Francesco Totti, un anno è già passato ma la nostalgia per lui non passa mai

Pubblicato il autore: Stefano Salamida Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Francesco Totti, un nome una leggenda. E’ già passato un anno da quel Roma-Genoa in cui l’eterno capitano della Roma ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Una decisione che prima o poi tutti i tifosi romanisti si aspettavano e che temevano di apprendere, e, come confessato da Totti stesso, anche lui avrebbe voluto non arrivasse mai. Una decisione difficile da accettare e da digerire, soprattutto nel modo in cui è finita la storia del capitano giallorosso con l’amore della sua vita, un epilogo triste, come se qualcuno avesse fretta di disfarsi dell’immagine del simbolo di Roma e della romanità.

A un anno di distanza nulla è cambiato nella mente dei tifosi giallorossi, e c’è da scommettere che almeno un romanista su tre, nel momento in cui la Roma ha battuto il Barcellona qualificandosi alla semifinale di Champions League, abbia pensato per un istante al Capitano a quale sarebbe stata la sua reazione durante l’epica impresa. Una cosa è certa, dalla tribuna, gli occhi di Francesco erano gli stessi, come se a sfidare Messi e compagni ci fosse stato lui, romano e romanista, lontano dal campo, ma con il cuore insieme ai suoi ex compagni.

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Una storia nata il 28 marzo del 1993, quando, in occasione della partita tra Brescia e Roma, l’allenatore dei giallorossi Vujadin Boskov, decide di far esordire il ragazzino sedicenne romano del quartiere di Porta Metronia. Da quel momento in poi, la storia d’amore tra Totti e la Roma comincia a prendere forma, e nel corso degli anni questo amore cresce sempre di più. Dal primo gol in Serie A contro il Foggia il 4 settembre del 1994, fino ad arrivare al 1998 quando il brasiliano Aldair gli cede la fascia di capitano; la sua definitiva consacrazione in maglia giallorossa si compie il 17 giugno del 2001 con la vittoria dello scudetto della Roma sotto la guida di Fabio Capello.

Una storia durata ben 25 anni, come tutte le storie d’amore, vissuta tra alti e bassi, tra critiche ed elogi, tra gioie e dolori. Uno dei dolori più grandi fu il quel maledetto Roma-Empoli del 2006, quando, in uno scontro di gioco, il difensore empolese Vanigli, gli procurò la rottura del perone, costringendolo a saltare l’intero girone di ritorno del campionato e con il serio rischio di non giocare i Mondiali di Calcio in Germania. Il capitano, tuttavia, anche questa volta ha saputo rialzarsi, come sempre, affrontando l’ennesima sfida della sua carriera. Con grande umiltà, lavoro e sacrifico, Francesco Totti riuscì a recuperare dal quel brutto infortunio e fece parte della spedizione azzurra in Germania, e sappiamo tutti come andò a finire. Divenne Campione del Mondo con l’Italia di Lippi, mettendo anche a segno la rete decisiva contro l’Australia che permise all’Italia di accedere ai quarti di finale, trasformando con assoluta freddezza, un calcio di rigore al minuto 90.

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Vincitore della Scarpa d’Oro nel 2007, Francesco Totti ha realizzato in maglia giallorossa 307 reti in 786 partite tra campionato, Coppa Italia e competizioni europee, che fanno di lui il marcatore più prolifico della storia della Roma. Un campione che, a distanza di un anno dal suo ritiro, manca e mancherà per sempre negli occhi di tutte le generazioni romaniste. Nulla toglierà quello che ha dato in campo in tutti questi anni, numeri, prodezze che fanno di lui l’essenza di questo sport portando il suo nome a riecheggiare per sempre nell’eternità del calcio.

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