo. Si arriva al 5 maggio, ultima giornata di campionato, con questa situazione: Inter in testa con 69 punti, Juventus seconda a 68 e Roma terza a 67.  Roma e Juventus sfidavano in trasferta rispettivamente Torino e Udinese, che non avevano più nulla da chiedere al campionato. Per l’Inter impegno più gravoso in casa della Lazio che sperava ancora in un piazzamento in Europa: tuttavia visto il gemellaggio tra tifoserie e il rischio di favorire i rivali della Roma, l’Olimpico si vestì di nerazzurro per spingere Ronaldo e compagni all’ultimo sforzo tricolore. Successe l’imponderabile: la Juventus si sbarazzò rapidamente dell’Udinese grazie alle reti di Trezeguet e Del Piero mentre a Roma il dramma sportivo colpì l’Inter che cadde a sorpresa sotto i colpi di Poborsky e, complice anche la vittoria della Roma, scivolò dal primo al terzo posto. Le lacrime di Ronaldo in panchina fecero da cornice alla festa juventina ad Udine per il 26° titolo della loro storia, forse il più inaspettato.

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