La sesta meraviglia: Fiorentina inarrestabile nel segno di Astori


Si sono trasformati in 11 Hulk e fanno tutti viola. Nel nome di Davide Astori. Non ce n’è per nessuno da quel maledetto 4 marzo, la Fiorentina non fa più prigionieri, sa solo vincere. Sei successi di fila - iniziati in verità la settimana precedente, non accadeva dal 1960 nello stesso campionato - come se dopo la scomparsa improvvisa del capitano i suoi compagni avessero stretto un patto di ferro tra loro, come se avessero incanalato il dolore e la rabbia in energia positiva per arrivare piu in alto possibile. E rendere omaggio a Davide sul campo.

D’altronde Pioli lo ha confermato subito dopo l’ultima perla della collana gigliata, Roma: “Tutto questo è per Davide, lui è stato il primo a credere in questo nuovo percorso, il primo a mettere serietà e serenità nel lavoro. La sua assenza c'è, ma è sempre con noi e daremo tutto quello che abbiamo ogni giorno per lui”. E Simeone gli fa eco: “Questi risultati nascono per Davide. Stare tutti uniti, lavorare più del dovuto, è l’unica forma per non pensare a ciò che è successo”.

Eppure oggi Pioli era costretto a fare a meno di tre pedine fondamentali, come Chiesa, Thereau e Badelj, che da Astori ha ereditato la fascia. La Fiorentina, però, ha saputo soffrire, colpire al momento giusto con Benassi e il Cholito, sfruttando le amnesie dei giallorossi, e poi resistere agli assalti furiosi della squadra di Di Francesco, anche sfortunata e distratta dal Barcellona. Ma i meriti dei viola restano intatti. E proseguendo con questo spirito la striscia è destinata ad allungarsi. Ora l’Europa League è più vicina: -1, aspettando il Milan...

Tutto è iniziato l’11 marzo alle 12,30, contro il Benevento, la prima senza Astori, una domenica surreale di pioggia e lacrime. Il Franchi un’immensa distesa viola listata a lutto, lo stop al minuto 13, il cuore dei giocatori e di Pioli che batte all’impazzata, il gol che decide la gara segnato dal sostituto di Davide, Vitor Hugo, neanche a farlo apposta. Sulle spalle il 31, il numero rovesciato della maglia del capitano, che non indosserà piu nessuno. Anche questo un segno, l’incipit di un’inversione di rotta in un campionato fino a quel momento anonimo e la navicella viola è diventata una corazzata. Inaffondabile.

Ricapitoliamo: Chievo - l’ultima di Astori - Benevento, Torino, Crotone, Udinese, Roma. Ora nel mirino della Fiorentina c’è la Spal, che, com’è giusto che sia, cercherà di interrompere il festival viola per inseguire la salvezza. Appuntamento al Franchi, ore 12,30.