Juventus, Marotta: “Questo lo scudetto più difficile. Futuro? Con Allegri per vincere la Champions”

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui
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“Lo scudetto più difficile targato Massimiliano
Allegri. L’amministratore delegato bianconero Giuseppe Marotta definisce così il settimo titolo consecutivo della Juventus, il quarto della gestione del tecnico livornese.

Già. Perché se si analizza il percorso della Juve, in questo lungo ciclo di successi iniziato sotto la guida di Antonio Conte e proseguito con Allegri, è innegabile che quello di questa stagione sia il trionfo più duro e combattuto di tutti. Le dirette concorrenti della Vecchia Signora si sono rinforzate e principalmente il Napoli ha saputo tenere testa fino a un paio di giornate fa, facendo in modo che la Serie A rimanesse un campionato vivo, anche quando tutte le altre principali sfide europee non avevano più altro da dire. I partenopei hanno ceduto solo nel finale, davanti a un gruppo solido, granitico, che in particolar modo nei momenti complicati ha saputo tirare fuori la grinta giusta per rialzarsi. Ed ecco quindi arrivare il settimo titolo consecutivo per una Juventus mai appagata, anzi vogliosa di estendere il proprio dominio al di fuori del territorio nazionale, puntando all’agognata coppa dalle grandi orecchie. Sempre con un grande gruppo, sempre con Allegri al timone, almeno stando alle parole di Marotta.

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L’ad bianconero intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Radio 1, non ha mancato di esaltare squadra, allenatore e staff, per un successo sofferto ma per questo ancora più prezioso. “Il primo titolo è stato un momento unico, perché arrivato dopo anni molto complicati, ma questo è speciale, in quanto conquistato punto su punto. Del resto quando le difficoltà sono tante si assapora tutto profondamente, ha un gusto migliore” – ha ammesso Marotta – “Inoltre è il primo scudetto assegnato nell’era del Var. era importante dimostrare di essere vincenti anche adesso e ci siamo riusciti”. Una bella soddisfazione per una squadra troppo spesso oggetto di polemiche per presunti favori arbitrali, ma vincente contro tutto e tutti, alla luce del sole. “Siamo sempre stati dalla parte della tecnologia, anche se questa non elimina del tutto gli errori. La perfezione nel calcio non esiste. A mio parere, andrebbero migliorati alcuni aspetti, ma ritengo sia uno strumento molto utile”.

Tornando all’ennesimo grande trionfo, Marotta non può che ritenersi soddisfatto del bottino conquistato: sette titoli nazionali e quattro Coppe Italia, l’ultima alzata al cielo di Roma proprio un paio di giorni fa contro il Milan, frutto del lavoro dell’intera società e di giocatori sempre all’altezza della situazione. Ma forse il merito principale spetta proprio a mister Allegri. Arrivato a raccogliere la difficile e vincente eredità di Conte, il tecnico toscano non è stato inizialmente ben visto da alcuni tifosi bianconeri: “A Vinovo io, il presidente Agnelli e il mister fummo accolti da un centinaio di sostenitori arrabbiati, ci tirarono anche le uova. Non avevano capito. Ma noi eravamo sicuri della scelta fatta e il tempo ci ha dato ragione. E’ bravo a gestire ogni cosa, ma soprattutto la comunicazione tra i ragazzi. Speriamo di continuare con lui e di raggiungere finalmente la Champions. Da parte nostra c’è grande ottimismo”.  

Uno sguardo al fronte mercato e alla Juventus che sarà. “Perin è un ottimo portiere e vogliamo avere gente di alto livello. Abbiamo fatto delle valutazioni, ma siamo lontani da una trattativa vera e propria” – ha spiegato Marotta, in merito alle voci di un possibile approdo del portiere del Genoa a Torino, in prospettiva del ritiro di Gigi Buffon. Per quest’ultimo solo parole di elogio: “Un leader. Un giocatore che ha senso di appartenenza e che trasmette motivazione ai compagni. Un vero capitano”. 

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