Inter, Moratti commenta: “Suning otterrá grandi risultati. La Juve è forte e simpatica agli arbitri”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui
TURIN, ITALY - MARCH 18: FC Internazionale board member Steven Zhang Kangyang looks on prior to he Serie A match between FC Torino and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on March 18, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Steven Zhang (presidente dell’Inter) – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Massimo Moratti non ha mai smesso di seguire con passione la sua Inter. Intervistato dal magazine L’Economia, inserto settimanale de Il Corriere della Sera, l’ex presidente nerazzurro si è lasciato andare a commenti sulla proprietà cinese e sul settimo scudetto consecutivo della Juventus. 

Moratti, diventato recentemente nuovo presidente della Saras in seguito alla morte del fratello, rassicura i tifosi e promette che l’Inter avra un grande futuro con Suning: “La proprietà attuale è seria e forte economicamente parlando. Occorre avere la giusta pazienza e partecipazione, per poi riprendere a far risultati al momento giusto.”

La famiglia Moratti è parte integrante della storia nerazzurra . Dopo che il padre Angelo è stato l’indimenticato presidente degli anni della Grande Inter, Massimo decise di seguire le sue orme e acquistò la società il 18 febbraio 1995. Nei suoi diciotto anni di presidenza ha vissuto sofferenze e grandi gioie con la sua encomiabile partecipazione emotiva: “Mio padre aveva per il calcio la stessa passione che aveva per gli affari: l’Inter per me resta la famiglia e un pezzo di cuore. Il lavoro dà preoccupazioni maggiori, ma non è che l’Inter non me ne desse.”

Moratti non risparmia qualche frecciatina alla Juventus, pur riconoscendo la grandezza dell’impresa di vincere sette scudetti consecutivi: “in Italia è la più forte e completa, anche grazie alla continuità societaria. In questo momento, vista la situazione della Nazionale, rappresenta il calcio italiano e ha il rispetto e la simpatia di chi nel calcio italiano ci lavora, come gli arbitri”

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