Cobolli Gigli: “Calciopoli? L’Inter avrebbe meritato sanzioni, non sono state rese note le intercettazioni”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui
MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: FC Internazionale Milano fans show their support prior to the Serie A match between FC Internazionale and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on November 5, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images )

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Calciopoli è una ferita ancora aperta. Qualche tempo fa Luciano Moggi aveva dichiarato: “Giacinto Facchetti faceva lobbing con gli arbitri”, rifacendosi alle parole del procuratore Palazzi che avevano confermato un comportamento di combutta con gli arbitri dell’ex massimo dirigente dell’Inter. Anche Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus dal 2006 al 2009, si è unito al pensiero dell’ex direttore generale dei bianconeri ai tempi dello scandalo e ha parlato ai microfoni di Romanews.eu.

Il suo ricordo iniziale va al periodo successivo all’emergere delle prime intercettazioni: “L’acrimonia di molti sostenitori si trasformò in felicità. Ma prima di quel momento, fu dura la strada per la nostra nuova dirigenza. Ci fu l’episodio che riguardò Gianluca Pessotto che ci scosse tutti, ma che per fortuna poi si risolse nel migliore dei modi. E poi, ricordo un pomeriggio d’estate, in cui ci fu una marcia dei tifosi fino alla sede del club nel cuore di Torino. Volevano spiegazioni, volevano rassicurazioni. Speravano di non andare in Serie B. Mi misero sopra un pulpito a parlare, e mi ascoltarono in silenzio. Temendo che avrebbero dovuto trascorrere un anno diverso”

Resta il rammarico di Cobolli Gigli per un processo sportivo che, a suo avviso, non fu condotto nel migliore dei modi: Vennero ignorati determinati faldoni. Più che ignorati direi nascosti, e non furono rese subito note altre intercettazioni che riguardavano altri club. Anche la società di Moratti avrebbe meritato sanzioni per quanto era emerso dalle varie conversazioni, lo disse anche il procuratore Palazzi. Tuttavia, la vicenda cadde in prescrizione e la cosa si concluse in questo modo”

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