Bernardeschi e le polemiche contro la Juventus: “Stimolo in più per vincere, diamo fastidio”

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui

Sono trascorsi ormai quattro giorni dall’infuocato Derby d’Italia tra Inter e Juventus vinto dai bianconeri negli ultimi minuti per 3-2: un match ad alta tensione contraddistinto da contatti più o meno evidenti, svariate ammonizioni, un rigore non concesso agli ospiti, un espulsione per i padroni di casa con Vecino, autore di un’entrataccia su Mandzukic e il mancato secondo giallo per Pjanic per un fallo su Rafinha. Proprio quest’ultimo episodio è stato il più contestato dai nerazzurri, poiché avrebbe ristabilito la parità numerica tra le due squadre. Inevitabile lo stuolo di polemiche post-partita, rese ancora più aspre dall’importanza del risultato finale per gli obiettivi delle due società: da un lato la Juve impegnata nel duello a distanza con il Napoli per lo scudetto, giocato punto su punto, dall’altro l’Inter alla ricerca di un posto in Champions League conteso al duo Roma-Lazio.

Dopo il successo di Milano, i bianconeri sono tornati a lavoro per preparare le ultime tre giornate di campionato, a partire dalla sfida con il Bologna, in programma sabato all’Allianz Stadium. Il gruppo, con uno sguardo alla finale di Coppa Italia contro il Milan, è pronto ad affrontare il rush finale che potrebbe portare in bacheca altri due trofei, allungando la tradizione vincente del club. Carico e motivato anche Federico Bernardeschi. Il centrocampista, ai microfoni di Sky Sport, guarda con fiducia al termine di questa stagione e si dice convinto che la vittoria di San Siro possa essere la giusta carica per gli ultimi impegni: “Con l’Inter ci abbiamo creduto e siamo riusciti a portare a casa il risultato, sebbene fossimo consapevoli della difficoltà della gara. Era prevedibile che nei 90′ potessero esserci momenti complicati, ma con la determinazione abbiamo ribaltato il risultato. Questa vittoria ha dimostrato ancora una volta la notevole compattezza del gruppo”. A parere di Bernerdeschi la polemiche non hanno assolutamente destabilizzato lo spogliatoio juventino, sempre pronto a reggere le pressioni esterne: “Guardiamo ai nostri obiettivi e pensiamo a lavorare, dando il 100% sul campo. Ognuno tifa la propria squadra e quella che vince dà sempre fastidio, credo sia naturale e faccia parte del nostro sport. Le polemiche? Ciò che viene detto fuori dal terreno di gioco personalmente è un ulteriore stimolo a centrare la meta finale”.

Il giocatore è approdato a Torino in questa stagione, collezionando 28 presenze e segnando 5 reti tra Serie A e Champions, dopo essere cresciuto nella Fiorentina tra giovanili e Prima Squadra. E proprio i suoi ex compagni nell’ultimo weekend hanno regolato con un secco 3-0 i rivali diretti per il titolo. Un modo per il giocatore per tornare a parlare degli anni in viola: “A Firenze ho lasciato tanti amici. Faccio loro i complimenti non solo per la bella vittoria sul Napoli ma anche per la stagione e per la forza con la quale è riuscita a superare il dolore per scomparsa di Davide Astori. Lui per me era un amico, un leader che mi ha dato consigli importanti per crescere. Sono onorato di averlo conosciuto e di aver giocato insieme”.

Passato viola, presente bianconero e l’obiettivo di conquistare il settimo scudetto consecutivo. Per farlo saranno fondamentali i punti col Bologna: “Affronteremo i felsinei con lucidità e voglia di vincere. Non ci siamo mai depressi o esaltati in base ai momenti vissuti, ma abbiamo continuato a lavorare e i risultati sono arrivati. Con il sacrificio è più semplice raggiungerli. Personalmente sento di essere cresciuto sia come calciatore che come uomo e anche il periodo difficile dell’infortunio è servito a rafforzarmi. Un finale di stagione targato Bernardeschi? Piuttosto sogno un finale targato Juve”. 

  •   
  •  
  •  
  •